Giugno 19th, 2007 , by Letizia Tasselli

Questa settimana Officina Creativa è lieta di presentarvi Paolo Aldighieri, in arte eriadan (link), autore di uno degli strip blog più attivi e popolari che circolino in rete.
Leggere eriadan è come prendere un bel caffè forte, di quelli che riescono a far iniziare a carburare qualsiasi giornata.
Forse è semplicemente la sottile ironia, di quelle senza pregiudizi di sorta, a far si che diventino un appuntamento irrinunciabile.
Oppure probabilmente la matita, così leggera, che le rende così nostalgiche e fa sì che ogni giorno si crei un mondo parallelo, fatto di quotidianità.
O ancora..
Aspettiamo i vostri commenti, le vostre domande e tutti i vostri caffè mattutini.
Ciao Eriadan! Grazie per aver accettato il nostro invito. Com’è nato Eriadan e l’idea di pubblicare le tue strisce su internet?
Mumble, ah, prima una piccola correzione, eriadan si scrive con la e minuscola. Un vezzo risalente alla nascita del nome ed alle particolaritè che il tizio che lo portava aveva; eriadan era, infatti, un personaggio non giocante di una mia ambientazione che usavo quando giocavo coi miei amici ai giochi di ruolo.
L’idea di pubblicare strisce su internet nacque frequentando un Newsgroup, quello di giochi di ruolo, per l’appunto. In quel contesto si cominciava a parlare di blog e tanti altri frequentatori di questo forum antesignano dicevano di essersene aperti uno. Da buon pecorone qual sono non ho potuto esimermi anch’io dall’impresa. La scelta di farne un blog a strip è nata da due necessità: la prima è che non so scrivere bene o, almeno, bene come mi piacerebbe saper scrivere; la seconda è che da tempo cercavo un buon modo per allenare la mia matita. Quale metodo migliore che "costringersi" a realizzare una vignetta al giorno per affinare il disegno? Da sempre considero che il saper disegnare bene non sia una questione di dote ma di tanto allenamento, costanza e spirito critico. Una strip al giorno mi avrebbe permesso di fare tutto questo cimentandomi con un mezzo espressivo che ho sempre adorato: il fumetto.
Pubblicando le tue strisce sul blog hai un contatto diretto con i tuoi lettori. I feedback che ricevi in tempo - quasi - reale ti sono tornati utili nell’evoluzione dei tuoi lavori?
Uh, mi sono tornati utili per capire quanto quello che volevo fosse capito dalla striscia venisse effettivamente recepito. Molte volte ero convinto che una vignetta fosse cristallina ed invece si rivelava incomprensibile ai più. Questo riscontro diretto mi ha insegnato a rivolgermi alle mie strisce chiedendomi "ma questa qui effettivamente chi la capisce?" E’ un approccio che, molte volte, tendevo a non considerare molto ed è sbagliatissimo in quanto, prima che un bel disegno, il fumetto esige la chiarezza del messaggio, senza quella si può essere anche dei "leonardo da vinci" nella resa grafica ma il fumetto avrà poco valore.

Perchè hai deciso di lavorare principalmente con la matita? Il tuo stile mi ricorda molto tutti quegli autori della linea chiara francese, da Hergè a Franquin, che riuscivano con un tratto pulito e immediato a comunicare a 360 gradi.
Necessità, e di necessità si fa virtù. Purtroppo il tempo che posso dedicare al disegno è giornalmente poco. Al tempo studiavo ingegneria ed ora lavoro. Non che non mi piacerebbe imparare altre tecniche ma, al tempo, la matita mi offriva immediatezza, velocità ed un tipo di segno un po’ sporco ed evanescente che si avvicina di più a come sono.
Usi la tavoletta grafica, oppure ti limiti solo a fare qualche ritocco successivo in digitale?
Vada per la Due, i ritocchi "simil-acquerello" li faccio tutti al PC.
La tavoletta grafica e i programmi al PC però sono utilissimi in quanto io la strip non la faccio già fatta e finita su carta. Su carta ci sono solo i disegni a matita messi alla rinfusa, anche non necessariamente collocati nella maniera giusta. Più volte mi capita di ottimizzare gli spazi e fare un disegno su un angolo del foglio. Il fatto è che amo disegnare sui Fabriano F4 lisci ma, effettivamente, questi fogli costicchiano e, da buon ingegnere spilorcio qual sono, vedo di non sprecare nemmeno un cm2 a disposizione. Al pc, poi, assemblo la strip aggiungendo testi, baloon e gabbie ed infine ritocco ed aggiungo ombreggiature simil-acquerellose con la tavoletta grafica.
L’organizzazione della striscia è molto libera, assolutamente al di fuori della griglia bonelliana che da sempre influenza il fumetto italiano. Scelta casuale oppure un desiderio di andare oltre il confine netto della vignetta e delle regole?
Oh oh oh… che domandona.
Dunque, a me la striscia non piace nella griglia, questo perchè la griglia scandisce il tempo. Io, invece, preferisco vedere la striscia come "flusso" continuo. In questo modo posso gestire molto meglio i tempi mettendone da 1 a infiniti. L’abbandono della gabbia classica, poi, permette anche di giocare con essa rendendola parte più integrante del messaggio che dovrebbe esprimere la strip. Facendo strisce da ormai tre anni mi sono accorto di come questo mezzo sia un’autentica miniera d’oro per veicolare informazioni. Giocando sulle espressioni dei personaggi, sull’inserimento di colori, sulla forma dei baloon, sulla forma delle gabbie, sul mescolamento di varie tecniche (fotografia, patchwork, matita e via dicendo) è teoricamente possibile racchiudere in un rettangolo di carta un sacco di cose. Se decidessi di seguire lo schema classico mi verrebbero precluse un sacco di opportunità.

Che rapporto hai con i tuoi personaggi? Personalmente amo molto Chiarafalce per la caratterizzazione che hai deciso di dargli e per il fascino indiscusso che emana a ogni sua comparsa.
Sinceramente non so che razza di rapporto ho con la cricca di personaggi fantastici che mi sono inventato. Il più delle volte "assisto" alle loro loro vicende. S’è come costruito uno schema mentale che traduce i pensieri che faccio in queste situazioni "psichiche".
Ma è ancora possibile essere creativi in Italia? La libertà di espressione tanto professata da tutti esiste o no? Non parlo solo del mondo del fumetto, ma anche di quello della pubblicità. Rispetto a altre realtà europee e non, in Italia sembra che non si riesca a osare.
A questa domanda confesso di non avere risposta e, probabilmente, di non essere in grado di rispondere. Immagino però come spesso la creatività venga piegata e limata da esigenze di mercato e da "Babbei" che s’inventano "creativi" solo perchè sono in una posizione decisionale che permette loro di mettere le zampacce sul lavoro di chi creativo lo è davvero. Purtroppo penso che in italia ci sia troppa poca umiltà e troppe persone che, anzichè dare fiducia al lavoro dell’estro e a pensare che ognuno deve fare il lavoro che gli riesce meglio, si sentono in diritto-dovere di intervenire e riadattare, secondo i loro gusti, l’operato di altri. Ma questa è una mia sensazione a pelle non suffragata da esperienze concrete.

L’editoria italiana dà ancora spazio a chi vuole entrarci da fumettista/illustratore? Che consigli daresti a chi volesse provare a seguire la tua stessa strada?
Uh, purtroppo anche a questa domanda non so che dire. Io sono un caso a parte in quanto avevo relegato nel cassetto da dimenticare qualsiasi velleità nel campo fumettistico. Ero un Wannabe alla fine delle superiori ma mi rendevo conto di essere troppo mediocre per avere chanche di "affermarmi" in quel campo. Per questo ho deciso di cambiare completamente dandomi all’ingegneria. Se son qui a fare questa intervista è stato per puro caso. Non c’era una volontà di diventare un fumettista arcinoto aprendo quel blog, l’idea era solo di aprire un blog a strisce per tenere in allenamento la matita. Quello che è venuto dopo sinceramente stupisce per primo me. Quindi non so che consigli dare agli aspiranti fumettisti e illustratori per seguire la mia strada in quanto io su questa mi ci son ritrovato per caso. Un consiglio però lo do, anzi, due: essere costante nel continuare a disegnare con l’intento di migliorarsi ed essere il primo e più feroce critico dei propri lavori.
I tuoi webcomic sono successivamente confluiti in raccolte cartacee.
Pensi che il digitale porti a una spersonalizzazione oppure sia un modo per uscire dalla massa e cercare di farsi conoscere dal pubblico?
Mah, sinceramente nessuna delle due ipotesi. Tanto più che ormai la rete è talmente densa che diventa problematico anche a chi ha le doti di emergere. Io sono stato anche fortunato iniziando per primo ad avere uno strip blog quando il fenomeno blog era ancora agli inizi e quindi ho potuto godere di un tamtam maggiore. Secondo me occorre mettersi, di fronte al web comic, con un’altra prospettiva ovvero imparare a considerarlo non un succedaneo della carta ma qualche cosa d’altro. Prima o poi il fumetto digitale si affrancherà da quello cartaceo e, senza soppiantarlo, troverà il modo di crearsi un espressività tutta sua per cui il tornare su carta non avrebbe più senso. Se solo avessi il tempo per imparare ad usare decentemente flash ho in mente una serie infinita di idee su come giocare ancora con le strip.

Che critica faresti a te stesso?
Il fatto di non riuscire a spaziare in più stili, a non riuscire a costruire delle immagini credibili per fumetti che non debbano essere umoristici. Il fatto di avere ancora una capacità di colorare mediocre. Il fatto che ancora non riesco a costruire decentemente l’ambiente attorno ai vari personaggi. Il fatto di avere ancora problemi col panneggio, il fatto di ripromettermi di imparare ad usare flash e puntualmente trovare una scusa per non farlo, il fatto di voler mettere mano a troppe cose ed avere piene le scatole a portarne avanti decentemente una… andrei avanti per ore, facciamo che la smetto qui.
Ringraziamo eriadan per la sua disponibilità nonostante i tanti impegni. E per le Sante Pazienze, ChiaraFalce, le Parche e tutti i personaggi che popolano i suoi disegni e che ci permettono ogni giorno di poter lanciare uno sguardo in un mondo distante e allo stesso tempo così simile al nostro.
www.eriadan.it





















2 Commenti su “A Chiacchiera con.. eriadan”
#1 Seth
Giugno 26th, 2007 alle 2:37 pm
Complimenti!!!
Le atmosfere, il tratto, l’uso del colore… molti (tanti) avrebbero un sacco di cose da imparare!
A.
#2 petya savova
Luglio 16th, 2007 alle 1:13 pm
GREAT WORKS!RESPECT!LOVE THE SOFTNESS OF THE COLORS,THE LINE,LIGHT COMPOSITIONS AND STILE!
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