A chiacchera con.. Giulio Iacchetti
Dicembre 6th, 2006 - Scritto da Riccardo Giraldi
L’ospite di questa settimana è Giulio Iacchetti (sito), designer che non ha bisogno di particolari presentazioni tra gli addetti ai lavori. Autore di progetti per Caimi Brevetti, Coop, Guzzini, Krios, Nava, Mandarina Duck, e tanti altri, Giulio è ormai considerato uno dei più importanti designer della scena italiana. Nel 2001 si è aggiudicato il compasso d’oro con il progetto di “Moscardino”, una posata multiuso biodegradabile disegnata insieme a Matteo Ragni, ed oggi parte dell’esposizione permanente del design al MOMA di New York.
È stato un piacere conoscere uno dei progettisti che più ammiro da anni, e potergli porre queste domande:
Ciao Giulio, grazie di avere accettato l’invito. Spiegaci che genere di prodotti progetti
Sono un industrial designer, disegno oggetti che saranno prodotti in maniera seriale.
Mi piace lavorare su oggetti d’uso quotidiano che finora sono stati disegnati in maniera inconsapevole, in altre parole mi piace aggiungere ‘consapevolezza’ al progetto.

A quale dei tuoi progetti sei più affezionato?
A questa domanda si dovrebbe rispondere al prossimo che farò . In realtà  il progetto che mi sta più a cuore è sempre quello su cui mi sto concentrando nel presente. Tuttavia se dovessi scegliere uno dei progetti passati a cui sono più legato, direi la molletta per bucato della Coop. Un oggetto scaturito da un’iniziativa, quella di ‘Design alla Coop’, in cui ho investito molto tempo e risorse, ma da cui ho ricevuto grandi soddisfazioni che sono andate oltre l’iniziativa stessa.

‘Design alla Coop’ non è stata solo un evento legato all’affermazione del ‘design democratico’ ma è stata un’occasione per i progettisti coinvolti di conoscersi e di comunicare. Dopo avere lavorato insieme, tra alcuni di questi designer sono nate ulteriori collaborazioni.

Che cosa invece ti piacerebbe disegnare in futuro?
Una moto ed un basso elettrico. Sul basso sto ragionando da qualche tempo e spero di trovare presto un’azienda che mi dia l’opportunità  di realizzarlo.
Chi o cosa ha influenzato maggiormente il tuo lavoro?
Tante persone, tante esperienze, tante emozioni. Ma per primi mi vengono in mente mio padre e Fabrizio De André! Se invece penso più strettamente ad altri designer direi Achille Castiglioni, Bruno Munari, Paolo Ulian, Gabriele Pezzini e Marco Ferreri.
Senz’altro la passione per il lavoro che sto svolgendo mi è stata inculcata dall’esempio di mio padre: era un operaio con una famiglia numerosa da mantenere e quando tornava a casa continuava a lavorare creando con le sue mani, e con pochi mezzi, quello che serviva. Definisco mio padre un risolutore nella precarietà  . Questa modalità  è ora per me vitale, mi piace autoindurmi in un clima di precarietà  perchè laddove c’è tutto non ci può essere progetto.
Che opinione ha delle scuole italiane di design, credi che offrano una formazione adeguata al mondo del lavoro?
Ho insegnato in molte università  : lo Iuav di Venezia, lo Ied, il Politecnico di Milano, la NABA, l’Università di Palermo ed altre ancora, in Italia ed all’estero. Il punto è che le scuole sono davvero tante. Questo è un bene perchè generano interesse intorno al mondo del design, ma d’altro canto formano un numero eccessivo di progettisti. La scuola in sè è importante, ma non fondamentale: è solo un acceleratore per farti raggiungere prima il tuo limite. Da quel limite in poi, che tu sia autodidatta o laureato, la cosa non cambia.
Quale influenza ha sul tuo lavoro la diffusione delle informazioni attraverso i nuovi media?
Uso intensamente internet fin dalla sua comparsa. Con la rete il mio lavoro è migliorato 100 volte: è stata una benedizione! La posta elettronica è diventato uno strumento indispensabile che ha trasformato tutte le tempistiche e la maniera stessa di lavorare.
Amo documentarmi attraverso internet: è un’opportunità  unica per conoscere e farsi conoscere”.
Ringraziamo Giulio Iacchetti per l’intervista. Giulio sarà  ospite di Officina Creativa da lunedì 11 a domenica 17 per l’iniziativa “Incontra il Creativo” in cui avrete la possibilità  di parlare direttamente con lui attraverso un’apposita sezione del nostro forum. (vai all’intervista partecipativa)
Vi aspettiamo!
Tags: Design, designer, Giulio Iacchetti
Dicembre 7th, 2006 alle 9:09 am
[...] Da lunedì sul forum Qui il continuo!
Dicembre 7th, 2006 alle 9:10 am
Bravi! molto interessante, continuate così… lode a Iacchetti!
Dicembre 26th, 2006 alle 11:53 am
[...] La difficoltà nel risolvere un problema esistente non sta tanto nel trovarne una soluzione, quanto più nel risolverlo utilizzando le limitate risorse che si hanno a disposizione. In un’intervista Giulio Iacchetti ha recentemente sostenuto che “laddove c’è tutto non ci può essere progetto”. È infatti in ambienti in cui vi sono forti disagi e una grave mancanza di risorse il Social Design può farsi sentire, è qui che l’ingegno e la creatività delle persone, possono fare veramente la differenza. [...]