febbraio 9th, 2009 , by Alice Avallone

Un vecchio compagno delle scuole elementari ci ha contattato negli ultimi mesi per organizzare una rimpatriata, e da allora ogni giorno vediamo le foto della sua ragazza, le sue cadute sugli sci e il suo status – che parla di persone e fatti a noi estranei. Se anche voi siete in questa situazione, o in una simile, probabilmente state sperimentando il fenomeno più virale degli ultimi tempi, Facebook.
La diffusione delle reti sociali è legata, in prima istanza, a pulsioni estremamente umane, come quella di apparire e di soddisfare una (mal)sana curiosità, che ci porta a intrufolarci tra i ricordi altrui (non solo delle persone che conosciamo, ma anche degli amici degli amici).
Il cambio di paradigma collegato alla diffusione di Facebook ha portato questa piattaforma ad essere per molti il punto di accesso principale alla Rete, se non l’unico. Prima di guardare la mail, la mattina, si accede a Facebook per vedere come si sono svegliati i nostri contatti.
Il termine social network nasce circa cinquanta anni fa, per definire le reti di relazioni tra individui, studiate dalla sociologia. I sei gradi di separazione, spesso legati al nome dell’attore Kevin Bacon, cui un famoso gioco faceva riferimento per spiegare il modello, si riferiscono al numero massimo di collegamenti interpersonali che collegano due individui nel mondo reale, in qualsiasi parte del mondo essi si trovano.
Facebook, semplifica i rapporti umani, che nella vita reale sono spesso talmente complicati da non essere classificabili, in una semplice relazione binaria: amico o non amico, 0 o 1. Questo schema rigido, da un lato non si presta a includere la complessità di cui parlavamo prima, dall’altro è estremamente adatto, per la sua semplicità ad essere compreso ed utilizzato dal grande pubblico.
Facebook è probabilmente un grandissimo nemico dei media pre-Web, in termini di tempo speso dagli utenti, vera moneta del mercato pubblicitario, ma presenta alcune insidiosità anche per lo stesso mondo Internet.
Si pensi alla rete sociale costituita dai blog, in cui le relazioni si basano sul link e coinvolgono oltre a due persone – i blogger – anche un contenuto – l’articolo che viene linkato. Il modello di Facebook è estremamente più semplice e meno espressivo. Questo è il punto di forza della sua diffusione.
Ma, l’utente che si avvicina alla Rete solo attraverso Facebook, perde buona parte delle varietà ed espressività delle relazioni nel mondo di Internet, per richiudersi dentro un recinto, all’esterno del quale non è possibile portare le proprie relazioni.
Lorenzo Viscanti
Alice Avallone
www.nientearrosto.com
illustrazione di Elena Lombardi








































9 Commenti su “Faccia a faccia con FaceBook”
#1 Faccia a faccia con FaceBook : nientearrosto
febbraio 9th, 2009 alle 10:52 am
[...] Continua a leggere su Officina Creativa… Tags: alice avallone > facebook > Kevin Bacon > lorenzo viscanti > media > officina creativa > relazione > social network > sociologia > viral Leggi i nostri articoli: Wikio [...]
#2 boxed up | Elena Lombardi
febbraio 9th, 2009 alle 12:11 pm
[...] illustration that I made for this article about Facebook and other social [...]
#3 Lorenzo
febbraio 9th, 2009 alle 2:20 pm
Assolutamente d’accordo.
In fondo farci i fatti degli altri… ci piace!
Inoltre, a partire dall’enorme diffusione degli ultimi 6-7 mesi, sarebbe interessante analizzare quanto di Fb viene portato nella vita off-line… quanto spesso parliamo di quanti amici abbiamo su Fb, di quanti ci hanno richiesto l’amicizia senza essere amici, di quanti punti abbiamo fatto a WordChallenge…
Io, molto spesso… purtroppo?
#4 roberta
febbraio 12th, 2009 alle 9:20 pm
Ciao, posso condividere quest post sulla mia Fan page?
Chiedo autorizzazione come faccio con tutti gli autori dei link che segnalo a poterlo fare anche con il vs spazio di condivisione.
grazie
roberta
http://www.facebook.com/profile.php?id=1099414342&ref=profile#/pages/Crea-le-idee-delle-maniCrea-the-ideas-of-the-hands/41125239158
#5 Redazione
febbraio 14th, 2009 alle 4:12 pm
Ciao Roberta, vai pure!
#6 giulia
febbraio 16th, 2009 alle 3:15 pm
In realtà non trovo che faciliti i rapporti, credo invece li renda più superficiali. Amo il web, ma certo i rapporti umani sono un’altra cosa, ben diversa.
#7 Riccardo Giraldi
febbraio 16th, 2009 alle 5:43 pm
Giulia sono daccordo con te, e penso sia anche quel che Alice e Lorenzo vogliono dire scrivendo: “Facebook, semplifica i rapporti umani, che nella vita reale sono spesso talmente complicati da non essere classificabili, in una semplice relazione binaria”.
Quindi facebook semplifica nel senso che – per forsa di cose – riduce il complesso rapporto fra persone in una classificazione binaria “Amico / non amico”
#8 Elisa Gabriel
febbraio 18th, 2009 alle 4:04 pm
Sono perfettamente d’accordo con l’articolo in questione (quasi quasi se c’era la possibilità anche qui su Officina, come su FB, selezionavo “mi piace” e “condividi” XD ) Comunque bisognerebbe anche spiegare che i rapporti “veri” non sono solamente quelli “virtuali”, un’amicizia vera non la si può istaurare attraverso lo schermo del pc.. Ovvero è bello rapportarsi con la gente dialogando di persona e non attraverso le parole scritte (anche se alla fine dall’altra parte dello schermo, ci sentiamo meno vulnerabili e nessuno ci giudica). FB per me è un modo semplice per svagarsi un pò (ed ovviamente per farmi i fattacci degli altri :P), fare stupidi test, diventare fan di quello o quell’altro, iscriversi a gruppi assurdi, taggare le persone nelle foto, ma principalmente è un socialnetwork che ti aiuta a rimanere in contatto magari con persone che non vedi da una vita o che non potresti vedere al momento (penso a tutte le persone a me care che vivono all’estero). Perciò, alla fine, basta non perderci troppo la testa, come in tutte le cose.. Perchè alla fine la “vita vera” e le relazioni che creiamo sono quella che viviamo giorno per giorno, che puoi vedere, toccare, sentire..(dico questo perchè conosco persone le quali, ahimè, credono di poter basare dei rapporti “umani” esclusivamente attraverso i socialnetwork qundo invece la fuori c’è tutto un mondo da scoprire..).
#9 Emanuel
marzo 31st, 2009 alle 2:36 pm
Ho iniziato ad usare facebook circa 2 anni fa’, mentre studiavo…ed era un mezzo perfetto per rimanere in contatto con coloro che vivevano in zone differenti della citta’, magari nella zona nord dell’harbour (Sydney). Pian piano pero’ ha iniziato ad ingigantirsi, ed ha portato con se una serie di mini applicazioni molto stupide e noiose. Nella fase successiva ha iniziato a svilupparsi fortemente in Italia, e se all’inizio gradivo vedere foto di persone che non ricordavo bene, dall’altra mi rendeva parte di un non mondo che non apparteneva decisamente alla mia quotidianeita’…L’essere all’estero implicava vivere una realta’ differente, e non rimanere ancorato volente o nolente e realta’ che avevo scelto di lasciare.
Vedere come le persone si relazionano tra di loro solamente attraverso questo mezzo e’ quasi allarmante. Sembra siano quasi drogati da una pillola divertente che loro stessi hanno deciso di prendere, e che li porta ad agire con automatismi del tutto innaturali nelle relazioni umane. Porto un esempio: circa 4 mesi ho deciso di cancellarmi da facebook per i motivi sovramenzionati piu’ altri 1000 che non elenco per non aiutarvi a farvi uscire dalla bolla di controllo mediatico nella quale siete (siamo) allegramente rinchiusi. Cmq dicevo, mi ero cancellato…i miei amici italiani (persone che reputo intelligenti) hanno azionato un meccanismo di ragionamento indotto che e’ preoccupante…Ragionando in paradigmi Facebookiani, hanno pensato – si e’ cancellato da Facebook, di conseguenza c’e’ qualcosa di grave********E la prima reazione, rimanendo in paradigmi Facebookiani, e’ stata quella di contattare l’unico nodo umano all’interno di Facebook che poteva contattarmi fisicamente, ovvero la mia fidanzata…..capite….lei ha ricevuto 4-5 messaggi che chiedevano perche’ mi fossi cancellato, se stavo bene, se era successo qualcosa…..potevano inviarmi una mail, potevano chiamarmi, ma no, tutto deve restare in paradigmi Facebookiani…..
E’ spaventoso vedere il tempo che la gente perde a mantenere contatti “inutli” che non cambiano nulla nella loro quotidianeita’, se non distoglierei da attivita’ che potrebbere essere molto piu’ utili…
diciamo che siamo degli schiavi felici e scegliamo di essere schiavi…
vi rimando a “Brave New World” di Aldous Huxley scritto nel 1932…offre diversi spunti interessanti che ognuno potra’ interpretare personalmente, soprattutto riguardo alla descrizione del Soma e dell’uso che ne viene fatto….
inoltre vi e’ un interessante intervista del 1958
http://www.youtube.com/watch?v=KGaYXahbcL4&feature=related
dove parla di intromissione della tecnologia ed uso di strumenti tecnologici per controllare la popolazione.
Ognuno e’ libero di agire liberamente (o forse no).
Pensate a quante persone avete escluso od avete riconsiderato solo grazie ad una realta’ non reale.
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