febbraio 15th, 2010 , by Margherita Cardoso

Questa volta Officina Creativa ha scambiato quattro chiacchiere con Andrea Ruschetti aka Ludikoboy!
Ludiko (link) – come si legge nella presentazione del progetto – è un universo artistico multidisciplinare che ha per obiettivo la diffusione della filosofia kidult e la riscoperta del gioco come forma di comunicazione con il proprio “io” più’ profondo-creativo-infantile.



Pups.it - Muuusa

Pups.it - Muuusa



Come nasce Ludiko?

Ludiko viene da me concepito e fondato nel 2004 quale laboratorio di ricerca orientata/applicata al gioco e alle sue manifestazioni all’interno di FARO, storica azienda produttrice di giocattoli tradizionali. L’orizzonte di studio e ricerca fin da subito è stato aperto e sconfinato e, comunque, non vincolato alle mere necessità di Faro che di fatto opera in un settore dove Giocattolo non sempre fa rima con Gioco e Giocabilità fa rima solo con Bambino.

Tra i tanti percorsi di ricerca inizialmente attivati “something unexpected suddenly happened” – post mia gravidanza isterica (VERA!) – hanno preso forma e sostanza i Pups.it – extravaganti creature che sintetizzano la cultura del kawaii e del cute in un oggetto dall’uso domestico rivolto a un pubblico kidult. Il Progetto Pups.it ha impegnato intensamente e quasi totalmente Ludiko per 3 anni tra evoluzioni, mutazioni, profusioni ed affermazioni incredibili quali l’ingresso nel catalogo del MOMA… (ed il tutto è veramente stato incredibile essendo io un laureato in economia… solo dopo deformatomi in creativo autodidatta!). Ora, completato da circa un anno lo sviluppo della collezione Pups.it, Ludiko sta portando avanti un percorso di ricerca ancor più proprio e significante, sempre distante dalla classica accezione di gioco… che in ludiko si traduce in azione, creazione e improvvisazione (come in inglese “play” vuol dire più cose).  Attualmente i main players siamo io (ludiko boy) e Francesca Mendolia (miss Paka), ma nell’universo ludiko transitano per brevi o lunghi periodi altri players, alcuni vanno e vengono, altri stanno per arrivare… oppure come nel caso della recente missione a Venezia, ci si incontra con altri artisti senza responsabilità alcuna se non quella di giocare insieme, per poi attraversare trasversalmente i confini tra arte design e comunicazione!



Kiù

Kiù



“un settore dove Giocattolo non sempre fa rima con Gioco e Giocabilità fa rima solo con Bambino.”
Vero.. chissà perché se dici ‘giocattolo per adulti’ viene in mente qualcosa di vagamente sessuale!

…non so dove ho letto qualcuno che sosteneva che di fatto il sesso sia l’unico passatempo ludico di un adulto… forse per questo “Giocattolo per adulti” casca lì ;(.

Curiosità: in pratica, quali sono i passaggi che ti hanno portato da una laurea in economia alla carriera di ludiko-player?

Neolaureato ho trascorso tre anni alle dipendenze di Alessi spa – non facevo un lavoro creativo, tutt’altro…ma ho potuto respirarne l’aria – nel frattempo però ho fondato in città l’Associazione Culturale Mastronauta nei locali di una vecchia fonderia. Uno spazio laboratorio di sperimentazioni creative nelle cui attività ed iniziative ho cominciato a riversare tutto me stesso ed esplorare le mie “attitudini” creative latenti e “represse”. Negli stessi anni mi sono trovato a far parte anche di un collettivo artistico locale “I Ratti della Nigoglia” (ora estinti…)… e poi ho partecipato ad workshop di teatro di strada, di comunicazione e di fotografia… credo inoltre di avere visitato il maggior numero di musei e spazi espositivi nel minore tempo possibile, dovevo recuperare il tempo perduto! La carriera di player ha poi trovato in Gianni Rodari (mio concittadino) e Bruno Munari due maestri unici e significanti che mi hanno definitivamente aperto occhi e cuore..

Non riesco a immaginare migliori riferimenti… altre ispirazioni/passioni/cose-che-tiaprono-gli-occhi?

Traspiro di fronte ai linguaggi contemporanei in ogni loro possibile forma di incontro: arte, danza, teatro, fotografia… ma recentemente anche le civiltà antiche come gli Atzechi, gli egiziani mi riservano delle emozioni.



DisArming Babies



Qual’è il tuo giocattolo preferito?

Ora come ora direi il mio PC, visto il tempo che ci passo insieme confido che sia il giocattolo che faccia meglio al mio sviluppo cognitivo: di fatto mi permette di creare, immaginare, trasformare, colorare, disegnare, scrivere…. insomma tanti possibili giochi in un unico giocattolo…

Ma gioco e giocattolo sono avversari? Spiego meglio: il giocattolo tradizionale suggerisce già il proprio utilizzo, quindi in qualche modo pone dei vincoli alla libera giocosità? (personale riflessione sugli immaginary toys)

Avversari no, ma non sempre parenti, il giocattolo è uno strumento, il gioco unʼesperienza… il giocattolo è materiale, il gioco anche immateriale…



Il Cimitero dei giocattoli di plastica



Mi incuriosiscono molto i progetti per toys for good… mi racconti meglio? (e come hanno reagito i bambini al cimitero dei giocattoli di plastica?)

Toys for good è stata un momento importante per condurre delle riflessioni e analisi sul gioco e e sui giocattoli… Noi di Ludiko abbiamo proposto un percorso espositivo di riflessione sulla funzione del giocattolo (personale e sociale) e sul significato dell’azione gioco.  Una rappresentazione che suddivisa in tre atti/momenti della vita del gioco e del giocattolo: il pericolo, la fine, l’essenza/esistenza.

Lʼinstallazione “Il Bel Cimitero dei giocattoli in plastica” puntava il dito sul problema dello smaltimento dei giocattoli. Esaurito il loro scopo rimangono ingombranti carcasse di plastica non facili da eliminare e smaltire. Il progetto prevedeva un serie di necrologi dedicati ad una serie di giocattoli “scomparsi” indicandone causa e durate ed una struttura a loculi con le urne contenenti la polvere del giocattolo macinato…. i bambini si buttavano a terra per giocare in mezzo alla cenere dei giocattoli cosparsa tutto intorno… insomma non cʼè pace per i giocattoli neanche una volta passati a miglior vita… ;)



Ludiko Village



A cosa state lavorando adesso, come si esprime la filosofia dei ludiko?

Attualmente:

SPAZIO FISICO

Da Giugno Ludiko è anche ludiko village… per ora non è ancora ufficialmente aperto al pubblico ma è di fatto un luogo già intensamente produttivo/creativo – è un energy space di 500 metri quadri dentro una vecchia fabbrica – un luogo che è sia laboratorio che residenza… la concettualizzazione dello spazio non è del tutto definitiva essendo stata travolta da un’inattesa ridefinizione di alcune correnti ludike che ci chiedono di impegnarci nel fare, nel costruire, nel praticare. Ci sono nuovi obiettivi, nuove direzioni… il fiume scorre e i pensieri rimangono a mezz’aria…a breve gli inevitabili sviluppi.

SPAZIO MENTALE

Mai come ora stiamo dedicandoci alla manifestazione e rappresentazione della kidult art (il cui manifesto lo puoi scaricare on-line) così da me recentemente raccontata:

“KidultArt è un progetto di ricerca applicata al gioco ed alla cultura ludica. Il Metodo (non metodo) del progetto pone il gioco come elemento centrale di azione,interazione, percezione e rappresentazione.
Gioco come strumento, gioco come scenario, unico per potenziale espressivo e relazionale.
Le sue manifestazioni prendono forma imprevedibile tra oggetto/soggetto, opere, performance ed installazioni.
L’Incoscienza infantile che agisce sull’osservatore/giocatore lo coinvolgono in un’ esperienza ludika più o meno manifesta.
Il gioco libero oltre ogni disciplinarietà si fonde in un unica dirompente energia libera che libera L’io più profondo ed infantile di chi bambino è o chi crede di non esserlo più”

Siamo in una fase libera e liberatoria e che rafforza la nostra missione socio culturale. Dopo anni di intensa “militanza” nel mercato del design per il nostro progetto Pups.it (fiere, negozi, promozioni), le nuove correnti ora sono libere, tra arte e comunicazione, pure e senza condizionamenti o referenti… se non il gioco stesso.

Dove va ludiko domani?

Proprio oggi si rifletteva sull’impossibilità di ricondurci chiaramente in un sistema di riferimento… siamo players liberi di muoverci simultaneamente in dimensioni sociali, culturali, artistico, produttive e sperimentali… filo conduttore il “gioco” inteso nella sua accezione più ampia… e anche domani seguiremo il filo per andare “altroltre”!

Il neo progetto Babel è un esempio di gioco collettivo perché ci piace giocare in gruppo come graphic artists.
Il progetto Kiù è un esempio di gioco performativo perché ci piace giocare d’azione come perfomers.
Il progetto Dolls è un esempio di gioco di ruolo perché ci piace giocare coi i giocattoli come visual artists.
Il progetto Pinocchi.it è un esempio di gioco tradizionale perchè ci piace giocare con i classici come autori.
Il progetto Pups.it è un esempio di gioco funzionale perchè ci piace giocare con gli oggetti d’uso quotidiano come designers

…e seguendo il filo confidiamo di avere quanto più opportunità possibile per fare riscoprire il gioco come valore, come momento, come spazio, come strumento, come simbolo, come nostro e contemporaneo.

Ringraziamo Ludiko per averci prestato un po’ di tempo! A tutti i bambini grandi non resta che tenere d’occhio il blog di Ludikoboy e Miss Paka (link) e di spupazzarsi un Pups!

a cura di Margherita Cardoso

1 Commento su “A chiacchiera con… Ludiko”

  1. #1 blablabla » Ludiko kidult lab

    [...] Ludiko Interview.  Tx Margherita! Ludiko e' un universo artistico multidisciplinare che ha per obbiettivo [...]

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