maggio 16th, 2009 , by Camilla Fucili
Si è da poco conclusa la settimana milanese del design, il fiatone se ne va, i piedi si sgonfiano e iniziamo pian piano a far sedimentare tutti gli stimoli da cui siamo stati bombardati durante Salone e Fuorisalone.
Se anche voi avete notato una certa attenzione ad un mondo ancora poco esplorato dal design come quello dell’amore e del sesso, sarete sicuramente curiosi di scambiare due chiacchiere con Matteo Cibic (link), classe ’83, product designer che ama farsi suggerire dai materiali stessi il prodotto che andranno a formare, che crede che ad un design di sperimentazione con la collaborazione di abili mani artigiane, che vuole emozionarci, sorprenderci e a volte farci arrossire con progetti che nascondono funzioni davvero inaspettate…
Officina ha deciso di rapirlo per voi per un’intera settimana: dal 18 al 24 maggio sarà a vostra disposizione sul nostro forum all’interno dell’iniziativa Incontra il Creativo, per fare due chiacchiere e rispondere alle vostre domande!
Quindi puntate la sveglia, scrocchiate le dita e ripassate di qui Lunedi 18 Maggio, Matteo vi aspetta su queste pagine: http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=5111.0.
*** UPDATE ***
Chi è Matteo Cibic?
Matteo Cibic è un product designer e creative problem solver, che ama inventare nuovi prodotti attraverso la collaborazione con artigiani interessati alla sperimentazione della materia e delle tecniche di produzione.
Il suo processo creativo nasce spesso dal basso,nel senso che parte dalle suggestioni della materia e dei materiali e dalla conoscenza e approfondimento dei meccanismi produttivi in atto, per ricercare nuove soluzioni tecniche e processi di lavorazione che si risolvono poi nell’ideazione di nuovi oggetti. I suoi prodotti si distinguono spesso perché nascondono funzioni inaspettate, creando un rapporto di interazione con il fruitore.
Cosa significa secondo te “buon design”?
La definizione di “buon design” è estremamente politica e morale.
Oggi viviamo in una realtà complessa, siamo circondati da incredibili contraddizioni sociali, non più ignorabili dal momento in cui internet e le comunicazioni hanno permesso il fluire libero e veloce dell’informazione.
Se l’Italia è la patria del design e Milano la sua capitale, oggi non esiste una visione di futuro in questo campo, si vede chiaramente al Salone del Mobile dove le superstar del design continuano a disegnare poltroncine, sedie e bottigliette d’acqua in PET; secondo me questa è una scelta morale e politica sbagliata.
I designer dovrebbero sentire molto più la loro responsabilità politica; con una buona progettazione del prodotto e dei processi si può modificare il modo di consumare in una società di consumo, è inutile quindi arrabbiarsi se viviamo in un mondo carico di cose inutili, inizialmente belle, al momento dell’acquisto ma poi fatte male che durano poco e senza una vera funzione.
Io sono molto giovane, e sono consapevole di essere all’interno di un sistema sbagliato, secondo me la mia generazione e le future se non verranno abusate mediaticamente come oggi avviene ulteriormente porteranno al cambiamento attuale.
Oggi è importantissimo capire i processi, solo capendo le dinamiche del commercio e della comunicazione, facendoli propri, si riesce a cambiare direzione.
I tuoi progetti della collezione Bibelot Sexuel sono apparentemente comuni oggetti per la casa che nascondono invece una duplice funzione. Qual’è il motivo di questo nascondere? Stupire, emozionare?
L’italia è il quart’ultimo paese tra i paesi industrializzati ad usare sex toys.
La casa è il posto in cui si consumano la maggior parte dei nostri momenti amorosi o privati; nonostante ciò in casa non ci sono mai oggetti che manifestano questa pratica o funzione.
Ho pensato quindi di trovare un giusto compromesso culturale.
Salone del mobile 2009: la cosa più bella e la più brutta che hai visto.
Le cose più belle che ricordo sono 3:
1. Le attività di strada organizzate da Esterni intorno al mercato ortofrutticolo a piazza XXIV Maggio, gli unici a modificare la natura chiusa negli interni milanesi.
2. Craft Punk a Fondazione Fendi, perchè ho visto designer giovani che lavoravano con la materia in modo stupefacente
3. La maglia in fibre naturali nell’esposizione Giappone alla Triennale, per crescere vegetazione su qualsiasi superficie.
Dai Domsai, cactus alloggiati in una iperspaziale tuta fatta di vetro e ceramica che avrebbe fatto la gioia di Douglas Adams, fino a le lampade Girasole, alimentate da Led e totalmente flessibili e adattabili a qualsiasi ambiente, Matteo vi aspetta, rigorosamente in pantaloni bretellati!
Nel frattempo lasciatevi incuriosire da questi oggetti per la casa e gioielli che si trasformano in oggetti ad alto tasso erotico.














































1 Commento su “Incontra il Creativo: Matteo Cibic”
#1 Pìcame | LASCIATI PìZZICARE!
maggio 19th, 2009 alle 2:14 pm
[...] l’appuntamento con la rubrica Incontra il creativo, ideata dagli amici di Officina Creativa. Dopo l’interessantissima intervista a Gipi (vedi [...]
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