febbraio 28th, 2008 , by Riccardo Giraldi

Il sorprendente Science Museum di Londra ha recentemente allestito una mostra dedicata alla
plastica e alla sua produzione, che avrete tempo di vedere per
tutto il 2008.
In fisica la plasticità è definita come la capacità di un solido di subire grandi cambiamenti irreversibili di forma in risposta alle forze applicate.
La nascita di questo materiale che ormai pigiamo, tiriamo, indossiamo e lecchiamo ogni giorno risale ad almeno 100 anni fa quando una serie di ricercatori e scienziati mischiavano, bruciavano e mischiavano ancora varie sostanze al fine di creare una materia facilmente plasmabile ma capace di mantenere una forma solida. Fu Leo Baekeland a fare quel passo in più che ha scatenato l’evoluzione e lo sviluppo di quella che oggi conosciamo come plastica, inizialmente chiamata Bakelite.
La mostra ripercorre l’evoluzione della plastica contrapponendola agli oggetti di tutti i giorni, la cui creazione é stata resa possibile grazie all’evoluzione di questo affascinante materiale e il cui design cambia e si evolve parallelamente alle proprietá del materiale stesso.
Questo splendido video é un vecchio promo della Bakelite – società fondata da Leo Baekeland. Sul finale il promo dice: “The limitless applications can be measured only by the sign for infinity.” Mitico.
Abbiate pazienza per la qualita dell’audio. I sottotitoli fanno il loro buon lavoro.

Mi affido a Design Dictonary per dare una migliore definizione di “plastica oggi” e delle sue principali categorie
La plastica è una sostanza che si ottiene dalla polimerizzazione o dalla policondensazione di varie sostanze, sia di origine organica, come le resine vegetali e la caseina, che inorganica, come il petrolio.
Esistono due categorie principali di plastica: quella termoindurente e quella termoplastica. La termoindurente, se lavorata a caldo, si indurisce permanentemente dopo aver attraversato uno stadio di temporaneo ammorbidimento. La termoplastiaca, al contrario, se sottoposta ad elevate temperature passa gradualmente dallo stato solido a quello liquido.
Dopo cinque anni di intense ricerche Baekeland riuscì finalmente a trovare le giuste condizioni: stava effettuando esperimenti con due sostanze chimiche: formaldehyde e phenol. Solo quando le combinò a più di 150°C sotto pressione e con un catalizzatore alcalino, i suoi sogni divenatarono realtà. Correva l’anno 1907.

“I know this will be an important invention.”
Baekeland’s diary, 11 July 1907
Baekeland sviluppo velocemente il materiale e disegnò il “Bakelizer“, una macchina in grado di controllare la voilenza della reazione.
La bakelite risultò ideale per l’Art Deco: le linee minimali alla base di questo stile erano anche ideali per ottenere uno stampaggio perfetto. Allo stesso modo negli anni successivi la plastica in tutte le sue varianti ha fatto valere le proprie caratteristiche inspirando nuovi prodotti.








Per concludere una chicca per gli amanti della pubblicità. Questa vecchia adv della Barbie – rigorosamente di plastica – è assai curiosa e fa da testimone a un’epoca passata. Il copy si rivolge ala mamma, più che alla figlia e recita così:
She’ll really learn from you. But Barbie Will Help.
Watch your little girl put together Barbie’s Sew-Free costume.
Dress Barbie. Styke Barbie’s Color ‘ Curl Fashion Wig.Dream of tomorrow. It’s rewarding for her – and you. No wonder millions of Mommies and little girls all over America and in 30 foreign countries share the delight of Barbie.








































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