marzo 3rd, 2012 , by Riccardo Giraldi

 

Mio figlio ha nove anni, ma ha già molte risposte che io non ho alle domande più varie: a che ora andrà in onda Io e i Miei Parassiti? Dov’è il telecomando? Abbasseresti il volume? Chi è il tuo vero padre? Perché la mamma è tornata alle cinque del mattino con la gonna al rovescio?
Gliene ho (realmente) posta qualcuna.

 

The Collyers Magazine è un web magazine tutto italiano di scrittura creativa. È nuovo di pacca e lo trovate online al sito www.thecollyers.it
In questa intervista Gabriele Scorzoni, uno degli ideatori assieme a Luca Marotta e Claudio Casella, spiega ad Officina Creativa di cosa si tratta.

 

Gabriele, cos’è The Collyers?

The Collyers è un free-press di scrittura creativa. Si ispira a progetti d’oltreoceano quali The Onion e The Believer di Dave Eggers, ereditandone il gusto per la commistione fra surreale, finzione e realtà, nonché la predilezione per il black-humor, il non-sense e la parodia.

Collyer è il nome di due eccentrici fratelli statunitensi, noti per aver dato il nome a una malattia, la Sindrome dei Fratelli Collyer (anche nota come disposofobia o accaparramento compulsivo).
I loro cadaveri vennero trovati nel 1947 nel loro appartamento di Harlem dove i due si erano rifugiati dal mondo esterno, accumulando di tutto: libri, carrozzine, bambole, biciclette arrugginite, avanzi di cibo, bucce di patata, pistole, palle da bowling, manichini, organi umani in barattolo, gatti, decine di strumenti musicali.
La polizia dovette rimuovere 130 tonnellate di immondizia.

Quello del magazine è solo un pretesto, è l’idea stessa di “magazine” che viene destrutturata per raccogliere brevi paradossali racconti, ricalcando rubriche tradizionali: news su fatti inesistenti, editoriali satirici, reportage da posti dimenticabili, recensioni di farmaci, oroscopi, lezioni di galateo, interviste. Quello che resta è un prodotto strettamente letterario che mischia surreale, finzione e realtà, e predilige il black-humor, il non-sense, la parodia e la provocazione.

Altra caratteristica è il desiderio di svincolare questo tipo di letteratura dai ristagni di un circolo chiuso. Parliamo di un genere (che a ben vedere è un non genere, vista l’eterogeneità dei vari contributi) già raro nel nostro paese che per qualche ragione resta sempre aldilà di una certa linea di demarcazione che lo separa da altre forme espressive, incontrandole solo nelle forme più consuete come cinematografia e fumetto. È per questo che abbiamo coinvolto alcuni artisti per una rubrica di sole immagini. Siamo partiti solo con Francesco Pieralli, ma già dal secondo numero ci saranno più contributi.

 

Ogni quanto pensate di fare uscire i nuovi numeri?

The Collyers avrà una cadenza mensile (alla fine di ogni mese).

 

Quali sono le vostre ambizioni di The Collyers, qual è il vostro sogno?

 L’obiettivo, a ben vedere, è il magazine stesso: una pubblicazione letteraria che abbia uno spirito anarchico e non divulgativo, un carattere contemporaneo e non accademico, più vicino al mondo della sperimentazione creativa e della produzione culturale innovativa che a quello dei reading e dei circoli letterari e lontano dalla satira osservativa o moralista tendenzialmente predominanti. In sostanza uno strumento che possa apparire accessibile e immediato a decine di scrittori con una predilezione per la sperimentazione e per la mancanza di strutture narrative tradizionali, scrittori che non hanno canali con cui divulgare facilmente i propri scritti.
E difatti siamo aperti ad ogni collaborazione che riteniamo possa essere valida (basta scriverci a collyermag@gmail.com)

 

Ma chi c’è dietro a questo promettente progetto?

Dietro The Collyers ci sono cinque autori, che hanno già condiviso l’esperienza di un blog collettivo oltre a scrivere attualmente per uno dei più noti progetti di satira in Italia (mi riferisco a Umore Maligno) e che costituiscono la redazione. A questi si aggiungono altri autori da non considerarsi in pianta stabile. Oltre queste esperienze comuni, però, abbiamo radici del tutto diverse. Non solo geografiche (considera che di noi cinque, uno vive in Brasile, uno a Tokyo, uno a Roma, uno a Catania e uno è sperduto fra le montagne del Canavese, e quindi la redazione non ha un luogo fisico) ma anche come background: tieni presente che tra noi c’è chi scrive colonne sonore così come c’è un fisico teorico.

 

Quindi cari tutti, appassionati di scrittura e non, cogliete l’occasione per farvi un giro su www.thecollyers.it!
Un grazie a Gabriele per la collaborazione e in bocca al lupo a tutti i ragazzi e ragazze di The Collyers.

 

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febbraio 6th, 2012 , by Riccardo Giraldi

Lucca Comics & Games è una realtà sempre più importante ed unica. Un tesoro da valorizzare dove la creatività va a fiotti.

Irene Ferrifotografa e Studentessa presso Università Iulm, e Giovanni Tondelli, sceneggiatore che era fra l’altro presente a Lucca Comics & Games tra i fumettisti con il progetto “Sonnambulo” (Autoproduzione a fumetti) , ci hanno raccontato a suon di parole e colori questo bellissimo evento ed i suoi personaggi.

 

Chi era presente se n’è accorto: quella del 2011 è stata un’edizione da record. Lucca Comics & Games già da anni è il più importante evento fumettistico di tutta Italia, ma ormai si parla di cifre rilevanti a livello internazionale.

Con le 155.000 presenze registrate nei cinque giorni di fiera infatti, quello di Lucca diventa il terzo festival di fumetti più importante al mondo, dopo quelli di Tokyo e Angoulême, e superando così addirittura quello di San Diego.
Complice di tutto questo, oltre come sempre alla cornice suggestiva e alla serie di eventi extra fumettistici quali concerti e contest di cosplayer (ormai presenti in massa tutti gli anni), un elenco di ospiti in grado di accontentare qualsiasi appassionato di fumetti.

Nomi come Jiro Taniguchi, l’autore di manga più premiato anche in Europa, Jeff Smith, che festeggiava i vent’anni del capolavoro del fumetto indipendente Bone, Craig Thompson, giovane stella delle graphic novel made in Usa, o David Lloyd, storico disegnatore di V for Vendetta. Questo giusto per citare alcuni dei fumettisti più importanti presenti alla fiera, come sempre a disposizione dei fan per dediche e autografi.

Senza contare le sezioni, sempre più grandi di anno in anno, dedicate a videogame e giochi di ruolo. Se tutto questo vi sembra il paradiso dei nerd, beh, avete perfettamente ragione.


 

 

 

Un grazie ad Irene e Giovanni da parte di Officina Creativa ed i suoi lettori!
Trovate queste e tante altre meravigliose foto sul sito di Irene:
http://reneemooraferri.blogspot.com/2011/10/lucca-comics.html

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marzo 18th, 2010 , by Margherita Cardoso

Si è conclusa lʼedizione 2009 del Lucky Strike T. Designer Award, luccicoso concorso bandito dalla Raymond Loewy Foundation Italy per rendere omaggio a Raymond Loewy, padre del design industriale americano.
Il premio, nato per stimolare e supportare la creatività dei giovani talentuosi, ha coinvolto 45 città e oltre 200 studenti, laureandi e diplomandi delle facoltà di design, comunicazione, moda e multimedia.

Il 15 Marzo Officina è stata curiosare allo Spazio Risonanze dellʼAuditorium Parco della Musica di Roma, dove la Giuria ha proclamato il vincitore e conferito 10 menzioni d’onore alle proposte più meritevoli.

Marco De Santi si è aggiudicato la più alta postazione sul podio nonchè i trentamila euro messi in palio dalla fondazione con il progetto TITUS, mezzo di soccorso marino per l’ambiente costiero, manovrabile con due joystick e alimentato da un propulsore a idrogetto.

I progetti che hanno ricevuto la menzione spaziano tra fashion design, interior, product, fino alle categorie del light design e al ramo research.

Insomma ce n’è un pò per tutti i gusti: dall’abito da sposa portaoggetti (Affascinu, disegnato da Alejandra Deaza, composto di taschine in seta che gli invitati alla cerimonia arricchiscono con piccoli portafortuna) al riconoscitore di colori sonoro (Colorsound, di Carlotta Bandiera, che ammicca a Kandinskij con un occhio di riguardo ai daltonici).

I prodotti “eco-” naturalmente non mancano: Brillo è un sistema componibile formato da piccoli generatori eolici, progettato da Elisa Bassani; Energica, di Silvia Gasparotto, un plantare adattabile a vari tipi di scarpa che recupera l’energia prodotta dal piede in movimento e la riutilizza per caricare piccoli dispositivi portatili.

Venghino siòri e siòre, tutti i progetti rimangono in mostra presso lo Spazio Risonanze fino al 17 Marzo!
Non perdeteveli-li

di Margherita Cardoso

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febbraio 15th, 2010 , by Margherita Cardoso

Questa volta Officina Creativa ha scambiato quattro chiacchiere con Andrea Ruschetti aka Ludikoboy!
Ludiko (link) – come si legge nella presentazione del progetto – è un universo artistico multidisciplinare che ha per obiettivo la diffusione della filosofia kidult e la riscoperta del gioco come forma di comunicazione con il proprio “io” più’ profondo-creativo-infantile.

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febbraio 12th, 2010 , by Alice Avallone

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In questo doppio delizioso negozietto di Avenue A (New York) – oltre ai gadget e souvenir più originali della Grande Mela – sono in vendita postcards vintage eccezionali. Il produttore è Noble Works ed è del New Jersey. Dal sito, potrete vedere l’intera collezione e spedire gratuitamente cartoline virtuale ai vostri amici e parenti.

Perfetto per l’imminente occasione di San Valentino! Cercate un modo originale di dire Ti amo al vostro partner? Ecco qualche spunto!


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dicembre 5th, 2009 , by Riccardo Giraldi

Um.. Hello


Ancora qualche ghiotta immagine da Brick Lane per raccontare una passeggiata a pranzo piena di sorprese.
Quel volto che era comparso qualche settimana fa e’ stato prima cancellato, e poi sostituito da un nuovo volto (piu’ bruttino).

Dunque ecco a voi il Set di Flickr a cui aggiungeremo tutte le foto!


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di Riccardo Giraldi

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dicembre 1st, 2009 , by Riccardo Giraldi

Immagine anteprima YouTube

Love Exposure – titolo originale Ai no mukidashi – è una maratona giapponese di 4 ore su sesso, religione, amore e perversione.
Comico e perverso, profondo a modo suo, Love Exposure di Shion Sono è uno di quei film da vedere al cinema armati di acqua, panino e troiai vari da mangiare.
Nonostante le quattro ore il film scorre bene. La percentuale di sbadigli in sala è aumentata notevolmente nella seconda parte – dove per una ventina di minuti non succede molto – ma l’attenzione è tornata ben presto padrona perché questo signor Shion Sono ha fatto proprio un bel film.


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Yu
, protagonista del film interpretato da Takahiro Nishijima, è il figlio di un uomo cattolico che, dopo la morte della moglie, decide di diventare prete non senza qualche difficoltà. Il desiderio per una donna e il sesso divorano il padre di Yu che finisce per istigare il giovane figlio a commettere peccati pensando di compiacere il padre.

Bizzarro e divertente, è una storia di amore e pazzia che merita di essere vista.

Non so se è stato distribuito o se sarà distribuito in Italia ma se avete occasione non perdetevelo.
Ho avuto il piacere di vederelo al ICA a Londra un sabato pomeriggio alle 1:30. Considerando le 4 ore di proiezione aspettatevi orari abbastanza inusuali!

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di Riccardo Giraldi

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novembre 20th, 2009 , by Riccardo Giraldi

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Brick Lane non smette mai di stupire, la creatività è il motore trainante del quartiere. Creatività talvolta tangibile – nel vero senso della parola – come nel caso di questa bellissima opera apparsa su un muro nei pressi di Hanbury Street a Londra.


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novembre 16th, 2009 , by Riccardo Giraldi

Sbrokked

 

Officina Creativa ha fatto quattro chiacchere Con Gio’ e Que di SBROKKED production, mettetevi comodi e godetevi l’intervista!

 

 

SBROKKED production, uno sito fresco e uno showreel interessante. Ci presenti chi siete e cosa fate?

 

SBROKKED PRODUCTION siamo io, Giovanni Gio’ Barberis, filmaker e nei sogni fotografo e io, Alessio Que’ Lentinello, graphic designer e fotografo.

Il sito è freschissimo, è vero, e tanto più lo è lo showreel!

www.vimeo.com/sbrokked

Noi siamo due sognatori che amano tutto e niente, ci occupiamo di Shortfilms, concept video, spot, videoclip musicali, fotografia, dal portrait allo still-life, impaginazione grafica, realizzazione grafica, idee, viaggi, amici, vino bianco, mac, postit, surf, skateboard, chitarra elettrica, vinili, arredamento, l’orto e le cipolle di Gio’, La diavoletto di Que’. Mille altre cose. Mille altre non-cose.

 

 

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novembre 9th, 2009 , by Riccardo Giraldi

Rui moustache

Disegnatore… ma non troppo. “Studia” da qualche mese presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

E’ un feticista della Polaroid, adora la Spuma, ed ha una morbosa passione per i denti (entrambe le arcate).

 

Le sue cosine le potete trovare su:

http://www.flickr.com/photos/sospensorio/

http://cronacavery.wordpress.com/

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luglio 16th, 2009 , by Redazione

torno subito

Cari Creativi,

la calura si è fatta sentire e anche Officina ha deciso di prendersi una pausa vacanziera.
Ma non preoccupatevi! Stiamo lustrando i nostri ingranaggi per navigare verso un settembre pieno di nuove interviste, incontri e strabilianti iniziative!
Nel frattempo vi auguriamo buone vacanze!


La crew di Officina Creativa

immagine di Elena Lombardi

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giugno 22nd, 2009 , by Letizia Tasselli

love at the first sight

Love at the first sight (link), amore a prima vista: così nascono le creazioni di Chiara Bonanni, una giovane artigiana con una passione sfrenata e un po’ anacronistica per l’uncinetto.
Le creazioni di Chiara prendono vita da veri e propri “colpi di fulmine” che si trasformano in improvvisazioni uniche e irripetibili da indossare per sentirsi speciali.
La passione per il restyling dei suoi vestiti si è trasformata in un piccolo atelier virtuale, Love at the first sight appunto, dove fanno capolino ricami e paillettes, perle e coralli oltre all’amore per quelle lavorazioni che oramai sono quasi dimenticate.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Chiara per farci raccontare tutti i retroscena dei suoi colpi di fulmine.

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