marzo 9th, 2007 , by Letizia Tasselli

Gianluca Ciufoli - Illustrazione

Questa volta abbiamo intervistato un giovane Illustratore romano, Gianluca Ciufoli (sito).

Gianluca è uno di quelli che ti fa emozionare con i suoi colori, che non si piega alle mode del momento.
I suoi non sono lavori da guardare frettolosamente ma in silenzio e per un tempo infinito. Fino a percepire quella sfumatura che mancava a una prima occhiata.
Con una delicatezza e una sensibilità ormai difficili da trovare.

Ciao Gianluca! Grazie per aver accettato il nostro invito.
Come sei partito? Hai sempre desiderato fare l’illustratore oppure è una scelta che hai maturato col tempo?

E’ una cosa che ho sempre desiderato, ho solo sbagliato paese e per arrivare a fare quello che faccio attualmente ho dovuto lavorare sodo.
Sono passato dalla grafica web fino a diventare tatuatore. L’ho fatto per circa due anni perchè pensavo che non fosse possibile tirare avanti col disegno e la vedevo come l’opzione che più gli si avvicinava. Però alla fine è un ripetersi degli stessi soggetti, tutta tecnica e poco contenuto, arrivando a un risultato finale che è solo decorativo. C’è una netta distinzione tra un’illustrazione per un tatuaggio e un’illustrazione, anche commerciale, ma propria.

Alla fine un tatuatore si limita a replicare un disegno…

O un stile. Molti tatuatori si vantano di avere un proprio stile, ma sono solo prestiti di stile. Giapponese, americano, tradizionale, tribale… tutto mescolato insieme. E’ solo questione di tecnica fine a se stessa e ho deciso di smettere perchè avevo capito che era una strada che non mi avrebbe portato molto lontano.

Sopratutto perchè ti trovi sempre costretto a fare quello che vuole il cliente, senza poter intervenire se non in modo limitato.

Mi ricordo solo di un tatuaggio che mi lasciì particolarmente soddisfatto. Ormai era come svegliarsi la mattina per andare in ufficio.
Ho deciso di prendermi un anno di pausa e ho cominciato a guardarmi intorno, per vedere se c’era possibilità di fare l’illustratore qui in Italia. Ma purtroppo l’editoria non brilla e per la pubblicità si lavora ben poco, al massimo solo facendo storybord. Cose ben pagate, certo, ma sempre limitanti. Devi solo essere veloce con la mano e fare quello che ti dicono.
Così ho deciso di provare all’estero, con un po’ di timore. Ho iniziato a mandare i miei lavori in giro per l’Europa e l’America. Il primo anno è stato un disastro. Per loro essere un illustratore è come essere alla stregua di un regista o di un designer. Bisogna avere forte personalità e stile. Io venivo da una scuola tecnica, avevo fatto due anni il tatuatore evolvendo anche lì solo dal lato tecnico ma continuava a mancarmi la parte concettuale. Nel 2003 ho iniziato a lavorare sullo stile, buttando via preconcetti e tecnica e lasciando solo l’essenza stessa del disegno.
Il lavoro che si fa per arrivare a questo risultato si fa principalmente sulla persona e poi successivamente si rispecchia sui tuoi lavori. Non si può valutare un disegno solo in base alla tecnica. Bisogna guardarlo con calma, come si beve un tè con i pasticcini.

Gianluca Ciufoli - Illustrazione

Nelle tue illustrazione c’è un uso del colore decisamente emozionale. Quali sono gli strumenti con cui preferisci lavorare?

Acquarelli e matite acquarellabili principalmente. Non si vede molto quando li monto col computer però buona parte del lavoro è fatto proprio con la matita, su una base a acquarello.

Usi parecchio il ritocco digitale?

No, mi limito semplicemente a fare un lavoro di montaggio e riassemblaggio. Uso i livelli di photoshop come se fossero fogli di carta, sovrapponendo i vari elementi che compongono l’illustrazione finale.
Nel lavoro commerciale è facile che si debbano fare delle modifiche e se cambio idea sulla costruzione è molto più semplice cambiare il tutto senza rovinare il disegno fatto a mano. Magari saturo un colore o tolgo un livello, una cosa che fatta a mano risulta assai difficile.

Eppure molti si limitano a fare il disegno e a colorare tutto direttamente in photoshop.

E’ una cosa che fanno spesso gli americani ma per me rende tutto più freddo. Io preferisco lavorare molto su carta e sulla carta, magari applicando un effetto che ricalca un filtro di photoshop.

Già, l’acquerello è più sensibile. Una pressione diversa, un po’ più di acqua e cambia totalmente il risultato finale.

È un colore molto particolare. Ha un’intimità e un’astrazione molto più forti che una pennellata secca a olio o a acrilico. Una macchia di acquarello è già di per se bella e successivamente montata con altri elementi diventa ancora più godibile.

Come preferisci disegnare? Usi tecniche particolari?

Dal vivo. Preferisco la presa diretta perchè mi permette di avere un contatto con la persona e rende il risultato più naturale. Anche la resa anatomica è migliore e il disegno acquista maggiore elasticità, permettendoti di portarlo a un livello più personale e intimistico. Cosa che ritengo quasi impossibile lavorando strettamente con foto o comunque in modo statico.
Poi lavoro molto sulle tipologie di carta, cercando quella che più si adatta all’effetto che voglio ottenere, sopratutto a livello cromatico. Lavoro a strati perchè mi permette di non avere vincoli e ho la possibilità di provare differenti cromie senza rovinare il disegno. Provando varie tipologie di carta posso scegliere quella che più si adatta a un determinato elemento e far sì che tutto prenda più corpo. Una cosa impossibile se dovessi lavorare solo su una tipologia di carta creando direttamente l’illustrazione finale. Poi, tenendo gli elementi separati, posso anche giocare sul posizionamento degli stessi. Alla fine scansiono tutto e rimonto i vari elementi in photoshop.

Una curiosità. Sul tuo website ci sono pochi lavori. Una scelta in controtendenza con l’abitudine di mettere molto materiale per far vedere i vari ambiti in cui si spazia.

I pochi lavori sono una scelta. Da una parte imposta dal mercato e dall’altra perchè a nessuno interessa vedere l’evoluzione del tratto. Al cliente interessa solo vedere che hai personalità. In più stimola molto di più la curiosità di chi guarda che magari si sofferma maggiormente su un singolo disegno, senza rischiare di perdersi.

Gianluca Ciufoli - Dio perdona, Chuck Norris No

Per Coniglio Editore è uscito il libro “Dio perdona, Chuck Norris No” in cui ti sono state affidate le illustrazioni. Com’è nato questo progetto?

E’ uno dei progetti più divertenti e strani che mi siano capitati. Coniglio Editore è una casa editrice piccola e molto alternativa. Da lì sono passati personaggi del calibro di Andrea Pazienza quindi è stato molto piacevole lavorare per loro. In più è stato il primo lavoro in cui ho utilizzato uno stile più fumettistico.

C’è sempre una forte diatriba, specie nel campo della pubblicità , su cosa abbia maggior valenza a livello comunicativo tra l’immagine e la parola. Un comunicatore come te, che usa proprio le immagini e i colori come veicolo di emozioni, cosa ne pensa?

Mi sono sempre posto anch’io questo quesito. Prendere la parola come può essere una poesia, che esprime benissimo una situazione o un concetto, e successivamente riportarla in immagine. E’ un lavoro simile alla trasposizione di un libro in un film. Due mezzi totalmente diversi, anche se poi narrano in maniera parallela la stessa cosa. E’ una questione spinosa. Una cosa che ultimamente ho notato nel lavoro che faccio è che, se evito di filtrare le sensazioni e le emozioni che provo, automaticamente vengono fuori su carta, anche se non programmo nulla. Ovviamente non parlo di struttura del disegno, ma delle cromie dello stesso. E’ una cosa che penso sia praticamente impossibile dal punto di vista strettamente grafico. La grafica si immette in un settore limitato, ogni lavoro si rapporta sempre a una clientela che, ovviamente, chiede una cosa precisa. Eviterei sempre di fare un paragone arte/grafica o grafica/comunicazione, intesa come veicolo emotivo. Poi, come in tutte le cose, c’è sempre l’eccezione.

Ti hanno mai fatto dei commenti strani, che magari non avevano nessuna attinenza con quello che volevi effettivamente comunicare?

Sempre! Ormai c’à l’abitudine di guardare le cose sulla rete, perchè ovviamente è là che i miei lavori hanno maggior diffusione. Non c’è¨ più la possibilità di sfogliare, di soffermarsi a guardare… Questo determina una percezione diversa del messaggio che ho lasciato. Però quello è un problema solo di chi guarda. Io personalmente sono soddisfatto solo quando sento che la cosa è chiusa per me. Poi che il disegno finisca solo con due linee e una macchia di acquarello o in qualcosa di più complesso è una cosa che posso decidere solo io.

Le tue influenze maggiori? Hai dei modelli di riferimento specifici?

Nessuno. Stranamente non guardo nulla. O meglio, guardo tutto, dagli americani ai giapponesi, però mi sono trovato a dover decidere quale valenza avesse per me il disegno e cosa volevo ricercarci.
Non volevo assomigliare a nessuno e ho fatto il mio percorso. Prendo comunque spunto da alcuni pittori. Ad esempio le cromie di Van Gogh o di Morandi.

Progetti attuali e futuri? Rimani qui in Italia?

Ho sempre pensato che il luogo fosse fondamentale per disegnare in maniera pulita e libera ma poi, in realtà, ho capito che potrei stare ovunque portandomi appresso quello che ho dentro. Internet ti da la possibilità di lavorare a distanza quindi tanto vale che rimanga qui a guardarmi i miei paesaggi. Non sento il bisogno di cambiare tutto per metterlo in una nuova realtà.

Gianluca Ciufoli - Illustrazione

di Letizia Tasselli

Ringraziamo Gianluca Ciufoli per l’intervista. Gianluca sarà ospite di Officina Creativa dal 19 al 25 Marzo per l’iniziativa Incontra il Creativo in cui avrete la possibilità di parlare direttamente con lui attraverso un’apposita sezione del nostro forum. Vi aspettiamo!

www.gianlucafoli.com

9 Commenti su “A chiacchera con… Gianluca Ciufoli”

  1. #1 Ale

    Sei semplicemente meraviglioso.

  2. #2 federica

    bravo gianluca!
    ciao
    fede

  3. #3 Roberto

    Non mi emozionano solo i tuoi disegni, mi ha emozionato anche la stessa intervista!

    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per un futuro splendido e radioso!

  4. #4 LaLetizia » Blog Archive

    [...] Sul blog di Officina Creativa è on line l’intervista a Gianluca Ciufoli fatta in una venerdì piovoso in quel di Roma. [...]

  5. #5 giraz

    Complimenti davvero Gianluca!

    grazie a lui e Letizia per la splendida intervista!

  6. #6 Gianluca

    grazie a tutti voi per il vostro calore :)

  7. #7 bombo!

    Buono il tè, buonissimo i pasticcini e bella intervista.
    Grazie Gianluca per le parole!

    Maurizio

  8. #8 felipe

    voglio fare un cosa strana

  9. #9 daniela

    ciao sono daniela, ho 25 anni e sono come te una disegnatrice….disegno da una vita….facendo ricerche per dei lavori ho visto i tuoi disegni ….complimenti molto belli …AUGURI CIAO

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