aprile 28th, 2008 , by Riccardo Giraldi

Si e’ concluso in un clima di entusiasmo il CHI2008, la grande fiera internazionale sull’interazione uomo-computer che ogni anno attira ricercatori e professionisti da tutto il mondo. Quest’anno e’ stata la volta dell’Italia e in particolare di una quieta e piacevole Firenze! Non potendoci perdere una tale occasione, Officina Creativa e’ andata a curiosare per voi sotto ogni telone.
Impossibile raccontare tutto il CHI e i suoi numerosi talks. A seguire una recensione di alcuni dei progetti, degli stands e degli aspetti del CHI che Officina Creativa ha avuto il piacere di conoscere e che in questo articolo vi vogliamo raccontare.
Conference on Human Factors in Computing Systems (CHI) e’ considerato l’evento piu’ prestigioso nel campo dell’interazione Uomo-Computer (HCI – human computer interaction). Organizzato da ACM SIGCHI, si svolge annualmente dal lontano 1982, attraendo ogni anno migliaia di ricercatori e professionisti di università e aziende da tutto il mondo.
Quattro giorni dedicati all’interazione: CHI prevede una sezione dedicata agli stand di aziende, una parte dedicata alle installazioni, una dedicata ai progetti universitari, dei corsi e seminari a pagamento e infine un’ampia quantità di papers and notes, in cui ricercatori, perlopiù di università statunitensi e canadesi, presentano i loro progetti.
Il programma di quest’anno, insieme a numero altre informazioni, sono ancora disponibili presso il sito internet dell’evento: www.chi2008.org
Microsoft è il main sponsor dell’evento e molti dei suoi ricercatori, a partire da Bill Buxton (sito) sono presenti. La maggior parte delle ricerche universitarie presentate, sono finanziate da Microsoft, quindi per una volta, brava Microsoft!
Smorzo subito i toni pro-bill gates sottolineando come fra i vari stand e installazioni, chi non aveva un prototipo funzionante del prodotto, erano proprio loro. Del famigerato Microsoft Surface neanche l’ombra, solo un video, il solito, timidamente mostrato accanto a una xbox.
Sul tema surface erano comunque presenti due italianissimi e funzionanti progetti, TANGerINE dell’Università di Firenze, e SensitiveTable di Alessandro Valli di cui abbiamo potuto apprezzare un modello funzionante.
Human Computer Interaction – Eye Tracking
Una delle tecnologie più presenti e interessanti è quella dell’eye-tracking – tracciamento degli occhi. Diverse soluzioni per diversi utilizzi sono presenti alla fiera. Obiettivo comune: sapere dove una persona focalizza la sua attenzione tracciandone lo sguardo. Applicazioni possibili: innumerevoli e tutte da inventare.
Ad oggi e’ utilizzato soprattutto per offrire a persone con difficoltà motorie uno strumento per comunicare con gli altri attraverso il controllo del computer. Molte sono le ricerche universitarie che sfruttano questa tecnologia – come ad esempio quella di Miss Areej Al-Wabil con cui avevamo condotto un test (link) all’interaction Lab di Londra.
Tobii

Società svedese fondata nel 2001 è oggi l’azienda leader nei settori hardware e software per soluzioni di eyetracking. Di tutte le soluzioni presenti è indubbiamente quella più completa, rodata e commerciabilizzabile. Le apparecchiature Tobii possono essere integrate nel monitor – è il caso del T60 o T120 – o esterne. Queste, collegate a un pc, comunicano a Tobii Studio – il loro software – che riceve tutte le informazioni dall’hardware. Tobii Studio permette sia preparare i test – attraverso la creazione di tasks – che di raccogliere e infine analizzare i dati in maniera corposa registrando il movimento degli occhi sullo schermo, catturando cioè che vede l’utente, il suo volto e creando di conseguenza grafici, heatmap e gaze plot comparabili fra più utenti e utili a trarre delle conclusioni precise.
Andrew T. Duchowski

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Il signor Duchowski (sito), autore di Eye Tracking Methodology: Theory and Practice” era presente al CHI dove fra le latre cose ha tenuto un corso in collaborazione con Microsoft e Tobii sull’utilizzo di sistemi eyetracking per web – corso al quale ho avuto il piacere di partecipare grazie a unit9.
In una stanza attrezzata con una decina di T60 si é tenuto un corso che spaziava dalla storia dei sistemi di eyetracking alla preparazione dei tasks per effettuare test di usabilitá sul web sfruttando questa interessante tecnologia.
Smart Eye

Lo stand di Smart Eye mostra come prototipo un sistema di eyetracking espandibile all’utilizzo di fino a sei videocamere. La possiblità di avere più videocamere sincronizzate fra loro permette di aumentare considerevolmente lo spazio di utilizzo dando libertà al soggetto di muoversi o interrompere il collegamento visivo con una o più camere.
Queste caratteristiche rendono il sistema progettato da Smart Eye un ottimo candidato per essere integrato, as esempio, in una automobile dove le interferenze possibili sono molteplici.
faceAPI

Forse lo stand più interessante di tutto il CHI, faceLAB presenta fra i suoi vari progetti anche lo strabiliante faceAPI: un sistema di face tracking che funziona con una comune webcam. Ciò che sorprende sono la qualità del tracking e il fatto che il tutto avviene con strumenti già alla portata di tutti.
In qualche modo in risposta ai già sorprendenti esempi possibili applicativi da parte di Johnny Chung Lee, che ha spopolato su youtube, faceAPI riesce ad andare ben oltre. Le pubblicità che abbiamo visto in Minority Report non sono forse così lontane. Ciò che manca oggi a questo sistema è il multiface tracking, ma stando agli autori sarà già presente nelle prossime versioni.
Quel che mi aspetto adesso è che tali sistemi siano usati non solo nella sicurezza ma anche nell’entertainment a partire dal web.
iCandy – a Tangible User Interface for iTunes
iCandy è un progettto della RICOH (link) portato avanti da Jamey Graham.
Idea che trovo piuttosto interessante, propone di ridare una tangibilitá alle nostre librerie musicali e video. Quanto erano belli i nostri scaffali pieni cd che potevamo far vedere con orgoglio ai nostri amici? (va bene ci sono ancora ma la tendenza é chiara). Con iCandy si possono stampare le cover dei vostri dischi di iTunes, i video che trovate su youTube – e magari potrebbero aggiungere le foto di flickr – in modo da avere un riferimento fisico al vostro contenuto digitale. Alla stampa viene aggiunto una specie di codice a barre (QR code, già diffusissimo in giappone) che basterá mostrare alla videocamera del vostro cellulare o computer per risalire al file/url – se la canzone non é presente nella vostra libreria lo troverá online per voi o vi proporrà di comprarla. Cosí facendo si possono avere album di foto, di canzoni etc che ci piace tanto sfogliare e toccare con mano senza perdere il collegamento alla natura digitale del file.
Vi faccio un esempio di utilizzo nel caso non sia chiaro: trovo un video che mi piace su youtube, dico ad iCandy di stamparlo in un formato che mi torna più comodo, diciamo francobollo. Questo pezzo di carta, che contiene il codice QR e il titolo del video, posso darlo a un mio amico – o lasciarglielo fotografare – in modo che possa facilmente ritrovare il video. Altro esempio forse piú interessante: sono un musicista, voglio stamparmi la mia business card con sovraimpresso il codice della mia canzone. Chiunque riceve la mia business card puó risalire facilmente alla mia musica grazie al codice QR impresso.
Altre informazioni sul progetto le trovate in questo pdf
Alessandro Valli – Sensitive Table
Sensitive Table é il progetto presentato da Alessandro Valli e la sua ioagency. Una superficie piana é sensibile alla pressione (multipla) di mani e oggetti. Attraverso questo metodo di interazione e possibile controllare l’applicazione proiettata su tutta la superficie. Inoltre oggetti reali posti sul bordo del tavolo forniscono un livello
aggiuntivo di interazione comunicando, in base alla loro reale posizione nello spazio, dati all’applicazione. In particolare nell’esempio portato al CHI2008 erano presenti come oggetti fisici alcuni cubi che, a seconda della faccia con cui si appoggiavano sul tavolo, richiedevano all’applicazione di mostrare informazioni riguardanti un tema diverso.
MobVIS

Vision Technologies and Intelligent Maps for Mobile Attentive Interfaces in Urban Scenarios. Mobvis (link) si occupa di offrire una soluzione decisamente interessante di Mobile Vision. Si tratta della possibilità di conoscere la propria posizione (nel mondo) e informazioni su cosa si sta guardando scattando una foto con il proprio cellulare. Questa foto viene trasmessa a un server che cerca di capire dove ti trovi e cosa stai guardando confrontando le geometrie di quella immagine con quelle delle immagini nel suo database. Se ti trova saprai esattamente dove sei e soprattutto cosa informazioni sul quel che ti circonda e che ti può interessare. Per funzionare i luoghi devono prima essere mappati, o meglio fotografati, in modo da avere una matrice. Si può per questo pensare a questo progetto in metropoli in cui milioni di persone ogni giorno – magari turisti – cercano di orientarsi e vogliono informazioni su ciò che li circonda. Al momento è stato sperimentato con successo a Ljubljana, fotografata 612 volte coprendo un’area di 4000 mq (data set link). Sviluppato al visual cognitive system dell’università di Ljubljana si propone esplorare e sviluppare il concetto di attentive interface.
Billy Buxton


Il talk di chusura (closing planery) ha visto Bill Buxton salire sul palco accompagnato da un caloroso applauso delle centinaia persone presenti. Buxton ha un background da musicista ma e’ ricercatore da molti anni alla Microsoft dove il suo lavoro si e’ focalizzato per molto tempo in soluzioni di interazione touch.
Immediato il riferimento all’iPhone, per il quale ammette con simpatia che “ci ha tenuti occupati per un po’ alla Microsoft”. Responsabile del progetto Surface è autore del nuovissimo “Sketching User Experiences” che consiglio vivacemente di leggere. Il talk che ha chiuso il CHI altro non è che una interessante serie di riflessioni sul design, le stesse che troverete in maniera approfondita del suo ultimo libro.
Si è parlato di interaction design e non solo. Un occhio di riguardo è stato dato al CHI2009 che avverrà a Boston, USA e al quale vi auguriamo fortemente di poter partecipare!
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È tutto dal CHI, a conti fatti è stata una bella conferenza, in un bel clima di una bella città. Unica critica il prezzo assolutamente inaccessibile dall’esterno. Uno studente, seppur con lo sconto e prenotando in anticipo, avrebbe dovuto pagare $500 per partecipare ai quattro giorni. Sicuramente meglio dei $1200 che qualcuno si sarà ritrovato a sborsare, ma certo impensabile per molti studenti fiorentini che avrebbero voluto approfittare della gotta occasione.












































2 Commenti su “CHI 2008 – La fiera dell’interazione”
#1 Lulur
aprile 30th, 2008 alle 11:42 pm
finalmente una recensione sul chi.
complimenti.
conoscevo il QR code. per me iCandy funzionerà solo se supportato dai cellulari e se sarà integrato già dentro itunes.
sapete i prezzi della tobii?
#2 Redazione
maggio 1st, 2008 alle 11:35 pm
I prezzi della Tobii ad oggi sono indicativamente questi:
il modello T60 con monitor 17″ a 60hz 25’000€
“Tobii Studio” va dai 3500€ della Basic Edition ai 9600€ della Professional.
“Tobi Studio” versione ridotta – per preparare i task – viene circa 500€.
È possibile richiedere il price list direttamente al sito!
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