giugno 8th, 2009 , by Riccardo Giraldi

vectorpark

Ho avuto il piacere di intervistare  Mr. Patrick Smith, autore di  Windosill (link) – chiamatelo gioco, chimatela  interactive experience, chiamatelo opera d’arte, chiamatelo come volete: non è importante, windowsill è semplicemente una meraviglia.

Mr. Patrick Smith ha molti talenti e Windosill ne è la dimostrazione.

Un giubilio di creatività.

(You can find the original interview, in English, at this address)


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Chi è Patrick Smith? Qual è il tuo background professionale?

Ho studiato belle arti — una laurea in BFA in Disegno Painting from Washington University, in St. Louis, Missouri. La maggior parte delle mie conoscenze con l’animazione e la programmazione le ho imparate da solo.

Ad oggi dipingo e disegno ancora (http://smithpix.net) ma faccio anche animazioni interattive (http://vectorpark.com). Sono due tipi di lavori piuttosto diversi, ma molte idee si scambiano fra loro.

Samorost è stato per un lungo periodo un punto di riferimento per questo tipo di esperienze interattive. Oggi Windosill ha fatto un passo importante nella direzione giusta. Cosa c’è dietro Windosil? Da dove prendi ispirazione?

Penso che molte delle mie ispirazioni vengono da altri artisti. Posso pensarne molte, ma alcune influenze includono i surrealisti e pittori metafisici  (in particolare Magritte, de Chirico, e Miro), gli animatori Max e Dave Fleischer, lo scultore Alexander Calder, e i vignettisti Chris Ware e Jim Woodring. Ce ne sono molti altri ma questi sono alcuni che mi vengono in mente.

Mi piacciono anche i pittori del Rinascimento Italiano — soprattutto  Paolo Uccello e Piero della Francesca. La chiarezza delle loro forme e dei loro spazi mi colpisce molto e mi da inspirazione.

Ti potrò sorprendere ma non guardo davvero molti videogiochi! Anche quelli molto intelligenti sono spesso limitati nell’idea di quello che dovrebbero fare. Ho dato a Windosill una sequenza e una struttura perchè sentivo che ne aveva bisogno, e alcune parti richiedono l’intervento dell’utente. Ma lo scopo non è quello di “vincere il gioco”. Al contrario, il gioco è il veicolo per esplorare i dieci diversi scenari. Lo scopo è semplicemente esplorare, giocare e divertirsi.

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Windosill è una bellissima combinazione di visuals, suoni e interazione. Hai fatto tutto da solo?

Ho fatto tutta la parte visiva, le animazioni e la programmazione da solo.

Molti dei suoni sono presi dal progetto FreeSound: http://www.freesound.org/. È una risorsa eccellente! Ci sono migliaia di effetti sonori e molti possono essere usati gratutamente se l’autore ha dato il permesso.

Stai pensando di fare una versione on-line del gioco?

No, non ho nessun piano in proposito. Questa è la prima volta che faccio un gioco scaricabile, ma ne sono molto soddisfatto finora. La performance è migliore di quanto lo sarebbe su un browser, e credo che alla gente piaccia pensare di ‘possedere’ il gioco.

La versione completa del gioco è in vendita per soli 3$ – ma ti ripaga davvero?

È troppo presto per dirlo. Per adesso sta andando bene, ma non so quanto possa essere ampio il pubblico per un gioco di questo tipo. Quando stavo decidendo il prezzo però, ho deciso che avrei prederito venderlo a più persone possibili. $3 mi sembra un prezzo che non spaventa nessuno.


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Troviamo che Windosill sia un ambiente davvero particolare, l’utente si sente incredibilmente a proprio agio e ogni elemento del gioco sembra essere perfettamente al proprio posto. Qual’è il processo che segui quando si tratta di creare questo tipo di esperienze interattive? Inizi ad esempio con il disegnare le tue idee? (A proposito, hai degli schizzi che possiamo mostrare?)

I processi variano da progetto a progetto, ma per Windosill ogni nuova ‘stanza’ di solito nasceva come schizzo sul mio taccuino. Molte idee rimangono ferme a quello stato, ma se mi piacciono, di solito faccio altri schizzi più dettagliati e, infine, un disegno in Illustrator per stabilire forme e colori. Poi passo alla programmazione e all’animazione con Flash.

Ovviamente questa è una semplificazione del processo. Non è sempre così lineare. Spesso vado avanti e indietro tra la programmazione e il disegno – talvolta il risultato non è quello che ti aspettavi, perciò devi modificare o ripensare le tue idee.

E, a proposito, ho un blog per i miei disegni, e queste sono le immagini che ho pubblicato per Windosill: http://smithpixdaily.blogspot.com/search/label/windosill

Pensi che un progetto del genere sarebbe stato possibile lavorando con un team più ampio, o pensi che lavorare da solo sia un aspetto essenziale per realizzare esattamente la tua idea?

Lavorando da solo sento un po’ la solitudine talvolta, ma penso che probabilmente sia l’unico modo. Se immagino qualcosa, voglio realizzarlo da solo. Questo non lascia molto spazio per altre persone! Ma forse se avessi un team scoprirei un nuovo modo di lavorare?

Ultimamente ci stiamo abituando alle esperienze 3D on-line così come alla fisica 2D. La tua è una combinazione di 3D e fisica, con il bonus di essere tutto in vettoriale. Puoi dirci qualcosa di più specifico sul lato tecnico, a proposito di Windosill?

Proiettare i solidi come forme vettoriali permette molta flessibilità nel combinare agevolmente animazione 2D e 3D. Windosill può sembrare un unico sistema articolato, ma è in realtà un mosaico di tecniche diverse. L’utilizzo di un linguaggio visivo consistente mi aiuta a collegare i pezzi e a far sì che il tutto risulti uniforme.

C’è anche qualcosa di visivamente piacevole nelle forme piatte che rappresentano forme tridimensionali. Cerco di dare al cervello dell’utente abbastanza indizi per capire che quello che sta vedendo è una forma tridimensionale, ma senza dettagli inutili. (Non che abbia inventato niente di nuovo comunque, è qualcosa che si vede molto nell’arte del Ventesimo Secolo e anche in alcuni pittori del Rinascimento. Paolo Uccello, ad esempio, è fantasticon nel rappresentare i volumi con forme piatte.)

Hai usato qualche libreria (come Papervision, Box2d) per realizzare Windosill?

No, il codice per la parte 3D e la fisica sono interamente miei. Non mi piace usare strumenti che non capisco, e il miglior modo per capire uno strumento è costruirselo da soli.

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Feedthehead (http://www.feedthehead.net/)  è un altro fantastico esempio di ciò che chiamiamo esperienze interattive. Non sono mai riuscito a finirlo. Beh, questa non proprio una domanda, è più uno sfogo ; )

Ci riuscirai se continui a provare…

Sul tuo sito (http://vectorpark.com/)  ci sono molte bellissime esperienze interattive – alcuni elementi compaiono in più di un gioco (ad esempio le gambe). Possiamo dire che siano tutte collegate in un processo evolutivo? Quale progetto è il tuo preferito?

Certamente c’è un processo di  evoluzione al lavoro, ma non è qualcosa a cui penso intensamente. Per ogni progetto, cerco semplicemente di inventare qualcosa che penso sarebbe interessante da realizzare o da giocare. Perciò l’evoluzione non è cosciente.

È difficile dire quale sia il mio preferito, perché ogni progetto riflette il mio pensiero dell’epoca. In un certo senso il mio preferito è “Park”. È la prima cosa che ho fatto per Vectorpark – per me farlo è stata un’esplorazione e penso che sia un’esplorazione anche per l’utente. In un certo senso è il progetto più personale su Vectorpark.

Hai già qualcosa in mente per il tuo prossimo progetto (o animazione, come la definisci) interattivo?

Ho alcune idee, ma probabilmente ho bisogno di un po’ di tempo per svilupparle…

Qual’era il tuo sogno quando eri un bambino? E qual’è il tuo sogno oggi?

Buona domanda. Da bambino la cosa che preferivo era fare disegni tutto il giorno. Ancora oggi mi sembra una giornata perfetta!

Grazie infinite per il tuo tempo!

Grazie per le domande interessanti!


di Riccardo Giraldi


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3 Commenti su “I molti talenti di Mr. Patrick Smith”

  1. #1 Nicola

    Il mio commento va a ringraziamento per la segnalazione di FreeSound, davvero utile.
    E complimenti a entrambi.

  2. #2 Vectorpark | Personal Report

    [...] di antistress (o genera-stress?) Thomas. Non esiste però nessun about us, quindi vi indirizzo a questa intervista che Officina Creativa ha fatto a Patrick Smith per conoscerlo meglio. Simone | 21 [...]

  3. #3 Manu

    ME-RA-VI-GLIO-SO!!!
    complimenti a mr. smith!
    :)

    ps. lo posto a tutti i miei amici!!!

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