Novembre 16th, 2006 , by Riccardo Giraldi

La Casalinga di Voghera

Abbiamo intervistato per voi Marco Marini, trasgressivo art director (ma lui non ama definirsi tale), autore de La Casalinga di Voghera blog che sta attirando molte attenzioni nella rete per il tono tagliente ed originale con cui analizza e critica le campagne pubblicitarie del momento, costatando una diffusa mancanze di idee valide nel panorama pubblicitario italiano attuale.

Ciao Marco, grazie di essere qui. La Casalinga di Voghera ha fatto molto parlare di sè negli ultimi tempi. Com’è nato il progetto?

“Il progetto La casalinga di Voghera è nato quasi per caso. Commentando con un mio amico, giorno dopo giorno, la pessima pubblicità che viene fatta in Italia mi sono solo deciso a rendere pubbliche le mie opinioni. Il nome è venuto da sè. La casalinga di Voghera è, per me, la rappresentazione del consumatore medio italiano che non vuole subire passivamente la comunicazione banale e tediante che viene prodotta in Italia ma si ribella e combatte la pochezza e la trascuratezza delle campagne pubblicitarie che è costretto a sorbirsi a tutte le ore del giorno”.

Nel tuo blog sei spesso critico verso molte campagne pubblicitarie. Quale pensi sia l’aspetto carente del panorama pubblicitario italiano?

“La pubblicità italiana è carente in tutto. Non esiste un aspetto che, preso singolarmente, ne penalizza in maniera determinante la riuscita. Ma più che gli aspetti intrinsechi della pubblicità (la formazione, il gusto, la professionalità…) mancano tutte le arti attigue che hanno sempre portato linfa e vitalità ad un settore che ha, fin da quando è nato, utilizzato forme e linguaggi presi da altri campi. Si pensi al graphic design, alla fotografia, a tutte le figure professionali che lavorano nella produzione cinematografica, all’arte contemporanea, alla musica…l’elenco non ha davvero fine. Mancando tutto ciò la pubblicità italiana ricicla in continuazione le stesse idee presentate in maniera uguale senza apportare quelle novità e quegli spunti creativi che si hanno in molte altre culture più evolute e più competitive. La pigrizia, la ciarlataggine, la pochezza dei reparti creativi fanno il resto”.

Prima di questo progetto di cosa ti sei occupato?

“In Italia ho lavorato come Copywriter. Ma, per non saper nè leggere nè scrivere, quando ero in Accademia di Comunicazione ho imparato ad utilizzare tutti i programmi di grafica e di fotoritocco che un Art Director deve saper maneggiare. E cosà, a Londra, mi sono semplicemente trasformato in Art Director. Visto anche che non padroneggiavo in maniera impeccabile la lingua inglese e, più specificamente, i modi di dire, le inflessioni dialettali, i neologismi inglesi. Tutte frecce nell’arco di un buon copywriter che allora non avevo (e che qualcuna, forse, non potrò mai avere)”.

Abbiamo chiesto a Marco di presentarci alcuni suoi lavori:

P&S German Cigarettes

PS German Adv

“P&S è un brand di sigarette molto conosciuto in Germania che ha un posizionamento hip e un po’ irriverente. Seguendo il filone degli anni precedenti abbiamo creato per il 2000 una campagna stampa che prendesse in giro la pubblicità e, in particolare, i meccanismi pubblicitari. Il soggetto da me creato prende spunto dall’utilizzo che si fa in pubblicità del prima/dopo. Lo slogan del commercial è intraducibile ma vuol dire, più o meno, tutto va con il verde”.

Fisherman’s Friend Commercial

“Il commercial Fisherman’s Friend è andato in onda in Germania. Sotto precisa richiesta del cliente abbiamo creato uno spot che desse un’immagine più fresca e giovanile delle Fisherman’s Friend mettendo al contempo in evidenza i primi momenti in cui si assapora una Fisherman’s Friend dove l’impatto con il palato è sempre duro e difficile da gestire. Quasi una lotta, per certi versi, contro la mentina. Impersonificata, in questo caso, dallo stesso Fisherman.”

Unicef Ambient Campaign

Unicef Ambient Campaing - Danger SignUnicef Ambient Campaing - Danger Sign

“L’idea era quella di dimostrare alle persone che cosa voglia dire vivere in un ambiente dove le mine antiuomo sono la quotidianeità. Abbiamo pertanto riempito uno dei più grandi parchi di Amburgo di cartelli per tutti simili a quelli presenti nei Paesi in guerra che avvertono le popolazioni locali della presenza di mine antiuomo. Questo ha generato sconcerto e interesse per le operazioni che Unicef conduce in tutti i Paesi devastati dalle guerre.”

Che ruolo hai ricoperto in questi lavori e presso quali studi li hai realizzati?

“I lavori presentati sono da me stati creati e realizzati ad Amburgo presso la Springer & Jacoby dove ho lavorato come Art Director. E’ là che, per la prima volta, ho avuto l’occasione di fare della vera comunicazione. Perchè, checchè se ne dica, in Germania il mercato è molto più competitivo e questo, va da sè, impone alle aziende di presentarsi con strategie più aggressive e meglio riuscite di quanto non avvenga oggi in Italia”.

Al momento di cosa ti occupi e quali progetti hai per il futuro?

“Adesso sono amministratore di una società che si occupa di Real Estate. Niente a che vedere con la pubblicità quindi. Ho da poco iniziato una consulenza per un’operazione di rebranding di una società italiana nel settore dell’ICT e a Gennaio partirò con il mio studio di Industrial Design.

L’idea è quella di brevettare alcuni oggetti che ho disegnato negli anni passati e poi vendere gli stessi brevetti direttamente ai produttori. Oggetti per molti versi innovativi che si discostano dalla semplice idea di abbellire un oggetto preesistente ma che, al contrario, aprono nuovi mercati con funzionalità originali e inedite”

di Riccardo Giraldi

Ringraziamo Marco Marini per l’intervista. Marco sarà ospite di Officina lunedà 20 novembre per l’iniziativa “Incontra il Creativo” in cui avrete la possibilità di parlare direttamente con lui attraverso un’apposita sezione del nostro forum. (vai all’intervista collettiva)
Vi aspettiamo!


La Casalinga di Voghera: www.lacasalingadivoghera.it

officina-creativa.net

3 Commenti su “A chiacchera con.. Marco Marini”

  1. #1 Simone

    mancano tutte le arti attigue che hanno sempre portato linfa e vitalità ad un settore che ha, fin da quando è nato, utilizzato forme e linguaggi presi da altri campi. Si pensi al graphic design, alla fotografia, a tutte le figure professionali che lavorano nella produzione cinematografica, all’arte contemporanea, alla musica l’elenco non ha davvero fine

    D’accordo con quanto racconta Marco, il nostro paese è un po’ più difficile di altri per questo tipo di cose. Ma d’altronde la colpa è quella di una cultura contemporanea che non ha saputo evolversi dal passato ed ha avuto la tendenza invece a rimanervi impantanata.

  2. #2 ELMANCO.com

    Officina Creativa chiacchera con Marco Marini

    È online l’intervista a Marco Marini, ex-copy, ex-art director e prossimo designer, nonchè autore dell’entusiasmante “La casalinga di Voghera”, uno spietato ma competente blog che analizza…

  3. #3 Alessandro

    In un paese dove la raccomandazione è d’obbligo - a tutti i livelli e a scapito del merito - perchè mai si dovrebbe produrre pubblicità di qualità?

Scrivi il tuo commento!