giugno 2nd, 2008 , by Letizia Tasselli

Marianna Martino è probabilmente l’editore più giovane d’Italia.
Con tanto coraggio e molta incoscienza creativa (come piace a noi) ha fondato nel 2005 Zandegù Editore (link), una casa editrice con una linea editoriale decisamente particolare e sicuramente fuori dagli schemi.
Tra manuali per diventare Cenerentole moderne e storie d’amore crudeli godetevi la nostra intervista e non dimenticate che potete continuare a seguire le avventure di Marianna anche sul suo blog!
Qual’è stata la genesi di Zandegù? E’ stato un progetto maturato nel tempo?
Zandegù nasce nel 2006 a Torino, dopo un paio d’anni di curriculum a vuoto, dopo un lungo percorso preparatorio per ideare linea editoriale, grafica, sito ecc, seguendo una passione enorme per i libri e la narrativa. Non è stata una scelta molto ponderata, anzi. Tutto è avvenuto in successione rapida e con tantissima incoscienza, ho imparato tutto facendolo. A parte dei brevi corsi, non avendo una tradizione familiare in materia e non avendo frequentato scuole ad hoc, ho appreso tutto sul campo.
Perchè proprio “Zandegù”? C’è una storia particolare legata a questo nome?
Dino Zandegù era un ciclista e come ormai quasi tutti sanno, era un soprannome che mi aveva dato mia mamma.
Progetti come il tuo comportano un impegno a livello economico e un coraggio non indifferenti. Hai avuto aiuti per iniziare? E quali difficoltà hai incontrato a inserirti nel panorama editoriale italiano che, purtroppo, è quasi completamente in mano a pochi editori?
L’aiuto unico e più grande è quello che viene dai miei genitori. Ho una fortuna enorme ad avere una famiglia che mi appoggia e mi sostiene, sia economicamente e non senza sacrifici, sia psicologicamente. Devo tutto a loro e gliene sarò sempre grata.
Credo che Zandegù si sia ritagliata una nicchia ben visibile e riconoscibile. Certo emergere e arrivare al grande pubblico è complicatissimo, a causa dell’alta offerta di testi che ogni mese vengono immessi sul mercato e a causa del numero elevato di editori. E’ difficile anche a causa della diffidenza di molti librai nei confronti dei piccoli editori. Però, grazie alle nostre iniziative, alla costante presenza sul web e ai libri molto originali, ci siamo già fatti conoscere bene.

Si è da poco conclusa la fiera internazionale del libro a Torino e, per la prima volta, anche Zandegù ha partecipato all’evento. Com’è andata?
In realtà, questo è il secondo anno che Zandegù partecipa. E’ andata meglio dell’anno scorso, è stato come sempre faticosissimo, ma anche molto divertente. Si stringono amicizie con gli altri editori, si parla direttamente col pubblico, si scambiano opinioni, consigli. Peccato soltanto che quest’anno, a causa delle polemiche su Israele, ci sia stato un calo di visitatori. Sono stati comunque cinque giorni di vero frullatore, condito da pessima alimentazione a base di panini, aria condizionata, mille input e tantissime risate. Massacrante ma bellissimo.
Zandegù ha una linea editoriale molto particolare, incentrata soprattutto sul surreale. Perchè questa scelta?
Perché è la narrativa che più amo che più mi sentivo pronta per valutare e con la quale volevo lavorare.
E’ possibile riuscire a rendere sinergica la creatività con il lato meramente economico? Ti sei mai trovata nella situazione di rifiutare un manoscritto perchè, per quanto creativo potesse essere, lo ritenevi troppo rischioso a livello di vendite?
Una volta sola, era un esperimento interessante ma davvero estremo. Di solito però non ci penso mai e i nostri libri, tutti originali e surreali, ne sono la prova.
Com’è il rapporto con gli scrittori che collaborano con voi? Insomma, com’è stare dall’altra parte della barricata?
Cerco sempre di creare un rapporto amicale, fatto di cene, bevute, battute. Siamo quasi tutti coetanei, la collaborazione fatta divertendosi è essenziale.
Domanda improbabile. Meglio un buon concept o un stile di scrittura impeccabile?
Meglio una buona idea! La scrittura impeccabile mi fa ribrezzo!
Ho letto dell’iniziativa “Ti do copertina bianca” legata al romanzo “Tasca di Pietra” di Matteo de Simone (link). La scelta di pubblicare la prima tiratura con la copertina completamente bianca (escludendo anche i dati fondamentali come titolo e autore) e il successivo concorso per la progettazione della copertina da cosa sono nati?
La copertina bianca è nata un po’ per spiazzare, un po’ per dare il senso alla nuova collana Fuori classe, di cui Tasca di pietra è il primo titolo. E’ la collana dei libri meno surreali, ma talmente belli che volevo lo stesso pubblicarli. Quindi il bianco per distinguersi nettamente dai nostri altri titoli iper-colorati e pop.
Sempre prendendo spunto dall’iniziativa legata a “Tasca di Pietra”. Quanto conta la presentazione, l’apparenza, per la vendita?
Contano fino a un certo punto, sono un modo per farsi notare. Poi subentra il contenuto. E il passaparola, le recensioni sui giornali o degli acquirenti sul web, fanno la differenza. Se poi si viene a sapere che un libro è brutto, anche se ha la copertina più bella del mondo, nessuno lo compra. Il libro, la storia sono centrali.
Progetti futuri, tazzine di caffè e sogni che speri si realizzino?
Tre romanzi in autunno, massima attenzione come sempre alla promozione, tazze di caffè a valanga per tenermi energica in questi giorni sempre troppo frenetici. Sogno la stabilità nel lavoro, sogno di poter continuare con Zandegù a lungo, sogno anche una bella e rilassante vacanza al mare!
Ringraziamo Marianna per questa chiacchierata tra tazzine di caffè e carta, tanta carta, di quella bella.








































4 Commenti su “A chiacchiera con… Marianna Martino di Zandegù”
#1 Zandegù su Officina Creativa e Booksweb.tv «
giugno 5th, 2008 alle 8:16 am
[...] Officina Creativa parlo di Zandegù e della mia attività da [...]
#2 verriotto noemi t.
gennaio 21st, 2009 alle 11:12 pm
Con tutto il rispetto necessario, tengo a precisarVi che la più giovine editrice d’Italia, se non d’Europa, sono io.
Mi chiamo Noemi Verriotto, ho compiuto 18 anni il luglio scorso, nonostante io possegga alle spalle un’esperienza ventennale e familiare di editoria.
Quando quei tanto volte ignorati proverbi, si dimostran veritieri… “Audaces fortuna iuvat”
Ringrazio per la cortese attenzione.
#3 genoveffa arcuati
aprile 24th, 2009 alle 11:32 am
no….sono io con l’edizioni pauline il santo nuovo rosa.rio
#4 Rosa
gennaio 20th, 2010 alle 11:40 am
Spiritosa, non poco! Chissà, magari non sai neppure cosa significa Editoria
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