giugno 22nd, 2009 , by Letizia Tasselli
Love at the first sight (link), amore a prima vista: così nascono le creazioni di Chiara Bonanni, una giovane artigiana con una passione sfrenata e un po’ anacronistica per l’uncinetto.
Le creazioni di Chiara prendono vita da veri e propri “colpi di fulmine” che si trasformano in improvvisazioni uniche e irripetibili da indossare per sentirsi speciali.
La passione per il restyling dei suoi vestiti si è trasformata in un piccolo atelier virtuale, Love at the first sight appunto, dove fanno capolino ricami e paillettes, perle e coralli oltre all’amore per quelle lavorazioni che oramai sono quasi dimenticate.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Chiara per farci raccontare tutti i retroscena dei suoi colpi di fulmine.
“Ho iniziato circa 10 anni fa, quindicenne, quando vidi una maglietta firmata di un’amica su cui troneggiava una splendida libellula stampata. La guardavo e riguardavo, come se mi avesse ipnotizzato. Il giorno dopo avevo indosso un top nero a collo alto con un’ innumerevole quantità di paillettes ricamate: verdi per il corpo, celesti e bianche per le ali. Mi sentii davvero soddisfatta per aver creato qualcosa che fosse di gran lunga più bello dell’ispirazione da cui scaturiva.
I miei lavori iniziali sono stati quindi improntati sulla decorazione di vestiti che non portavo più e che, dopo il “restyling”, diventavano i miei capi preferiti, i più preziosi; compravo paillettes di tutti i colori e le cucivo su sciarpe, borse, golf e giacche.
Con il tempo è poi maturato il mio lato prettamente creativo – più che decorativo – grazie al quale ho iniziato ad inventare capi e accessori da zero, senza avere alcuna nozione sul taglio e cucito: semplicemente improvvisando e basando il mio lavoro sull’istinto. Il tutto senza mai abbandonare la fonte primaria di ogni mia ispirazione: il colpo di fulmine. Quasi tutti i miei accessori sono nati perché davanti una vetrina, o sfogliando una rivista, qualcosa ha colpito la mia attenzione. Dall’oggetto che vedo si sviluppa un’idea più complessa, elaborata, che si adegua al mio gusto e ai materiali che utilizzo. Ciò che viene fuori è spesso completamente diverso – non solo in forma – dall’oggetto che mi ispira, eppure ne è il risultato.“
La prima cosa che viene in mente guardando gli oggetti creati da Chiara e la grande manualità con ago e filo e la cura fin nei dettagli più piccoli. La lavorazione dietro a ogni oggetto è minuziosa e dettata dall’ispirazione del momento, lasciandosi trasportare da fili di lana che si intrecciano alle paillettes. Ma come nascono gli accessori di Chiara?
“Dipende tutto dal tipo di creazione; farò l’esempio di un paio di orecchini. Di fronte a me posiziono il cassetto delle perline e la scatola delle lane (o cotoni), abbino quindi due colori dopo aver fatto qualche prova accostandoli. Lavoro la lana con l’uncinetto creando una base da decorare e cucio in seguito paillettes, pietre o perle seguendo un disegno oppure andando a coprire la lana. Non mi prefiggo mai regole sulla composizione dell’accessorio: seguo unicamente il mio gusto improvvisando. E nove volte su dieci, non sbaglio il risultato.”
“Trasformo l’accessorio in un capo di abbigliamento versatile, da impreziosire a seconda dell’ispirazione del momento. La lana si presta alla lavorazione più lunga e più precisa, al contrario della pietra che non richiede operazioni, se non quella di essere fissata con ago e filo. Il filo così lavorato accoglie morbidamente ogni tipo di decorazione, rendendo l’oggetto nel complesso più completo.
L’accostamento del filato alle pietre è quello che determina l’unicità dei miei accessori: il lavoro manuale salta subito all’occhio, non si tratta di forme predefinite o seriali. E’ come appendere alle proprie orecchie una minuziosa e piccola opera di artigianato.”
Gli oggetti hanno quel retrogusto vintage, dettato da una tipologia di lavorazione che ormai sta quasi scomparendo, fagocitata dalla modernità. Abbiamo chiesto a Chiara se la riscoperta di queste tecniche (come l’uncinetto e la lavorazione a maglia) siano state trasmesse da qualche nonna oppure se siano nate da una sua passione e curiosità nel volerle rispolverare, dandogli nuovamente il giusto valore che gli spetta.
“Sono vere entrambe. Mia nonna e mia madre mi hanno trasmesso nei geni la vena creativa, e nella pratica mi hanno insegnato il lavoro a maglia e l’uncinetto; ma da parte mia c’è sempre stata una curiosità innata nei confronti di tutte quelle lavorazioni che oggi si stanno per estinguere, e che anche per questo sono sempre più preziose. Una volta imparate le basi, ho sperimentato sui miei oggetti lavorazioni diverse, fino ad arrivare all’abbinamento di più materiali.”
Quando ci si trova davanti a questi piccoli atelier (virtuali e non) nasce spontaneo chiedersi quanto veramente conti l’unicità dell’oggetto, quel valore aggiunto che si ha nel portare su di sé un qualcosa di unico che ci differenzi dagli altri.
“Per me l’unicità dell’oggetto è tutto: quando provo a creare in serie non arrivo mai a nessun risultato ed anzi, mi innervosisco. Lavorando principalmente sull’improvvisazione e sul mio gusto, non avrebbe senso riprodurre qualcosa che già ho creato: significherebbe annullare il suo valore. Di certo è molto più facile la produzione in serie, così economica e veloce. Ma indossare qualcosa che hanno cento persone non significa scegliere, bensì selezionare tra le cose che già esistono quelle che più si avvicinano al proprio gusto. Creare un oggetto dal nulla e plasmarlo secondo i colori, i materiali e le forme che più ci piacciono significa, invece, indossare qualcosa di irripetibile e di strettamente personale.”
Chiara crea trainata dal suo gusto personale, senza troppi canoni o paletti a influenzarla…
“L’oggetto che creo non deve fare niente di particolare per soddisfarmi. Semplicemente, deve essere riuscito: mi deve piacere, devo desiderare di indossarlo. Inoltre non arrivo mai alla fine della lavorazione quando in mano ho qualcosa che non mi piace: le creazioni che ho incompiute nel cassetto, sono quelle che non mi hanno soddisfatto. Quando qualcosa non mi convince non correggo ma cambio radicalmente modalità, materiali e oggetto. In genere però mi metto all’opera solo se ispirata, il che implica una scarsa probabilità di insuccesso.”
… come conferma quando gli abbiamo chiesto quale sia la filosofia di Love at the first sight!
“La personalizzazione, l’unicità e la preziosità di un oggetto che nasce e si completa secondo il gusto personale. Il lasciarsi abbagliare da oggetti di moda e tendenza, rielaborandoli in maniera propria e quindi rendendoli qualcosa di irripetibile. L’indossare delicate opere di artigianato che per la loro laboriosità attirano lo sguardo, proprio come le preziosità in vetrina. Un doppio colpo di fulmine quindi: il primo per l’ispirazione, il secondo per l’opera d’arte.”
Se volete sapere qualcosa di più sui lavori di Chiara andate a sbirciare sul suo website (link) oppure discutetene con lei nel gruppo di Facebook tutto dedicato a Love at the first sight!
Ringraziamo Chiara per averci tenuto compagnia in questa breve esplorazione alla scoperta delle sue creazioni!
Tutte le immagini dell’articolo sono © Love at the first sight.














































4 Commenti su “Alla scoperta di… Love at the first sight”
#1 Giorgia
giugno 23rd, 2009 alle 3:31 pm
Bellissimiiiiiiii!!!!!!!
#2 marianna
giugno 27th, 2009 alle 10:59 am
woooooow!!!!chiara sono bellissimi!!complimenti!
#3 Chiara
luglio 16th, 2009 alle 3:08 pm
Grazie! Aggiungetemi su facebook: “LoveAt FirstSight”
#4 Chiara
giugno 1st, 2010 alle 10:09 am
Il mio sito è finalmente online! visitatelo: http://www.loveatfirstsight.it
oppure su facebook alla pagina http://www.facebook.com/loveatfs
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