Maggio 5th, 2008 , by Luca Taccardi

Silvia Osella

Silvia Osella o silviastella (link) è nata a Piossasco (TO) l’ultimo giorno del 1985.
Ha vissuto l’infanzia più bella che potesse desiderare, piena di colori, matite e sorrisi, ed è forse per questo che vorrebbe non si esaurisse mai. Ha frequentato il Liceo Artistico “Cottini” e il corso di Illustrazione presso l’Istituto Europeo di Design.
Attualmente vive a Torino, dove lavora come illustratrice e grafica freelance, consuma tonnellate di cioccolata e fragole fuori stagione e pare stia cominciando ad accettare l’ipotesi dello scorrere del tempo.

Tra i suoi ultimi progetti: la realizzazione di una linea di gadget personali, la creazione di una linea d’abbigliamento per la prima infanzia per conto di FierceHugs (USA), il design di cover per iPod, iPhone e Motorola RAZR per Gelaskins inc. (Canada) e di una linea di cartoleria e stickers per Moo Print Ltd (Inghilterra).

In un’intervista hai detto che per creare devi essere “interiormente agitata”. Invece, guardando i tuoi disegni, la
sensazione che se ne ricava a pelle è di calma, tranquillità e serenità. Significa che per te il disegno è un isolarsi dalla realtà? Un modo come un altro per prendere le distanze dalla vita di tutti i giorni?

No, assolutamente, nulla di tutto questo. Anzi, quello che faccio ha pienamente a che fare con la vita di tutti i giorni, con l’insieme di stimoli visivi e non che accumulo guardando un film, leggendo un libro e via dicendo. Semplicemente credo di aver bisogno di un po’ di tempo per collezionare, esaminare attentamente e infine “digerire” queste infinite serie di input, quasi dimenticandomene, per poi trasferire su carta il risultato di questo processo che solitamente, tra l’altro, rivela di non avere nulla a che fare con l’origine del tutto.

Faccio fatica ad immaginare un creativo con orari di lavoro. La tua giornata tipo, per esempio, come si svolge?

Dipende molto dalla tipologia di lavoro svolto e dal ruolo che si ricopre in un determinato periodo. Per quanto mi riguarda, allo stato attuale delle cose, possono esserci giornate in cui non lavoro per nulla, altre invece in cui comincio – generalmente la sera – e non mi fermo per giorni. Questo perché lavorando come freelance ci si trova ad avere tempistiche molto particolari, non si hanno orari d’ufficio (che, devo essere sincera, a volte aiuterebbero).

Silvia Osella

Ti capita di ritoccare le tue creazioni ricorrendo al digitale? Oppure preferisci il disegno sporco, magari più grezzo, ma carico di emozioni e personalità?

Non credo che l’emozione e la personalità di un’illustrazione, ma in generale di qualsiasi cosa che riguarda la sfera della comunicazione visiva, sia legata al rapporto o meno con le tecniche digitali. Io uso di tutto, e vedo il digitale come una delle infinite possibilità che abbiamo per il raggiungimento di un fine, al pari dell’acquerello e della matita.
Certo, non riuscirei mai ad abbandonare del tutto le tecniche tradizionali per quelle digitali.

Silvia Osella

Volendo approfondire quanto solo accennato nella domanda precedente, cosa ne pensi della digitalizzazione delle arti creative come possono essere appunto l’illustrazione o la musica?

Credo che il digitale faciliti la vita in tutti i campi, che sia uno strumento molto utile così come rischioso se se ne abusa.
Prendendo ad esempio communities come Myspace, trovo che siano di enorme aiuto per la diffusione dei propri lavori – in tutti i campi, dalla musica al video, dall’illustrazione all’artigianato – sia per l’alta visibilità che per il contatto con possibili futuri committenti o collaboratori.
La semplice e rapida diffusione porta a una conseguente altissima accessibilità: il rischio di plagio o di riciclo delle proprie immagini (ma è lo stesso per i brani musicali) è altissimo, e inoltre strumenti come Photoshop permettono a molti di improvvisarsi come “creativi”, spesso senza basi tecniche né formazione nell’ambito della comunicazione visiva. Il risultato di ciò è un generale appiattimento della qualità della produzione audiovisiva, nonché una sempre maggiore omologazione di stili e generi.

Silvia Osella

A 22 anni sei ancora molto giovane e, naturalmente, ti stai godendo il presente. Ti è mai capitato di pensare al futuro e a cosa ti piacerebbe fare?

In realtà tutto ciò che faccio e che ho fatto non è mai stato in un’ottica di presente, ma di futuro. La scelta di seguire una strada che sapevo sarebbe stata complicata, a cominciare banalmente dalla chiusura del mercato italiano nei confronti dei giovani illustratori, l’ho affrontata con estrema cautela in ogni suo punto. E’ per questo, per esempio, che ho per ora deciso di “aggirare” il mondo dell’editoria, ritenendolo troppo saturo e praticamente inaccessibile. Ho cominciato a dedicarmi all’illustrazione applicata al tessile, al design, al packaging, e per lo più con clienti esteri.
In futuro spero di continuare su questa strada, ma approfondendo l’aspetto pedagogico spesso sottovalutato dell’illustrazione.
Vorrei studiare più a fondo le metodologie di Bruno Munari, per esempio, e applicarle in laboratori creativi per la prima infanzia.

Silvia Osella

E al passato? avendo la possibilità di tornare indietro faresti le stesse identiche scelte o ne cambieresti volentieri alcune?

Forse non sarei rimasta in Italia a studiare, ma sarei andata all’estero, dove l’illustrazione non è insegnata come un discorso a sé ma in continua relazione con grafica, tipografia e via dicendo. Qui la materia è fin troppo legata a schemi tradizionali e rigidi. Trovo che ci si debba aprire al concetto di Designer come creatore eclettico e non limitarsi a infiniti ruoli troppo specifici e indipendenti tra di loro.

Silvia Osella

E al presente? Quali sono i tuoi progetti più prossimi?

Attualmente sto preparando la mia prossima esposizione, che si terrà per tutto il mese di Maggio a Piossasco - in provincia di Torino - dove sono nata. In estate invece presenterò con una mostra la mia linea di gadget a Piacenza, presso il negozio Monetina, in Via Felice Frasi. In ogni caso pubblico sempre aggiornamenti e novità sul mio sito www.silviastella.com e nel mio fotoblog www.flickr.com/photos/silviastella.

Disegnare per te è soltanto un lavoro o prima di tutto una passione?

Credo che tutti coloro che scelgono di intraprendere una carriera artistica partano ovviamente da un forte legame con la materia in questione. Il problema a quel punto diventa fare in modo che la passione rimanga tale, e che il risvolto professionale di quest’ultima non ne intacchi l’intensità iniziale.

Silvia Osella

Quando non disegni, cosa fai? Quali sono le tue altre passioni?

Adoro cucinare. Mi diverto tantissimo, soprattutto con i dolci, e mi affascina la forte componente creativa. Poi sperimentare con ago, filo e macchina da cucire, collage, tutto ciò che ha a che fare con il realizzare qualcosa di nuovo.
E il mondo dell’infanzia non mi affascina solo dal punto di vista del suo immaginario: stare a contatto con i bambini, creare per loro, giocare, è per me essenziale!

Il tuo rapporto con il cliente? Ti è mai capitato di essere limitata da canoni troppo rigidi o comunque condizionata da richieste o esigenze particolari?

In realtà finora sono stata piuttosto fortunata. In particolare, credo che lavorare prevalentemente con clienti esteri mi abbia aiutata molto in questo senso: contratti ottimi, rapporti splendidi - a partire dal loro lato estremamente umano – e totale libertà nello svolgere il mio lavoro. In Italia mi è capitato di avere brutte esperienze, soprattutto con le istituzioni, ma mi sono comunque servite successivamente nei rapporti con i committenti.
E’ successo invece di dovermi scontrare con un dilemma di tipo etico, ovvero se promuovere o meno con le mie illustrazioni un’associazione dai valori diametralmente opposti ai miei. Ho poi rifiutato, ma devo ammettere che è stata una decisone molto difficile.

Silvia Osella

C’è qualche tema che ti sta particolarmente a cuore che ricorre nelle tue illustrazioni?

La mia prima mostra personale si intitolava “Ho sempre voluto assaggiare una nuvola”. Ancora oggi, ‘I have always wanted to taste a cloud’ è un tema che affronto spesso nei miei disegni. Il legame con il mondo dell’infanzia è per me fondamentale, e lo è ancora di più se relazionato al rapporto con quello adulto.
Mi affascina particolarmente la sfera emotiva riguardante i ricordi d’infanzia evocati dalle cose più impensabili, come un profumo per strada o un tono di voce. Sono molto legata ai desideri impossibili e immaginari che mi sono rimasti da quando ero bimba, e non intendo lasciarli andare! Assaggiare una nuvola, cadere dal cielo su un manto d’alberi improvvisamente gommosi… e camminare sul soffitto, ogni tanto, perché è noiosamente normale non cambiare mai prospettiva.
Un bambino appena nato prova eguale stupore per una mela così come per una mucca che vola.
Crescendo l’abitudine soffoca il senso di meraviglia che proviamo, relegandolo a rari momenti isolati. Credo che l’illustrazione, per il suo forte legame con l’immaginario della nostra infanzia, sia un ottimo mezzo per scrollarsi di dosso un po’ di abitudine.

di Luca Taccardi

Ringraziamo Silvia per averci aperto il suo mondo fatto di colori, nuvole e prospettive inversamente proporzionali alla normalità di tutti i giorni.

Scarica l’intervista in formato PDF!

5 Commenti su “Alla scoperta di… Silvia Osella”

  1. #1 Gianluca Folì

    Ecco un’altra bella testa italiana.
    Brava Silvia, segui sempre la tua strada. Un salutone :)
    g.

  2. #2 Alice

    adoro il tuo modo di vedere le cose! :)
    bravissima e supercomplimenti…

  3. #3 alessandra

    è bello vedere che chi ancora crede nella fantasia riesce nel mondo del lavoro..allora per me c è ancora speranza ^_^ ti auguro di poter sempre rimanere nel fantastico mondo immaginario.. Mi piacerebbe sapere se oltre allo IED hai frequentato una scuola pubblica o se sapresti indicare una buona scuola pubblica a chi volesse indirizzare gli studi nel campo della grafica e dell’illustrazione… grazie

  4. #4 *silviastella

    grazie a tutti!! :)
    per alessandra, purtroppo in italia non esistono scuole pubbliche dove puoi studiare illustrazione…si, ci sono le accademie di belle arti ma…ti danno una preparazione tecnica di base, non sono specifiche sull’argomento…a meno che tu dopo non riesca ad accedere al nuovo Master di Macerata. La cosa migliore è scappare all’estero!
    Se hai la possibilità ti consiglio la Central Saint Martins di Londra o il Falmouth College of Art, sono pubbliche e davvero ottime (ho seguito dei corsi nella prima). Tornando indietro e avendo le possibilità l’avrei fatto di sicuro. Se non vuoi spostarti all’estero, lo IED comunque offre delle borse di studio (è per quello che mi sono iscritta!) :) per qualsiasi cosa comunque puoi contattarmi a info@silviastella.com

  5. #5 Martina

    Ciao Silvia! Seguo sempre le tue novità su flickr e devo dire che oltre che una bravissima illustratrice mi sembri anche una persona carina e intelligente! In bocca al lupo!

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