marzo 18th, 2010 , by Margherita Cardoso

Si è conclusa lʼedizione 2009 del Lucky Strike T. Designer Award, luccicoso concorso bandito dalla Raymond Loewy Foundation Italy per rendere omaggio a Raymond Loewy, padre del design industriale americano.
Il premio, nato per stimolare e supportare la creatività dei giovani talentuosi, ha coinvolto 45 città e oltre 200 studenti, laureandi e diplomandi delle facoltà di design, comunicazione, moda e multimedia.

Il 15 Marzo Officina è stata curiosare allo Spazio Risonanze dellʼAuditorium Parco della Musica di Roma, dove la Giuria ha proclamato il vincitore e conferito 10 menzioni d’onore alle proposte più meritevoli.

Marco De Santi si è aggiudicato la più alta postazione sul podio nonchè i trentamila euro messi in palio dalla fondazione con il progetto TITUS, mezzo di soccorso marino per l’ambiente costiero, manovrabile con due joystick e alimentato da un propulsore a idrogetto.

I progetti che hanno ricevuto la menzione spaziano tra fashion design, interior, product, fino alle categorie del light design e al ramo research.

Insomma ce n’è un pò per tutti i gusti: dall’abito da sposa portaoggetti (Affascinu, disegnato da Alejandra Deaza, composto di taschine in seta che gli invitati alla cerimonia arricchiscono con piccoli portafortuna) al riconoscitore di colori sonoro (Colorsound, di Carlotta Bandiera, che ammicca a Kandinskij con un occhio di riguardo ai daltonici).

I prodotti “eco-” naturalmente non mancano: Brillo è un sistema componibile formato da piccoli generatori eolici, progettato da Elisa Bassani; Energica, di Silvia Gasparotto, un plantare adattabile a vari tipi di scarpa che recupera l’energia prodotta dal piede in movimento e la riutilizza per caricare piccoli dispositivi portatili.

Venghino siòri e siòre, tutti i progetti rimangono in mostra presso lo Spazio Risonanze fino al 17 Marzo!
Non perdeteveli-li

di Margherita Cardoso

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maggio 16th, 2009 , by Camilla Fucili

Matteo Cibic

Si è da poco conclusa la settimana milanese del design, il fiatone se ne va, i piedi si sgonfiano e iniziamo pian piano a far sedimentare tutti gli stimoli da cui siamo stati bombardati durante Salone e Fuorisalone.
Se anche voi avete notato una certa attenzione ad un mondo ancora poco esplorato dal design come quello dell’amore e del sesso, sarete sicuramente curiosi di scambiare due chiacchiere con Matteo Cibic (link), classe ’83, product designer che ama farsi suggerire dai materiali stessi il prodotto che andranno a formare, che crede che ad un design di sperimentazione con la collaborazione di abili mani artigiane, che vuole emozionarci, sorprenderci e a volte farci arrossire con progetti che nascondono funzioni davvero inaspettate…

Officina ha deciso di rapirlo per voi per un’intera settimana: dal 18 al 24 maggio sarà a vostra disposizione sul nostro forum all’interno dell’iniziativa Incontra il Creativo, per fare due chiacchiere e rispondere alle vostre domande!

Quindi puntate la sveglia, scrocchiate le dita e ripassate di qui Lunedi 18 Maggio, Matteo vi aspetta su queste pagine: http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=5111.0.

*** UPDATE ***

Chi è Matteo Cibic?

Matteo Cibic è un product designer e creative problem solver, che ama inventare nuovi prodotti attraverso la collaborazione con artigiani interessati alla sperimentazione della materia e delle tecniche di produzione.
Il suo processo creativo nasce spesso dal basso,nel senso che parte dalle suggestioni della materia e dei materiali e dalla conoscenza e approfondimento dei meccanismi produttivi in atto, per ricercare nuove soluzioni tecniche e processi di lavorazione che si risolvono poi nell’ideazione di nuovi oggetti. I suoi prodotti si distinguono spesso perché nascondono funzioni inaspettate, creando un rapporto di interazione con il fruitore.

Cosa significa secondo te “buon design”?

La definizione di “buon design” è estremamente politica e morale.
Oggi viviamo in una realtà complessa, siamo circondati da incredibili contraddizioni sociali, non più ignorabili dal momento in cui internet e le comunicazioni hanno permesso il fluire libero e veloce dell’informazione.
Se l’Italia è la patria del design e Milano la sua capitale, oggi non esiste una visione di futuro in questo campo, si vede chiaramente al Salone del Mobile dove le superstar del design continuano a disegnare poltroncine, sedie e bottigliette d’acqua in PET; secondo me questa è una scelta morale e politica sbagliata.
I designer dovrebbero sentire molto più la loro responsabilità politica; con una buona progettazione del prodotto e dei processi si può modificare il modo di consumare in una società di consumo, è inutile quindi arrabbiarsi se viviamo in un mondo carico di cose inutili, inizialmente belle, al momento dell’acquisto ma poi fatte male che durano poco e senza una vera funzione.
Io sono molto giovane, e sono consapevole di essere all’interno di un sistema sbagliato, secondo me la mia generazione e le future se non verranno abusate mediaticamente come oggi avviene ulteriormente porteranno al cambiamento attuale.
Oggi è importantissimo capire i processi, solo capendo le dinamiche del commercio e della comunicazione, facendoli propri, si riesce a cambiare direzione.

I tuoi progetti della collezione Bibelot Sexuel sono apparentemente comuni oggetti per la casa che nascondono invece una duplice funzione. Qual’è il motivo di questo nascondere? Stupire, emozionare?

L’italia è il quart’ultimo paese tra i paesi industrializzati ad usare sex toys.
La casa è il posto in cui si consumano la maggior parte dei nostri momenti amorosi o privati; nonostante ciò in casa non ci sono mai oggetti che manifestano questa pratica o funzione.
Ho pensato quindi di trovare un giusto compromesso culturale.

Salone del mobile 2009: la cosa più bella e la più brutta che hai visto.

Le cose più belle che ricordo sono 3:
1. Le attività di strada organizzate da Esterni intorno al mercato ortofrutticolo a piazza XXIV Maggio, gli unici a modificare la natura chiusa negli interni milanesi.
2. Craft Punk a Fondazione Fendi, perchè ho visto designer giovani che lavoravano con la materia in modo stupefacente
3. La maglia in fibre naturali nell’esposizione Giappone alla Triennale, per crescere vegetazione su qualsiasi superficie.

Dai Domsai, cactus alloggiati in una iperspaziale tuta fatta di vetro e ceramica che avrebbe fatto la gioia di Douglas Adams, fino a le lampade Girasole, alimentate da Led e totalmente flessibili e adattabili a qualsiasi ambiente, Matteo vi aspetta, rigorosamente in pantaloni bretellati!
Nel frattempo lasciatevi incuriosire da questi oggetti per la casa e gioielli che si trasformano in oggetti ad alto tasso erotico.

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maggio 4th, 2009 , by Redazione

Elio Fiorucci

Quella che ho avuto con il mitico Elio Fiorucci (link) non è stata né un’intervista, né una lezione di stile, né una chiacchierata sulla moda.
E’ stata una vera e propria lezione di vita.
Grazie a lui ho capito cosa veramente ha reso importanti gli anni ‘60. E adesso che vanno così tanto di moda è arrivata l’ora di farci un’idea su quelli che erano gli ideali che hanno caratterizzato quella generazione. Troppo facile dire “pace, amore e sesso libero”.

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aprile 27th, 2009 , by Redazione

I Megafunghi di Alessandro Loschiavo

I Megafunghi di Alessandro Loschiavo

All’interno della settimana del Design di Milano 2009, Aliantedizioni, con la collaborazione dei giapponesi di Green Capsule e con Stylesquare.com ha presentato Biofollie, un’istallazione tutta dedicata al connubio tra mondo vegetale e artificiale.

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marzo 9th, 2009 , by Margherita Cardoso

Booklight - Emiliano Brinci

Booklight - Emiliano Brinci

Emiliano Brinci ha 31 anni, è romano, ed è approdato al design industriale quasi per caso. Dopo gli studi in allestimento di interni e giardini ha proseguito la carriera lavorativa nel campo degli allestimenti fieristici, occupandosi di esibizioni, stand, scenografie.
Dal 2008 si avvicina al design di prodotto con la lampada booklight, esempio di design utile e snello, come Emiliano ama definirla.

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novembre 17th, 2008 , by Margherita Cardoso

Bruno Munari

Al centenario dalla nascita dell’artista milanese il museo dell’Ara Pacis di Roma dedica a Bruno Munari una retrospettiva antologica, affiancata da un ciclo di laboratori e incontri didattici per bambini “al fine di esplorare, concretamente, le sperimentazioni che sottendono ogni realizzazione artistica”.

((polemica premessa:
il museo è un’istituzione strana. Di solito puzza di polvere, la luce è bianca e fa un po’ male agli occhi ed è abbastanza noioso. Le Grandi Opere d’Arte sono in alto, ben protette dentro teche di vetro e ovviamente non si possono toccare. A proposito ‘Grandi Opere’ Munari diceva:

Un esempio di “good design”? L’arancia: “un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione e consumo”. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca «materica» della superficie dell’imballaggio trattata a «buccia d’arancia». Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata come in questo caso, dobbiamo ammetterla.
(“Good design” , 1963)

Ecco, Munari al museo è un po’ come un arancia in vetrina (Duchamp ne sarebbe orgoglioso).
Tanto più se la mostra inizia arrampicata su una parete di 2 metri d’altezza (sconsigliato ai bassi e ai bambini, e ai bambini bassi), e prosegue tra i poderosi divieti “non toccare!” (cartellino appeso, accanto alle tavole tattili).
Ah, i paradossi dell’arte. Ma comunque.))

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novembre 10th, 2008 , by Redazione

Museum of Brands, Packaging and Advertising

Il Museum of Brands, Packaging and Advertising di Londra è un posto che ogni grafico (e non) dovrebbe visitare una volta nella vita.

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novembre 3rd, 2008 , by Redazione

All’interno del Festival della Creatività si è svolto “Arsenale Festival – Armi di Creazioni di Massa”, una sezione interamente dedicata al design grafico e audiovisuale.
Oltre a workshop e convegni, la quattro giorni ha offerto una serie di mostre temporanee interamente dedicate all’illustrazione e al graphic design, creando una carrellata di spunti interessanti e trasformando i creativi in guerriglieri della comunicazione, che si sfidano a suon di guerrilla advertising, bombing e battles.
Arsenale si è dimostrato subito una delle iniziative più interessanti di un festival decisamente sottotono e dispersivo, dove innovazione e creatività non ha certo fatto da padrone.

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giugno 23rd, 2008 , by Redazione

Matteo_Ragni

Signori e Signore,
mettete i ventilatori alle tastiere e piantate l’ombrellone nel pavimento, perché la prossima settimana sul forum di Officina Creativa farà molto più caldo che fuori.
Dopo essere stato nostro ospite sul blog (gli smemorati vedano qui), Matteo Ragni (link) sará nostro ospite  all’interno dell’iniziativa Incontra il Creativo.
Potrete rivolgergli domande e soddisfare le vostre curiosità. Criticarlo apertamente e discutere di (buon) design, sorseggiando un ottimo cocktail di creatività e fantasia.
Fate il conto alla rovescia perché dal 30 Giugno al 6 Luglio partirà l’intervista collettiva sul nostro forum. E i protagonisti sarete voi!
Ci siamo! Vi aspettiamo con le vostre domande!
http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=4196.0

Matteo Ragni si è laureato al Politecnico di Milano in Architettura, vincendo nel 2001 il Compasso d’Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con “Moscardino”, posata multiuso biodegradabile esposta anche nella collezione permanente del MOMA di New York. Tra i suoi clienti Poltrona Frau, Coop, Invicta, Bialetti, Guzzini e Piquadro.

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giugno 16th, 2008 , by Redazione

zo-loft team

D’ora in poi le vostre penne avranno un buona ragione per essere mangiucchiate: usatele per Din-ink. Din-ink é linea di oggetti che vi permette di trasformare la vostra Bic in un set completo di posate da pranzo da ufficio. Un set di tappi che si adattano alle più comuni penne a sfera e le trasformano in coltello, cucchiaio e forchetta. Biodegradabile al 100%, è un prodotto intelligente che si é meritato il primo premio del Macef Design Award 2008 dal tema “Dining in 2015”.

Autori di questo progetto sono quattro giovani designer Italiani: Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini e Francesca Fontana, uniti sotto il nome di Zo_loft (link). Nato in ambiente universitario, il loro é un gruppo che propone una progettazione dinamica e ibrida, in grado di comprendere il perenne cambiamento e la progressiva fluidificazione delle attività umane.

Per chi si fosse perso l’intervista collettiva sul forum ecco un piccolo promemoria con tutti i botta e risposta degli utenti di Officina Creativa con il team Zo_loft che ha partecipato alla nostra inziativa "Incontra il Creativo".
Perché delle cose che ci piacciono davvero non ci stanchiamo mai.

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giugno 9th, 2008 , by Margherita Cardoso

Tobeus_Matteo_ragni

Questa settimana siamo stati a chiacchiera con Matteo Ragni (link), Designer di quelli che tengono Fantasia di Munari sul comodino e non dormono mai (da bravo portatore sano di creatività).

Laureato al Politecnico di Milano in Architettura, ha vinto nel 2001 il Compasso d’Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con “Moscardino”, posata multiuso biodegradabile esposta anche nella collezione permanente del MOMA di New York. Tra i suoi clienti Poltrona Frau, Coop, Invicta, Bialetti, Guzzini e Piquadro.

Buona Lettura!

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aprile 14th, 2008 , by Margherita Cardoso

Paula, designers for necessity

Officina Creativa vi regala una nuova, mirabolante video intervista: stavolta siamo andati ad incontrare i Paula (link), tre giovani e talentuosi designer romani.

Paula nasce nel 2002 dall’unione degli allora ventenni Gabriel Berretta, Simone Bartolucci e Valerio Ciampicacigli. Uniti dalla comune passione per il design e influenzati dalle realtà artistiche della capitale (writing, street art, fotografia, video arte), i tre portano avanti la personale ricerca sulla domanda “what about design?”

Il loro curriculum (di tutto rispetto) annovera una linea di t-shirt autoprodotte, una lampada, Buddy, progetto vincitore del concorso Made in Italy for China, un guardaroba verticale e una lampada tessuta in una ragnatela, oltre alla partecipazione a varie rassegne internazionali di design (Roma design+, Abitare il tempo, Salone del mobile di Milano).

Il design visto da prospettive nuove, sempre senza dimenticare la giusta dose di ironia.

Nello showroom linea punto linea, a Roma, tra uno squillo del telefono e l’altro, due chiacchiere con Gabriel, Valerio e Simone su progetti, idee e massimi sistemi.

Potete gustarvi sia l’intervista testuale (che potete anche scaricarvi in formato pdf!) che quella video, che trovate alla fine dell’articolo. Buona lettura e soprattutto… Buona visione!

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