marzo 9th, 2009 , by Margherita Cardoso
Emiliano Brinci ha 31 anni, è romano, ed è approdato al design industriale quasi per caso. Dopo gli studi in allestimento di interni e giardini ha proseguito la carriera lavorativa nel campo degli allestimenti fieristici, occupandosi di esibizioni, stand, scenografie.
Dal 2008 si avvicina al design di prodotto con la lampada booklight, esempio di design utile e snello, come Emiliano ama definirla.
“La lampada booklight nasce da un ispirazione, suggeritami dai libri sparsi in giro per la casa. Ho voluto racchiudere in un unico oggetto la duplice funzione di supporto e illuminazione: in fondo cosa serve per leggere, se non un buon libro e un po’ di luce? Idea di essenzialità che ho poi trasposto anche nella linea dell’oggetto: un semplice foglio in metacrilato da 3mm, con quattro piegature che creano la superficie illuminante e la “tasca” per riporre i libri.
Ho cercato di creare un prodotto versatile, che si adatti a diverse tipologie di ambienti: oltre alle quattro tonalità di colore c’è la possibilità di customizzare il pezzo incidendovi loghi o motivi.
Ho creato tre versioni, a seconda della grandezza: la S e la M, che possono ospitare da uno a più libri, e la XL, che diventa una sorta di minilibreria… la versione small ha spazio per un solo libro, il “libro da comodino”, che si riveste così di un nuovo valore, quasi iconico.”
Vedendo i tuoi progetti sembri avere una predilezione particolare per il plexiglass…
Si, il plexiglass è un materiale molto versatile che mi ha sempre affascinato. Inoltre sono spinto da una motivazione anche pratica: grazie mio lavoro nel campo degli allestimenti fieristici sono entrato in contatto con vari artigiani, stringendo amicizia in particolare con Francesca Soluzioni, specializzata nella lavorazione di materie plastiche.
La lampada booklight era il mio primo approccio al design… una volta terminata la fase ideativa “su carta” ho passato il progetto a lei, che lo ha integrato, adattandolo anche a quelle che sono le esigenze del materiale. Per fare un esempio pratico, la prima versione di progetto della booklight è stata ridimensionata
per adattarla alle dimensioni del foglio standard di plexiglass.
Ti è capitato anche di lavorare sul materiale, sperimentando?
Diciamo che è capitato che mi sia “sporcato le mani”… per poi scoprire di non avere moltissima manualità. Adesso collaboro strettamente con Francesca, con la quale condivido il laboratorio-atelier designtrasparente, ma mantenendo i ruoli ben definiti. Il suo apporto è fondamentale, anche perché al designer spesso manca una vera e propria conoscenza specifica, siamo purtroppo abituati a lavorare su carta… a volte capita di fare dei progetti bellissimi che si rivelano poi tecnicamente irrealizzabili, o scoprire che hanno costi di produzione altissimi.
La conoscenza del materiale è fondamentale, perché permette di esaltarne le caratteristiche peculiari. Come sta avvenendo la distribuzione della booklight?
Per ora la distribuzione sta avvenendo attraverso i circuiti tradizionali: showroom e negozi, esposizione in varie fiere di arredamento. Per quanto riguarda le commercializzazioni, la vendita sta proseguendo sul sito Soluzioni di Francesca (www.soluzionidifrancesca.it) affiancato al mio blog personale (www.designdigitale.com) che si è rivelato un valido strumento di interazione con il pubblico.
So che recentemente hai portato la booklight in fiera a Parigi. Che riscontro ha avuto?
L’esperienza è stata bellissima, perché ho avuto la possibilità di far espatriare i miei oggetti, ma cosa più importante ho visto da vicino come operano i miei colleghi stranieri. Diciamo che mi è servito per ampliare i miei orizzonti nel campo dell’arredo anche a livello europeo.
Abbiamo avuto diversi contatti, adesso attendiamo fiduciosi che ci siano dei risvolti, positivi spero!
Progetti in cantiere?
Per adesso mi sto dedicando ad un nuovo blog, Designtrasparente (www.designtrasparente.blogspot.com), dedicato alle materie plastiche e a consigli sull’arredo. Ogni mese presentiamo un complemento d’arredo, sia progettato da noi, sia da artigiani o designer che si autoproducono. In un prossimo futuro stiamo pensando ad un sito internet e
uno showroom.
di Margherita Cardoso
Foto © Andrea Rubbo
Ringraziamo Emiliano per averci tenuto compagnia in questa chiacchierata continuando a sbirciare i suoi progetti fatti di plexiglass e passione.












































5 Commenti su “A chiacchiera con… Emiliano Brinci”
#1 A chiacchiera con Officina Creativa…. | Yourpage live news aggregator
marzo 10th, 2009 alle 12:30 pm
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#2 incredulo
aprile 1st, 2009 alle 6:03 pm
mah! potevamo anche evitare
#3 Emiliano
aprile 2nd, 2009 alle 12:41 pm
……è quello che ho pensato anche io….magari la prossima volta firmati così ci confrontiamo, ma capisco che a volte rimanere nell’anonimato è la cosa migliore….W l’Italia!!!
#4 emmanuelle brinci
gennaio 7th, 2010 alle 6:36 pm
Ciao, ma……siamo parenti noi 2?
:)))
#5 Emiliano
marzo 30th, 2010 alle 2:52 pm
….può darsi!!!!!
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