maggio 14th, 2007 , by Camilla Fucili

Gum Design - Gabiele e Laura

Gumdesign (link) è uno studio tutto italiano di Viareggio – fondato da Gabriele Pardi e Laura Fiaschi – che si occupa di architettura, interior design, industrial design, grafica, ideazione ed organizzazione eventi per fiere e spazi espositivi.

Dopo la menzione speciale ricevuta al concorso internazionale Young&Design 2007 con la lampada ecologica ed ecosostenibile Sweet Home abbiamo deciso di fare quattro chiacchere con loro.

Innanzitutto vorremmo, sapere com’è nato il vostro studio e da cosa viene il nome Gumdesign?

Lo studio nasce nel 1999 dal nostro incontro. Abbiamo avuto due formazioni diverse, ognuno interessato all’inizio a qualcosa che si avvicinava a quello che adesso facciamo; quando Gabriele era piccolo voleva fare le case e credeva che solo gli ingegneri facessero le case quando Laura era piccola sognava di disegnare per la walt disney. In entrambi i casi poi la vita e la conoscenza ha aperto nuove visioni, fino al momento in cui le nostre strade si sono incrociate, e dalla “fusione” dei due corpi e delle due menti nasce una nuova realtà che si interessa di progettazione e comunicazione, in senso globale.

Gumdesign, perchè progettare e sognare procedono insieme, immaginare, ideare, inventare, creare qualcosa di nuovo e proprio… tutto ciò implica una tensione emotiva che altro non è che sogno!

Avete una produzione molto variegata: oggetti di design, architetture, allestimenti, lavori grafici. Come riuscite ad affrontare tutte questi aspetti e quale vi entusiasma di più?

Dipende senza dubbio dalla formazione di ognuno di noi: Gabriele si laurea in Architettura a Firenze con una tesi di allestimento e museografia mentre Laura si forma all’Università del Progetto di Reggio Emilia con l’indirizzo in design e comunicazione. L’aspetto più emozionante è che riusciamo a compenetrarci e a mettere a disposizione dell’altro l’esperienza e la sensibilità nei vari settori, ottenendo una frammistione di linguaggio ritenuta interessante all’esterno.
Non crediamo sia possibile definire un settore che più ci entusiasma… sono tutti sogni e si applicano a volte sulla carta, a volte su un oggetto, a volte su un’architettura.

Elemento comune di molti vostri progetti è “il sogno” che si esprime nell’ironia e nella trasformabilità dei vostri prodotti.
Quanto credete sia importante sognare in questo lavoro?

Per noi è fondamentale! È il primo momento creativo che dipende dal sogno… Naturalmente poi occorre saper “comunicare” il sogno attraverso un disegno, che possa essere coinvolgente e comprensibile, perchè è molto importante saper coinvolgere emotivamente.

Gum Design - Lampada Lucciola

Qual’è il vostro progetto al quale siete più affezionati e perchè?

Difficile rispondere… però visto che si parla di sogni vorremmo dare la “precedenza” alla lampada Lucciola; si è trattato di un sogno vero e proprio che ha fatto Laura … si è svegliata una mattina dicendo che aveva sognato una lampada! La mattina stessa ha disegnato la lampada in studio, l’abbiamo inviata all’azienda che ancora oggi la produce e la settimana dopo abbiamo ricevuto le foto del prototipo! Una bella storia che ci sta dando delle grandi soddisfazioni. Oltre alle numerosissime pubblicazioni che ha avuto e che continua ad avere è oggetto di numerose richieste per importanti mostre di design in Italia ed all’estero… ricordiamo fra le altre:
- “1950-2000 Theater of Italian Creativity” curata da Cosmit e Vanni Pasca che ha esposto a New York i migliori prodotti dell’italian design e che hanno reso nota l’Italia in tutto il mondo.
- “Avverati – progetti dal Satellite alla produzione” curata da Beppe Finessi che ha esposto i migliori oggetti presentati al Salone Satellite entrati in produzione industriale presso il Nuovo Quartiere Fieristico di Milano.
- “The New Italian Design” curata da Andrea Branzi e Silvana Annichiarico che ha esposto i migliori progetti del design emergente italiano presso la Triennale di Milano.

Gum Design - AID

Gum Design - AID 2

Qual’è il percorso creativo che vi ha portato a progettare AI:D, il “cerotto per oggetti” per il concorso internazionale organizzato da Opos per il Salone del mobile di Milano?

Una riflessione sulle vecchie cose, una soluzione ironica e giocosa per non buttarle… affetto e sentimento per gli oggetti trovati, cercati, voluti. AI:D risolve la rottura, il graffio, la “ferita” che un vecchio oggetto, carico di ricordi, può trovare sulla sua superficie. AI:D permette all’oggetto di non essere buttato o sostituito, ma piuttosto denuncia in maniera diretta e sfacciata la sua “vecchiaia” … giocando … perchè quando si ama qualcosa o qualcuno si crea un legame così forte da non volersene separare.

Pensate che nel panorama del design la strada della sostenibilità ambientale sia una moda o una necessità  alla quale si sta cercando di dare una risposta concreta?

E’ una strada da percorrere per cercare di attenuare l’impatto che l’uomo ed i suoi “derivati” hanno sull’ambiente; è importante cercare di capire i meccanismi e le abitudini per proporre nuove soluzioni sostenibili, nel campo del design ma anche in architettura, fino ad arrivare alle abitudini quotidiane di ciascuno.

Gum Design - Gabiele e Laura Sweet Home

“Sweet Home”, la simpatica abat-jour rivista nella forma e nei materiali, nasce come prodotto industriale o come concetto di ecodesign da promuovere?

Nasce come concetto di ecodesign ma a dire il vero a seguito di mostre e pubblicazioni ci sono arrivate anche richieste d’acquisto; a questo punto occorrerebbe un’azienda forte e capace di sostenere e promuovere un oggetto di carta con la stessa penetrazione di mercato di un complemento “tradizionale”.

Gum Design - Grow Up

Grow up è un progetto pensato per crescere insieme all’utente acquistando valore affettivo. Credete che in quest’epoca di prodotti usa e getta, di oggetti gadget e alla moda, la cui vita utile è sempre più breve, sia ancora possibile puntare su oggetti in grado di creare un rapporto privilegiato ed emozionale con l’utente?

E’ il sogno di ogni designer… ideare un oggetto che possa creare un rapporto privilegiato ed emozionale! L’oggetto usa e getta ha una sua logica ben precisa, ma può condurre a “strade pericolose”; è infatti semplice ed immediato che possa diventare spazzatura e dunque poco ecosostenibile… dobbiamo invece cercare nuove soluzioni affinchè gli oggetti possano durare ed essere riutilizzati il maggior numero di volte.

Credete che in Italia ci sia ancora spazio per i giovani designer?

In Italia c’è talmente spazio che le Facoltà sfornano continuamente “nuovi designer”, a migliaia! L’Italia inoltre è vista come la “patria” del design dove le aziende investono e credono nel design. Occorrerà sempre più preparazione, talento e comunicazione. Occorre già adesso saper gestire non solo un’idea, un progetto, ma anche e soprattutto la sua comunicazione, il suo sviluppo, l’azienda che dovrà produrlo… occorre saper “inventare” nuove situazioni, ideare mostre, generare “energie”…

Progetti nel cassetto?

Tanti… chissà se riusciranno a saltar fuori tutti quanti!

Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo per i lavori futuri!

Grazie a voi!!! Gabriele e Laura

www.gumdesign.it

di Camilla Fucili

Ringraziamo Gabriele e Laura per l’intervista, e davvero complimenti per la loro esplosività  e le loro idee. Ci ha colpito il valore emozionale che associano ad ogni loro progetto. Conoscendoli meglio abbiamo scoperto alcuni loro progetti molto interessanti come Briciolì e Buonanote che non mancheremo di recensire in futuro!

9 Commenti su “A chiacchera con.. Gumdesign!”

  1. #1 Officina Creativa intervista Gumdesign – Frizzifrizzi.it

    [...] I nostri amici di Officina Creativa (di cui solitamente parliamo su Freshcut) hanno realizzato una bella intervista al duo di architetti a designer Gumdesign. Scritto da Simone il 14 Maggio, 2007Tags: arredamento, design [...]

  2. #2 ze │ d │ esign » Blog Archive » Gumdesign for Officina Creativa

    [...] It’s on air, the interview that Camilla Fucili, made to the designers of Gumdesign Studio of Viareggio, that kindly answered to our questions. [...]

  3. #3 Franco Milito

    I cerotti Preparati non mi dicono molto, invece la lampada di cartone e’ molto interessante. ma non ci sono problemi corrente + calore + cartone?

  4. #4 gumdesign

    ciao franco … leggiamo il tuo commento solo adesso, appena rientrati da una settimana di vacanza … :-)
    nessun problema per quanto riguarda calore ed elettricità… una lampada a risparmio energetico non surriscalda il materiale … e la sua esecuzione è molto semplice e diretta … filo, portalampada, lampada … innestata in un supporto.

  5. #5 mrpink

    ancora un oggetto interessante di Gumdesign > http://www.designerblog.it/post/1099/gumdesign-al-vindesign-2007

    ragazzi, complimenti!

  6. #6 Dimitri

  7. #7 gumdesign

    ciao mrpink e dimitri … grazie per la vostra partecipazione!
    gabrielaura

  8. #8 paslirooulet

    sitelt

  9. #9 Paolo Avella

    Credete che in Italia ci sia ancora spazio per i giovani designer?…mah…il fatto che le università sfornino migliaia di designer non vuol dire che ci sia spazio per noi giovani. io sono uno di questi migliaia, ed emergere non è facile. Farsi un’esperienza corretta non è affatto facile, a me è andata abbastanza bene, nel senso che fortunatamente “progetto” ma con una paga al minimo sindacale, invece tanti miei colleghi sono costretti a fare lavori deprimenti completamente al di fuori della progettazione. Per quanto riguarda le aziende non ho ancora avuto veri rapporti da professionista ma per chi ne ha avuti non sento molte cose positive: o si rivolgono a personaggi famosi o cercano di sfruttarti o ingannarti, creando molta diffidenza.
    Poi, che il solo pensarlo mi fa incazzare un CASINO (insomma alla Gioele Dix), ci sono quelli che si immprovvisano designer!…come se fossimo in pochi e come se fosse un lavoro alla portata di tutti! Qui apro una diga…

    Comunque complimenti Gumdesign, vi definerei molto “frizzanti” col vostro lavoro.

    Paolo

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