Accetti il Consiglio?
Giugno 28th, 2007 - Scritto da Riccardo Giraldi
In data 20/06/07 alle 16:36 ho ricevuto un fax di 5 pagine da un mittente assolutamente imprevisto: il “Ministero per i beni e le attività culturali”!
Alla sorpresa iniziale dovuta al mittente è seguita quella relativa al mezzo: un fax? Nel 2007? In ogni caso, la notizia era già stata anticipata tramite ANSA:
(ANSA)-MILANO, 1 GIU- Il vicepremier e ministro dei Beni culturali Rutelli ha annunciato l’istituzione di un ‘Consiglio italiano del Design’. Il Consiglio si insedierà il 20 giugno e sarà formato da 25 membri. Lo ha annunciato il ministro Rutelli che a Milano ha visitato la Triennale. “Sarà un organo consultivo del ministro - ha spiegato Rutelli, sottolineando la collaborazione con Bersani - avrà obiettivi ambiziosi per far conoscere una realtà che fa la ricchezza del nostro Paese”.
Ma tempi e numeri non corrispondevano:
(Apcom)- MILANO, 20 GIU- Ci sarà anche un Piano per “rifare completamente” la segnaletica turistica italiana tra gli obiettivi del Consiglio italiano di design, che si è insediato oggi a Milano. Lo ha annunciato il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, al termine delle prima riunione del Consiglio, che si è tenuta a Palazzo Litta. Nel Consiglio, il cui direttore scientifico è il giovane Giuliano Da Empoli, siedono “i principali protagonisti della creatività italiana”, ha spiegato il ministro. “Il design italiano è una ricchezza della nostra industria - ha detto Rutelli - e oggi noi abbiamo riunito i rappresentanti dei più grandi designer, progettisti, creativi, imprenditori. L’istituzione del Consiglio del design è un impegno nazionale perchè l’Italia migliori anche nella sua produzione pubblica. La segnaletica delle nostre città è brutta, nelle scuole, nelle stazioni, negli ospedali siamo molto più indietro di tanti altri Paesi. Possiamo migliorare, abbiamo le intelligenze e le capacità per farlo e penso che un po’ di creatività possa essere utile. E poi non è detto che un design più bello costi di più”. La seconda riunione del Consiglio è stata fissata per il prossimo 3 ottobre.
Inoltre questo articolo è stato messo in rete alle 15:07 e quindi io mi chiedo chi mai fosse presente a questo “epocale” incontro. Ho anche saputo che all’elaborazione degli obiettivi del Consiglio hanno contribuito ADI e Fondazione ADI per il Design Italiano, che sul loro sito, in data 25/06/07 pubblicano la notizia:
Prima riunione, il 20 giugno a Milano, del Consiglio italiano del design, destinato a fornire consulenza al ministro per i Beni e le Attività culturali in materia di disegno industriale. È composto da 53 figure dei spicco del mondo del disegno industriale, tra cui, con i presidenti di ADI e Fondazione ADI per il Design Italiano, Carlo Forcolini e Maurizio Morgantini, designer e architetti di varie generazioni come Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Alessandro Mendini, Stefano Boeri, Antonio Citterio, Italo Lupi, Giorgetto Giugiaro, Carlo Ratti, Fabio Novembre, Ilaria Marelli. Lo schieramento è completato da critici, sociologi e organizzatori culturali (Gillo Dorfles; Aldo Bonomi; Davide Rampello, presidente della Triennale; Beniamino Saibene, cofondatore di Esterni) e da imprenditori del design (Giulio Cappellini, Ernesto Gismondi). Il CID è diretto da Giuliano Da Empoli, sociologo della cultura e delle comunicazioni, editore e consulente del ministro per i Beni e le Attività culturali, già direttore dell’Archivio del contemporaneo della Biennale di Venezia. Insieme con lui, in qualità di coordinatrice dei lavori, Cynthia Orlandi, dirigente pubblico e presidente dell’associazione D52. Tra i primi compiti del CID la costituzione di una commissione che individui i temi del settore su cui è più opportuno un intervento legislativo. Prossima riunione in autunno.
Ricapitolando: confrontate l’ora di arrivo del fax, con l’ora della messa in rete dell’articolo di commento di Apcom. Se hanno usato le stesse procedure anche con gli altri, il nostro Ministro se l’è cantata e suonata da solo. Dicendo peraltro cose indimenticabili: “La segnaletica delle nostre città è brutta, nelle scuole, nelle stazioni, negli ospedali siamo molto più indietro di tanti altri Paesi. Possiamo migliorare, abbiamo le intelligenze e le capacità per farlo e penso che un po’ di creatività possa essere utile. E poi non è detto che un design più bello costi di più…
Le priorità nella vita sono tutto, e si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera…

















Giugno 28th, 2007 alle 10:43 am
non so se farmi una risata, o piangere su quanto appena letto!!!
Giugno 28th, 2007 alle 3:05 pm
Come al solito, di design in Italia si parla, nel resto del mondo si fa! Niente mi stupisce più! Cari eletti nel consiglio, non avete consultato la vostra sfera di cristallo (quasi antica come il fax) la mattina del 20 giugno?
Del resto posso testimoniare di aver partecipato più di un anno fa, quale direttore di una scuola che conta 27 anni di vita a Milano, alla giuria per la scelta di un logo per Milano, sotto l’allora responsabile dei beni culturali di Milano Stefano Zecchi. Che fine ha fatto il progetto vincitore da tutti giudicato molto interessante? Vi risulta che sia apparso in qualche modo?
Intanto, anche questa volta, sono stati fatti nomi di prestigio (nominati mi sembra senza preavviso) e, forse, tanto basta al politico per pavoneggiarsi, ahimè!
Giugno 28th, 2007 alle 3:42 pm
Siamo alle solite, in Italia succedono sempre le stesse cose, mostre in luoghi deputati alla cultura e alla promozione del design che sono pre-pagate e o sponsorizzate, tipo affitta-camere ( vedi Triennale ) incarichi da consulente per il Comune di Milano retribuiti a 2.500,00 euro a seduta come gettone di presenza, incarichi e visibilità sempre e comunque solo per pochi eletti.
Sono sempre più sconcertato e deluso dalla situazione che non è solo di oggi, ma ha una sua storia atavica, e le nostre associazioni di categoria, anzichè porsi come garante, e rimanere organo super partes tante volte sono coinvolte in logiche che non capisco.
Per la scelta delle delle persone e dei colleghi, non voglio esprimermi e giudicare, richiamo però tutti ad un senso di più responsabilità ed etica della nostra professione nell’accettare o meno questo tipo di incarichi, che sono per la maggior parte delle volte delle grandi reclame per i politici e per gli amici dei politici, e poco si ha a che fare con la vera cultura del progetto.
Roberto Marcatti
Giugno 28th, 2007 alle 4:41 pm
Mi sembra si tratti di una ennesima scatola vuota, ma questo non mi stupisce. Evidentemente banalità e inutilità sono urgenti priorità.
Giugno 28th, 2007 alle 5:43 pm
gioia, stupore, delusione, tristezza
Notizia in 4 atti
Gioia..Lunedì 25 leggevo in aereo questa Ansa e pensavo dai che questa volta Rutelli dopo la fantastica cappella del marchio IT (creato per rappresentare l’italia nel mondo e realizzato da un’agenzia americana) si è reso conto che esiste il design nel bel paese.
Stupore..Il giorno successivo apprendevo dal sito Adi i nomi della lista completa, non entro nel merito della scelta, ma quanto meno sul numero, o sul tipo di rappresentazione che si volesse dare del design.
Delusione..Per mancanza di tempo non continuavo nel merito del tema del primo incontro “LA SEGNALETICA” rileggo con calma la segnaletica di strade ospedali e uffici pubblici, quindi sistema design=orientamento!!!!!!!.
Ok Rutelli va bene non avere le idee chiare ma almeno farsi consigliare da qualcuno. Perchè non fare un altra lista con tutti i nomi migliori della moda così rifacciamo anche le divise dei carabinieri e ci siamo tolti il pensiero..
Tristezza.. Oggi trovo questo post.. Senza parole.. L’unico motivo che sembra avere spinto Rutelli a farlo sembtra essere la necessità di fare un comunicato stampa e raccatare qualche voto e l’appoggio di qualche industriale del mondo del design…..
Ma ora mi chiedo ma all’incontro che si è presentato?
Quale impegno può venire dagli Advisor data la serietà dell’iniziativa..
Grazie Fabio che hai reso pubblico questo ennesimo nulla.
designdell’operazione
Giugno 28th, 2007 alle 7:43 pm
Sembra il solito stratagemma con cui i politici italiani si procurano visibilità sui media vendendo aria fritta… magari la rassegna stampa di Rutelli era un po’ esigua e questa è stata la sua trovata per rimpinguarla un po’.
Quanto meno, e in questo bisogna dargli credito che è coerente, è stato un atteggiamento creativo pensare ad una nicchia di mercato che finora non si era filato nessuno.
Avevo letto la notizia su design-italia (www.design-italia.it/italiano/dettaglio.htm?tipo=news&idx=864) e mi ero stupito che (1) non se ne fosse saputo niente di un evento così “epocale”, se non a fatto già avvenuto, e (2) che la seconda riunione fosse stata programmata per il primo ottobre (quindi dopo quasi quattro mesi). Un tempismo perfetto, non c’è che dire, di questo passo vedremo sicuramente dei risultati prima della fine della legislatura :D
Giugno 29th, 2007 alle 12:26 am
[...] il link: “accetti il consiglio?” Fabio Novembre per Officina Creativa [...]
Giugno 29th, 2007 alle 1:05 am
Senza parole.
Dopo quanto letto, direi che le cose si commentano da sole.
Bah
Giugno 29th, 2007 alle 8:06 am
[...] Dovete assolutamente leggere l’articolo che l’architetto e designer Fabio Novembre ha scritto sul blog di Officina Creativa in merito alla sua esperienza (diretta) con il neonato Consiglio Italiano del Design. Scritto da Simone il 29 Giugno, 2007 Tags: design [...]
Giugno 29th, 2007 alle 9:25 am
avessimo il coraggio di contarci sul serio, non come in triennale…….
Giugno 29th, 2007 alle 9:32 am
Devo dire, ho letto molto velocemente.
ma la cosa che ho fatto attentamente, come credo più o meno tutti quelli che si occupano e “preoccupano” di design, è stato leggere l’elenco di questi consulenti non retribuiti (altro punto sul quale ho soffermato l’attenzione: escluso gettone di presenza).
Il fax penoso, i metodi antichissimi, il giro del fumo sempre il solito.
Poi mi sono fatto un brevissimo film, su alcuni possibili incontri scontri tra questi noti e meno noti protagonisti. molte le persone che stimo.
poi ho pensato… che bello vedere il film e non dover fare la comparsa!
Buon lavoro.
Giugno 29th, 2007 alle 9:43 am
[...] Ovviamente però, visto che siamo tutti italiani, è già partita la corsa al doveroso lamentio italico: e qua non funziona nulla, e chissà cosa combineranno al Ministero, e sicuramente sarà l’ultima stupidata di questo governo, e figurati se in Italia ne facciamo una giusta, e questi mi mandano il fax all’ultimo per avvisarmi che ne faccio parte.. Dai perfavore. Fabio Novembre uno degli invitati alla partecipazione al Consiglio sboccia con un articolo su Officina Creativa che giudicare ridicolo è poco: lo invitano ad un’iniziativa lodevole di cui l’Italia ha disperato bisogno e lui mi esce con un articolone su come l’hanno invitato all’ultimo momento e con un fax (e con cosa altrimenti Fabio? vuoi che ti invitino via email? cos’è scherzi?) invece di rallegrarsi di poter partecipare e fare gli auguri pubblici all’iniziativa. Assurdo. [...]
Giugno 29th, 2007 alle 10:23 am
Non so come mai….forse in condizioni di normalità, la cosa avrebbe dovuto indignarmi pesantemente…..invece oramai quasi come un automatismo si mette in moto l’ istinto di autoconservazione (all’italiana) che mi evita di scaldarmi e ribollire dalla rabbia, e grazie al quale non mi stupisco più di nulla , e certe notizie che in un qualsiasi altro paese avrebbero fatto gridare allo scandalo mi scivolano sopra con rassegnazione… riusciremo a sopravvivere al degenero totale dei nostri dipendenti politici????
Giugno 29th, 2007 alle 10:38 am
Leggendo l’intervento “siamo tutti italiani” sembrerebbe che la nostra italianità si manifesta solo nell’essere infantilmente riottosi a qualsivoglia intervento pubblico,ed a ridurre a questioni private (il fax, le modalità di invito, la gestione dell’informazione attorno a questo episodio) un’iniziativa che parte dal Ministero. Dobbiamo dunque rallegrarci, come ci viene suggerito, per questa iniziativa del Ministro? No per niente. Non siamo dispregiativamente ” i soliti italiani” solo perchè una persona dissente da un’inziativa maldestra del Ministro (motivandola punto per punto, senza ricorrere a qualunquismi e luoghi comuni), direi che siamo “i soliti italiani” quando accettiamo supinamente ciò che ci viene servito, quando, chiamati dal Ministro, scatta il signorsì senza verificare se siamo idonei per quell’incarico, e se sussistono le condizioni per fare e fare bene…
Giugno 29th, 2007 alle 11:03 am
Vabbe’ un altra cagata italiana, giusto per mangiare soldi in qualche altro settore, quanti e chi sta volta mangiera’?
“Ovviamente però, visto che siamo tutti italiani, è già partita la corsa al doveroso lamentio italico” OVVIO dove ti giri c’e’ merda in qualsiasi campo… ormai e’ un vortice innarestabile, unico rimedio, sommossa popolare cacciare tutti i parlamentari, tornare all’eta della pietra e’ provare a ricominciare da capo, dopo di che possiamo parlare di design…
Giugno 29th, 2007 alle 11:11 am
mah perpiacere….perchè per una volta non la smettiamo anche noi di fare gli “italiani”, di giudicare prima di vedere, di voler scegliere la formazione al posto dell’allenatore, di dire ai politici “vai a lavorare” ????
se chi sta al potere si comporta con tale arroganza e superficialità è solo perchè rispecchia fedelmente la mentalità del paese. punto.
per una volta, NOI DALLE AMPIE VEDUTE, NOI PALADINI DELLA CULTURA, stiamo semplicemente a guardare…
altro che fax!!! io sarei orgoglioso di rappresentare la mia professione (e tutti i “piccoli” che ci stanno dentro) nelle istituzioni. se qualcuno non è contento si faccia da parte…
PS:per una volta che Rutelli ha avuto una buona idea……..
Giugno 29th, 2007 alle 11:21 am
Ho scritto per tre volte e per tre volte ho cancellato un intervento in questo forum. Perchè penso che se si sente puzza di marcio, se c’ì uno pallido in volto e se c’ì intorno gente triste di solito ì morto qualcuno. Non riesco a trovare interessante questa infelice iniziativa del Consiglio. E, visto che non ì interessante, forse non merita nemmeno un polverone. Appoggio Fabio pienamente nel suo disgustato disorientamento. Tutti ci siam trovati a cercare su google chi fosse Giuliano da Empoli, non un condottiero con statua equestre, ma un perfetto neofita (eufemisticamente) di questo mondo. Questa cosa a me e ad altri ha fatto pensare all’aiutino dello stato alla FIAT quando va male. Tipo assistenzialismo drammaticamente anticontemporaneo. E come tutti gli assistenzialismi il canovaccio ì stabilito: si inizia con lo stato che promuove il design, poi si scoprirà che erano le associazioni di categoria a promuovere se stesse presso lo stato, per finire con un finale già ampiamente sperimentato in cui lo stato ridiventa il solito pingue committente che stilla un sudore dorato che per molti ì l’unica linfa. A me questa cosa non interessa e su questo voglio essere chiaro. Io il Consiglio della Saudade lo rispedisco al mittente. I miei genitori mi hanno insegnato che in questi casi si dice con massima educazione: “Grazie, no”.
Giugno 29th, 2007 alle 11:21 am
La storia siamo noi, nessuno si sente offeso;
siamo noi questo prato di foglie sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si sente
escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono: “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”
ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa quando viene la sera;
Però la storia non si ferma davvero davanti a un
portone
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi siamo noi
che scriviamo le lettere
siamo noi che abbiamo tutto da vincere
o tutto da perdere.
E poi la gente (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
che sanno benissimo cosa fare:
quelli che hanno letto un milione di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare;
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo
la storia non ha nascondigli, la storia non passa la
mano,
la storia siamo noi,
siamo noi questo piatto di grano.
Giugno 29th, 2007 alle 11:26 am
Che la politica voglia un consiglio mi sembra lodevole. Per lo meno riconosce di avere lacune in merito e di interessarsi a questo settore culturale e produttivo.
Il problema è che le lacune sono altre. Infatti immancabilmente le buone intenzioni politiche in italia finiscono per nascere svuotate di ogni credibilità, serietà e rispetto.
La denuncia delle modalità in quale è avvenuto la nascita di questo consiglio, descritte su questo blob sono assolutamente legittime! Anzi un dovere civico per chi lo ha fatto!!
Proprio perchè sia cultura che politica non sono fatti di vernice sulle unghie, e per deontologia e rispetto verso il proprio ruolo culturale sarei felice di vedere i membri del consiglio rifiutare garbatamente l’incarico prestigioso per permettere la sua nascita con modalità e contenuti degni del suo ruolo.
So che sembra un po credere a baboo natale!…
Leggo un commento di stamattina ’siamo tutti italiani’, che trovo corragioso nel sottolineare le buone intenzione del ministero etc… Ma perchè diavolo non è firmato!!!
Prima di una ‘politica culturale’ valida all’Italia serve ‘cultura politica’, cioe inanzitutto rispetto della politica e delle proprie opinioni!
Auguri al consiglio
Giugno 29th, 2007 alle 11:37 am
Salve Emmanuel,
a proposito dell commento lasciato a nome “Siamo tutti Italiani” si tratta di un pingback, cioè la segnalazione che un altro sito ha scritto riferendosi a questo articolo.
Nello specifico si tratta di un articolo a nostro avviso di poco gusto firmato Antonio Moro apparso su designerblog: http://www.designerblog.it/post/1280/siamo-tutti-italiani/
Giugno 29th, 2007 alle 12:59 pm
la segnaletica stradale?
che stronzata.
ci vorrebbe una commissione fatta da gente giovane e con i controcoglioni, che ha fame ed energia da vendere, che c’è il mondo da ri- conquistare
br
Giugno 29th, 2007 alle 1:42 pm
grazie dell’info
in ogni caso pur rimanendo bendisposto sull’iniziativa in se…mi chiedo perchè c’è bisogno di 53/57 consiglieri. Forse meno teste ma più dedicate e responsabile, pure con un gettone (perchè no) non sarebbe cosi male per partire con più credibilità.
O forse il consiglio spera proprio nello smalto per ottenere credibilità?
Giugno 29th, 2007 alle 2:21 pm
Ricapitolando chi è andato a questo Consiglio??E cosa ne è venuto fuori DAVVERO??Non ci voglio credere che tutto il TALENTO italiano si riduca a insegne e frecce del senso unico!!
Giugno 29th, 2007 alle 3:07 pm
Aiuto!!!!
Giugno 29th, 2007 alle 3:56 pm
Non saprei, quando si cominciò a parlare dell’iniziativa la trovai una buona cosa… perchè se è vero che si rischia spesso di buttar soldi a parlare e poi non fare, è anche vero che una presa di coscienza istituzionale, un tentativo di estendere al pubblico ciò che nel privato rappresenta un settore di eccellenza mi sono parse subito delle buone cose….lavorare per lo Stato non deve (forse meglio dovrebbe) far sospettare all’impiguimento di qualcuno a scapito di qualcun altro….
Alla luce di questo articolo e della lista dei nomi pubblicati mi trovo un po’ in imbarazzo per aver creduto che i nostri quasi-rappresentanti avessero la possibilità di iniziare e portare a termine una buona iniziativa….
le modalità con cui si è svolta sono state piuttosto macchinose….e leggere la lista di oltre 50 persone, tutte illustri peraltro, mi è parsa un po’ una non-scelta più che un preciso intento….scegliere tutti equivale a non sceglier niente, a non avere un minimo di programma e di intenti, se non le tre o quattro minime e superflue cose presentate nel fax….
Per rispondere al contro-articolo di Antonio Moro, non è da italioti criticare un’iniziativa che, importante negli intenti, si annuncia disastrata fina dalla nascita….perchè non basta l’idea per dire “sì va bene”, ma bisogna anche vedere come svilupparla…
Il ministero è, generalmente, sordo a certe critiche e consigli, ma se arrivassero da persone illustri, in massa, forse (come sono fiducioso!!!!) alcune cose potrebbero essere corrette in corsa, e capire se può avere un senso….
A questo punto, al di là delle problematiche sorte, è da capire se e quanto i protagonisti (in un’Italia ideale, ripulita da tresche, spot elettorali e interessi di categoria) del design possano avere interesse che vi sia una “istituzionalizzazione”, parziale, di questo mondo, lontana dal creare una sorta di corporazione (antica), con finalità di diffusione collettiva, di sperimentazione e ricerca realmente finanziata……o se già gli istituti di formazione, statali e non, adempiano a questa funziona in modo indipendente, con una rete non vincolata tra di loro…
o se proprio un intervento deciso del pubblico sia controproducente, ingabbiando un sistema che ha fatto del privato la sua forza, la sua energia produttiva e privandolo in misura variabile di una certa verve…
Giugno 29th, 2007 alle 4:05 pm
Egr. Sig. Moro (rif. Siamo tutti italiani),
sono felice per il suo entusiasmo ma mi dispiace che lei confonda la divulgazione con il disfattismo. Lei ha potuto pubblicare una lista completa dei nomi grazie al fax che ho messo in rete. Chiarire le modalità e sottolineare gli obiettivi erano lo scopo della mia azione, poi ciascuno trae conclusioni secondo la propria sensibilità.
Cordiali saluti
Fabio Novembre
Giugno 29th, 2007 alle 4:54 pm
Sono sorpresa di questa tempesta in un bicchier d’acqua. Esagerata! Tutte queste preoccupazioni, tutti questi sospetti, tutte queste illazioni.
Prima di scatenare un dibattito via mail, cerchiamo di capire. e se non siamo in grado di capire, informiamoci alla fonte.
Siamo tutti italiani. Siamo tutti diffidenti. Siamo tutti dei “maestri”. Siamo tutti pronti a criticare. Facciamo processi alle intenzioni. La politica si accorge che il design conta qualcosa e decide di rifare il look della segnaletica? Perchè no? Che comincino da quello. Poi - con i suggerimenti dei buoni maestri del design - provvederanno ad altro. O forse no. Un’imperdonabile ingenuità! Una mancanza di riguardo nei confronti del “Design”? Un’iniziativa deplorevole? Come osano questi politici di Roma prendere un’iniziativa del genere?
Intanto, fax o non fax, un messaggio è stato mandato. Poi siamo in Italia e cosa succede? Che - dopo il primo fremito di stupore - invece di cercare di capire, ci si indigna. Invece di rallegrarsi, si resta addirittura delusi, tristi! Si grida allo scandalo, si grida “al lupo al lupo”. Qui c’è puzza di interessi.
Ma chi ci crediamo di essere?
Siamo tutti italiani, appunto. Per favore, non toccateci il Design.
Giugno 29th, 2007 alle 4:59 pm
P.S.
Comunque per me quel fax è una bufala!
Giugno 29th, 2007 alle 5:41 pm
@alessandra burigana
Io personalmente non mi sono indiginata, nè la considero un’iniziativa deplorevole. Come community abbiamo deciso di diffondere la notizia a titolo INFORMATIVO visto che ci sembrava che non se ne fosse parlato a sufficienza. Parto diffidente? Forse sì, i motivi credo di averli, ma non credo di essere una disfattista rimanendo un po’ diffidente. Semplicemente mi interesso di quello che succede in Italia. Non è detto che andrà tutto male, ma non è detto nemmeno che andrà tutto bene.
Stiamo tutti attendendo ulteriori sviluppi… Le potenzialità per fare qualcosa di buono ci sarebbero… Vediamo se riescono a sfruttarle…
Giugno 29th, 2007 alle 9:33 pm
mi consola vedere che non sono il solo ad aver provato un senso di disgusto nel leggere i dettagli di questa ‘fantastica’ iniziativa di promozione del design.
colleghi che stimo moltissimo hanno scritto commenti che condivido (parlo di Iachetti,Novembre,Robino e Tartaro). Forse perchè siamo tutti consapevoli che questi interventi improvvisati sono pericolosi e chi lavora seriamente e crede profondamente in questo mestiere sa che non deve temere i colleghi designer seri ma quelli improvvisati che nascono da un giorno all’altro o quelle sanguisughe che si riciclano continuamente come esperti settoriali (alcuni sono sulla lista del fax in oggetto). Sono ridicoli quelli che continuano a pensare ad uno Stato assistenzialista che si mette a promuoverli e che subito si scaglia con chi muove dubbi e critiche lecite e coraggiose.
Io non ho tanta voglia di vedere questo film, forse sono prevenuto ma il regista non gode di grande fama.
ciao a tutti
Giugno 30th, 2007 alle 11:32 am
Buongiorno a tutti cari colleghi e non….
Sono Tony Lanzillo e cosa dire…beh prendiamo con ironia anche questa notizia. L’ironia che ci contraddistingue come italiani ….e che spesso insieme a una moltitudine di ingredienti ci fa piacere e stimare all’estero senza dimenticare che a volte non ci farebbe male esser consapevoli del nostro valore.
Scusate il dilungarmi….ma mi son fatto prender…. ;)
Direi seriamente ma soprattutto in maniera provocatoria…che forse è la fortuna del DESIGN ITALIANO che la tematica della cultura del progetto, del Design non venga affrontata istituzionalmente e seriamente…figuriamoci cosa combinerebbero….:)
Buon Design a Tutti !
Giugno 30th, 2007 alle 9:22 pm
bah…
questo il vuoto e la tristezza che aleggia nella mia mente dopo aver letto articolo e commenti…
“un consiglio italiano del design”..un evento per l’ apertura di studio aperto…in caso nn si celebrasse il nuovo fidanzamento canalis-vieri.
nomi altisonanti, personaggi sconosciuti, un ministro brizzollato,molto qualunquismo, poca concretezza nessuna visione…
vivo dall esterno e dall estero questa vicenda ma non posso che supportare la forza, l unione, la determinazione ed il talento di coloro che vivono e sudano quotidianamente nel paesaggio mobile del NUOVO design italiano..
non faccio nomi…ma ci siamo capiti
Luglio 1st, 2007 alle 12:00 pm
Ciao a tutti,
questa gran levata di scudi contro l’iniziativa del ministero mi sembra ingiustificata.
Nella mentalità, e per fortuna non nelle modalità, ricorda le proteste eccessive dei tassisti contro le liberalizzazioni, o il blocco del traffico ferroviario per l’apertura di un termovalorizzatore.
Disfattismo, benaltrismo, corporativismo…. i soliti mali italiani che, come dimostrano alcune (non tutte!) le proteste in questo blog, sono ben radicati nel tessuto sociale.
Ciao,
Guido
Luglio 1st, 2007 alle 1:32 pm
Io cerco di essere positiva…
Anche se i modi per presentarla non sono stati i migliori…
e anche i giornali non ne hanno parlato molto…
Staremo a vedere…
Se nessuno fa nulla, non si costruisce niente… Questo è un segno, è un inizio…
Anche in Italia possiamo fare qualcosa di buono, e se il consiglio lavorerà bene, potrebbe essere uno strumento utile per tutti quelli che fanno la nostra professione…
ciao
Diana
Luglio 1st, 2007 alle 2:42 pm
Credo che questo sia l’ennesimo sistema
per la promozione di una qualsiasi iniziativa pseudo-culturale
per dare una poltrona a qualcuno.
Invece di incentivare il lavoro dei giovani (che ne hanno certamente un gran bisogno e che, forse, costerebbero anche qualcosina in meno allo stato)
no: loro fanno tutto da soli.
Ingaggiano i Grandi Nomi, si reclutano fra di loro.
Ma dopo le proteste del logo “.IT”, con la figuraccia fatta,
per non parlare dello SPRECO inaudito di soldi per “creare” una vera schifezza… (appunto: italia.it - il paese della qualità!!)
Ci mancava solo questa…
E quanto ci costerà mantenere questo Consiglio Italiano del Design???!!!
Perchè nessuno ha detto niente?? INFORMIAMOCI!
(PS: Direi che il problema della segnaletica stradale sia effettivamente
di FONDAMENTALE URGENZA!!!)
Luglio 1st, 2007 alle 3:29 pm
Ma poi, scusa, che senso ha il commento sarcastico sul fax nel 2007?
A parte il fatto che quasi tutte le aziende lo usano regolarmente, se ti hanno mandato la comunicazione tramite fax, vorrà dire che anche tu ne possiedi uno e che quindi non lo ritieni poi tanto antidiluviano.
E poi, a rigor di logica, se nel 2007 il fax è fuori luogo allora lo è la maggior ragione il telefono e tutta la posta non elettronica!
Ritengo sia giusta la critica al ritardo clamoroso dell’invito, ma protestare perchè hanno usato il fax è a dir poco pretestuoso.
Ciao,
Guido
Luglio 2nd, 2007 alle 10:25 am
Ogni iniziativa, soprattutto politica, per quanto lodevole sulla carta ha bisogno di essere verificata e analizzata.
Farsi domande sui nomi della lista ministeriale è giusto e doveroso. Chiedersi perchè non siano presenti tante persone davvero importanti del settore è il primo step, il primo filtro che ognuno di noi dovrebbe fare.
La macchina burocratica impacciata e goffa non riesce neppure a far arrivare gli inviti prima della fantomatica riunione; a propostio di riunione, immagino Fuksas e Piano che discutono allegramente del futuro del design insieme a Gillo Dorfles, va be’.
Chi si scaglia contro le parole di Fabio Novembre non ha capito il suo punto di vista: un organo del genere, assolutamente necessario in un paese in cui esiste ancora l’ADI (no comment), ma deve partire dal basso, dagli stessi attori del design.
L’importante di ogni analisi è che alla pars destruens segui una proposta attiva e ragionata.
Fabio attendiamo la tua pars construens.
Luglio 2nd, 2007 alle 4:47 pm
“Fare in modo, almeno per un po’, di avere un aspetto meno terribile: biancheria, scarpe lucide, capelli pettinati, gesti educati.” (Verlaine a Rimbaud)
ancora una volta riusciremo… a dispetto di tutti i mediocri, i mercenari, i poveri di spirito.
ti bacio
fam
Luglio 2nd, 2007 alle 5:19 pm
per ridurre gli interventi sul fax: il fax + documento ufficiale. no comment su come utilizzato nella qui presente questione… a dir poco scandaloso vista tutta la burocrazia a cui il privato deve sottostare. vabbè.
per Dino: l’ADI esiste anche all’estero e funziona discretamente bene (spagna) anche se con il consueto nepotismo, ma quello è imperante un po’ ovunque.
sottoscrivo il disgusto di Novembre per il modus operandi, in più sembra una presa per i fondelli, si parla di design e quindi di comunicazione e non riescono neanche a mandare un documento e invito nei tempi leciti e in modo corretto. amen, dovranno ancora cimentarsi nell’opera! (forse serve un consiglio per questo….?)
quello che penso è che però dovremmo restare a vedere concretamente l’avanzamento di questo organo. forse (?) ne viene fuori qualcosa… ma stavo pensando il perchè dell’istituzionale. avrà effettivi vantaggi o creerà un linguaggio lineare quindi piatto? cosa vogliono fare?
preghiamo di mantenerci ben informati. Novembre, dai, vada e ci faccia da spia! io sono curiosa spero di non farle perdere tempo! ma almeno una volta, ci provi!
ps: poi magari le dicono di sintetizzare le pratiche burocratiche…sa quanti soldi risparmiati? sarebbe già una bella cosa. non mi prenda troppo sul serio, ma di striscio sì.
Luglio 5th, 2007 alle 10:00 am
Ho letto tutto. Sono stanca. Che stress questo Paese.
Mi piacerebbe semplificare.
Grazie a Fabio Novembre.
Ma grazie anche a questo Governo, il primo che finalmente ha scoperto l’esistenza del “design”.
Ora che l’ha scoperto potrebbe lasciarlo crescere e vivere, senza “appesantirlo” con inutili mafie e burocrazie. (si puo’ dire MAFIE?)
In molti Paesi del mondo le istituzioni si sono accorte dell’esistenza e dell’importanza del design da molti anni, e lo tocchiamo con mano da anni durante il Salone del Mobile, quando designers da tutto il mondo invadono Milano con mega shows mentre i designers italiani fanno i “minimalisti”, e non per scelta… E purtroppo non succede viceversa: nelle fiere di tutto il mondo i designers italiani si contano sempre sulle punte delle dita e, se ci sono, sono in giro a loro spese, soli e abbandonati. Ed e’ tutto cosi’.
L’UNIONE fa ancora la FORZA, i designer di molti paesei l’hanno capito.
Mi piacerebbe il Padiglione Italia del Design, o Internet gratis per i designers, non so… AZIONI IMMEDIATE da parte del Governo: fatti, non parole.Â
Dimenticando ogni polemica fra chi e’ contrario o favorevole, che ne dite di una lista di Consigli per il Consiglio?
… una lista, non un libro. Del resto lo faremmo “gratis”! bye
Luglio 5th, 2007 alle 1:10 pm
Grazie a Fabio Novembre di averci dato notizia e per avere preso l’iniziativa di creare questo blog
mi ricorda molto l’atmosfera di un movimento/gruppo/associazione di progettisti dei primi anni 90 chiamato design open circuit (doc);
era un luogo virtuale e a volte fisico in cui i designer potevano incontrarsi per parlare dei loro problemi, proporre iniziative, darsi consigli, pensare a servizi utili alla professione, denunciare le aziende che non pagavano;
si cercava di pensare ad una professione che non sembrava riconosciuta, creare modi per sentirsi uniti… “mal comune mezzo gaudio”
ora 15 anni dopo leggendo questi 40 commenti che in pochi giorni hanno seguito il fax spedito a Fabio, mi riporta a questa idea che il design ha bisogno di essere riconosciuto come una professione utile, deve essere capito dalla gente normale anche se già in qualche modo sa chi si tratta di una firma ma soprattutto dal mondo politico deve esserne riconosciuto il ruolo come attore fondamentale di un processo di rinnovo e di progresso del sistema paese.
Sarà il design ad entrare in politica?
il pericolo è quello di che si spenda fiumi di denaro senza scopi precisi con delle operazioni “spot”, con un grande ritorno di immagine e di fondi per i pochi eletti che saranno coinvolti.
Sarà la politica in grado di integrare il design nel processo della res publica? allora lo sforzo dovrebbe consistere nell’essere capace di gestire (in modo trasparente ed efficiente) l’integrazione e la collaborazione di progettisti nel processo di rinnovo delle strutture pubbliche che di sicuro è il lavoro di fondo più difficile.
Dopo tutto la proposta del ministro Rutelli, anche se sembra ingenua e probabilmente ha ancora un idea poco chiara delle dinamiche secondo cui procedere, ha almeno sollevato la questione associado il designer a qualcuno a cui viene data la possibilità di cambiare il mondo materiale in cui viviamo.
Forse basta solo “un po’ di creatività” per diventare utile e fare più bella la segnaletica degli asili nido ma lo sappiamo l’aspirazione del designer e di disegnarne anche i mobili, i quaderni, i pennarelli, i giochi, l’asilo stesso, il mezzo di trasporto per arrivarci, la cui progettazione e fornitura viene spesso decisa da persone senza le competenze adeguate e sopratutto con logiche lontane dal mondo del progetto.
Ci vuole anche tanta creatività per immaginare come potrà funzionare il consiglio se deve farlo a gratis come sempre avviene per noi designer quando ci chiedono di disegnargli qualcosa di nuovo…
Al comitato auguro tutto il coraggio e la lungimiranza necessaria per rappresentare la nuova massa di progettisti in cerca di “utilità”.
PS
mi piace molto la proposta di Paola Carallo di stendere una lista di Consigli per il Consiglio Italianodeldesign…facciamola!
Luglio 5th, 2007 alle 6:06 pm
Sembra sempre di essere in una sceneggiata dove succede tutto, ma alla fine non si è detto niente. Avendo questo bel titolo di INTERNATIONAL SALES AND COMMUNICATION MANAGER e operando da 18 anni nel settore sono abituato a vendere questa immagine italiano in giro per il mondo. Imbarazzante non è solo questa ennesima storia che fà vedere come poco si riesca a costruire per mantenere questa immagine altissima di Milano città consacrata al design. Spero che cercheremo di non parlarne a livello internazionale, perchè c’è da vergognarsi. Abbiamo avuto un Salone del Mobile con più persone del sopportabile, presenti tutte le gallerie più importanti dell’universo con le loro spie, siamo sotto osservazione continua, perchè nessuno riesce a spiegarsi come una nazione cosi confusa riesca essere ancora un attrazione e un punto di rifermento. Invece siamo ancora a rubarci le biglie. Grazie a questa forza prepotente della creativitò italiana che nasce su una gloriosa storia(vedi la mostra camera con vista) e sulla tradizione del branding ( dal Vaticano ai Medici) che ci possiamo permettere di maltrattare il mondo con la nostra infinita ignoranza politica e organizzativa. La mancanza di musei dell’arte applicata ( basta usare sempre parole inglesi tipo design)a Milano è assolutamente incomprensibile. Invece di discutere tanto, fate qualcosa di elegante che che rispecchia la nostra tradizione, che fà capire perchè qui c’è un primato(uno degl’ ultimi rimasti), una volta tanto ci vorebbe un unione, visto che sia da nord che da oriente veniamo bersagliati. I primi non andranno lontano con le loro ambizioni da decoratori, ma i secondi la stanno studiando bene su come schiavizzarci e ripagarci con la stessa moneta. In realtà il discorso è più ampio e abbiamo bisogno di riconnetterci al tessuto sociale. Quale è la nostra tradizione? Di fare cagnara o di dimostrare una qualità superiore.
Luglio 11th, 2007 alle 10:16 am
E’la prima volta in questi trenta anni di lavoro che il Ministero della Cultura si muove verso il design:questo è un punto.Il nostro distretto,around-Milano potenzia da sempre il design,con una capacità di connessione e una energia naturale.La comunità italiana dei designer è adesso enorme, ci si accorge finalmente che questo lavoro legato, alla metodologia e al progetto, non attiene solo all’industria ma ha a che fare con i servizi, con la comunicazione e altro ancora?Siccome corrisponde alla vita stessa per molti di noi posso immaginare un nuovo status per chi fa questo mestiere e sa che è la cultura del nostro futuro?
Luglio 11th, 2007 alle 12:38 pm
they talk too much and act too little
Luglio 16th, 2007 alle 9:23 am
[...] Il prossimo 3 ottobre si riunisce per la seconda volta il Consiglio Italiano del Design. L’argomento è scottante, quindi se volete dire la vostra potete farlo su Officina Creativa che, con la collaborazione dell’architetto Fabio Novembre (membro del consiglio), ha aperto la discussione qualche tempo fa con un interessante articolo. Scritto da Simone il 16 Luglio, 2007 Tags: blog, design [...]
Luglio 17th, 2007 alle 12:45 am
ciao a tutti, scusate se aggiungo solo ora il mio comemnto, appena rientrata. Ho letto tutto d’un fiato e quindi azzardo inesattezze e ripetizioni forse. Grazie Fabio, è stato giusto rendere davvero pubblico questo documento. La cosa che mi pare più grave è che ti sia arrivato in ritardo e subito vorrei sapere, chi c’era quel giorno? qualcuno sa chi fosse presente? Cosa stanno facendo? Sulla scelta delle persone non è il caso di dire nulla, stiamo pensando tutti le stesse cose, dati per scontati i grandi maestri ancora vivi, si capisce chi ha invitato chi e le motivazioni. Non dobbiamo essere ingenui, anche la mostra alla triennale ha colto molti di noi di sorpresa, ci sono persone più interessate alla politica nel senso di organizzazione di altre, e vivono in quell’intorno, altri che addirittura rifiutano associazioni miste, come l’adi del resto, dove il progetto diventa un accessorio rispetto al suo contesto. Forse questi hanno rifiutato l’invito. Forse bisognerebbe andare in santa maria delle grazie al numero 2 per chiedere cosa succede.
Scusate la disgressione, ma mi viene in mente una cosa nel cuore della notte, tanti anni fa quando il movimento della pantera occupò l’università di bologna per via della proposta di privatizzazione della scuola, un giornale riportò una frase credo di mendini che diceva che gli studenti avevano ragione, ma il loro grande errore era pensare che fosse meglio mettersi nelle mani dello stato piuttosto che in quelle di un imprenditore. a me fece riflettere e ancora ci penso. si colmano i vuoti come capita, evidentemente qualcuno era là mentre altri non c’erano.
Speriamo in bene e cerchiamo di informarci. Per molte delle persone presenti nella lista io nutro una forte ammirazione, vera. Ma lo stato è un riferimento troppo vasto e troppo povero per il design. E troppo lunga la lista di progettisti così diversi.
Avevo voglia di criticare, le lusinghe le riservo per quando avrà le idee più chiare
ciao, Miriam
Luglio 17th, 2007 alle 10:37 pm
bah! difronte alle scelte politiche non c’è proprio verso di spuntarla! Vista la eccellente lista di testimonial/comitato che merita grande rispetto, rimango interdetto per il fatto che non c’è neanche un giovane Designer a rappresentare il nuovo, il futuro che questa nuova iniziativa dovrebbe alimentare, solo il giurassico! A quando largo ai giovani?
Per come è stata gestita questa “lodevole” iniziativa all’insegna del politically correct mi ricorda quella scatola che quando si apre schizza il pupazzo con la molla che all’inizio ti crea stupore e poi quando la molla ha esaurito la sua carica lascia il pupazzo stanco, inerme, ripiegato su se stesso senza vita e la scatola si richiude con un vaff…si può dire, tanto da oggi non è più reato neanche mandarsi a quel paese! Troppe scatole con pupazzi abbiamo visto finora, troppe per stupirci ancora.