maggio 4th, 2009 , by Redazione
Quella che ho avuto con il mitico Elio Fiorucci (link) non è stata né un’intervista, né una lezione di stile, né una chiacchierata sulla moda.
E’ stata una vera e propria lezione di vita.
Grazie a lui ho capito cosa veramente ha reso importanti gli anni ‘60. E adesso che vanno così tanto di moda è arrivata l’ora di farci un’idea su quelli che erano gli ideali che hanno caratterizzato quella generazione. Troppo facile dire “pace, amore e sesso libero”.
Chi è Elio Fiorucci?
Elio Fiorucci è una persona comune che ha avuto la fortuna di nascere in un periodo molto speciale.
Ho cominciato a lavorare a ventisei anni e la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a Londra a vedere in prima persona quello che stava succedendo. Solo successivamente sono andato a New York.
Come hanno fatto gli anni ’60 a rivoluzionare il mondo?
Ho cavalcato una rivoluzione del costume che era già in atto. La vera rivoluzione infatti nasce già negli anni ’50 con un movimento straordinario che voleva cambiare il mondo con dei valori nuovi.
Basta pensare al famoso fenomeno della minigonna per farsi un’idea. A quei tempi la minigonna era una provocazione che mirava alla libertà di espressione e non a mostrare le perfezione del proprio corpo.
Oggi infatti viviamo solo di rendita. Dovete ringraziare i famosi hippies per tutte le libertà che vi sono concesse.
Love Therapy (link) è il nome del tuo nuovo marchio. Credi che l’Amore sia importante nel design? Perché?
Si, perché è fondamentale nella vita di ogni uomo. Credo che se non si vive con amore, tutto ciò che facciamo non ha un senso. Nasciamo da un progetto d’amore, viviamo con un progetto d’amore, ma soprattutto si crea con un progetto d’amore. Non può esserci nulla se non l’amore. Il resto non è nulla ed è destinato a non esistere.
Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile è molto istintivo e semplice. Io guardo le cose con gli occhi di un bambino, con un cuore puro. Le guardo per quello che sono, senza alcun pregiudizio culturale. Questo perché non ho avuto un’educazione che mi ha imposto qualcosa: sono sempre stato libero di conoscere, viaggiare di scegliere la mia religione, di scegliere i miei valori sapendo che questo mi avrebbe reso felice. Solo se sei libero di fare delle scelte trovi te stesso, ami te stesso e di conseguenza ami il resto del mondo!
Come si diventa dei comunicatori?
Più che diventare dei comunicatori bisogna esserlo. E’ necessario vivere con amore ed entusiasmo. Basta guardare la gente negli occhi e sorridere col cuore che già si è dei comunicatori. Bisogna essere ottimisti e capire che la vita è bella. Tutto questo perché l’amore è ciò di cui tutti abbiamo bisogno. Anche le persone che consideriamo cattive in realtà sono cattive solo perché hanno avuto delle esperienze negative, ma il loro cuore è sempre in cerca d’amore.
Per fare carriera è più importante essere artisti di talento o dei bravi businessman?
Bisogna possedere entrambe le qualità. Essere businessman non è negativo perché il mondo vive secondo delle economie. L’economia non è una cosa negativa. E’ la misurazione del successo di un individuo ed è anche la misurazione di quello che la gente vuole. Se un attore viene applaudito al teatro, non solo è un artista, ma ha anche capito ciò che il pubblico voleva. La gente lo ringrazierà pagando il biglietto al prossimo spettacolo.
In questo periodo di crisi internazionale quale consiglio daresti alle nuove generazioni?
Non abbiate paura. Siamo alle soglie di un mondo meraviglioso. L’invenzione di internet ha permesso alla gente di dire quello che vuole. Non ci saranno più censure di nessun tipo e le persone saranno libere. Non accetteranno più di essere comandate e pilotate. Ognuno riuscirà a trovare la verità dentro di se. Siamo solo all’inizio. Ogni giorno capiamo sempre di più di essere fratelli e che le razze non esistono. Esistono solo degli incidenti geografici che ci hanno separati, ma grazie alla globalizzazione che è in atto un giorno saremo tutti uniti fino ad avere una grandissima comunione. Il nostro destino è la comunione tra tutti gli uomini. Chi non capisce che tutto è vivo, che tutto ha un cuore non può vivere felicemente.
Un’ultima domanda: perché i nanetti sono diventati simbolo dei tuoi nuovi prodotti?
Perché cercavo un’immagine che ricordasse la libertà, la spensieratezza e il vivere nella natura. Mi sembravano giusti per stare con me!
Peace & Love!
di Alessio Giubba
Ringraziamo Elio Fiorucci per averci tenuto compagnia in questa breve chiacchierata alla scoperta della filosofia di uno dei marchi storici della moda italiana.
Immagini © degli aventi diritto












































3 Commenti su “A Chiacchiera con… Elio Fiorucci”
#1 M4STR0
maggio 4th, 2009 alle 7:56 pm
Scommetto che i diritti d’autore delle immagini raffigurate sulle magliette le fa pagare agli acquirenti, bel modo di giustificare prezzi esorbitanti per due pezzi di stoffe con dell’inchiostro colorato sopra in tempo di crisi, si.
#2 M4STR0
maggio 4th, 2009 alle 8:31 pm
E continuando, mi sa tanto di pubblicità occulta questo articolo.
#3 laura fumagalli
giugno 24th, 2009 alle 11:39 am
Ho avuto modo proprio in questi giorni di conoscere di persona il sig. Fiorucci e posso solo dire che è una persona meravigliosa, solare e positiva. Confermo tutto quello che ha detto nell’intervista e toccare con mano il suo mondo è essere invasi da un senso di “sorriso”, di pace, di star bene nonostante il grigiume quotidiano. Magari ce ne fossero di più di persone entusiaste e positive come lui!!
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