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	<title>Officina Creativa</title>
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	<description>Design e Creatività in tutte le sue forme</description>
	<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 23:41:07 +0000</pubDate>
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		<title>MMM &#8216;08  200+ proposte!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 20:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[2008]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8216;Issimi!
Ma quanti siete? Avete smangiucchiato colori di ogni sorta, cogitato i pensieri più astrusi e alla fine ci siamo trovati sommersi dalle vostre proposte!
Più di 200 manifesti e flyer hanno intasato la nostra mailbox!
Ci siamo divorati tutto quello che ci avete inviato perché Officina Creativa ha sempre fame di creatività e di bravi creativi. Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="mmm08_200" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/mmm08_200.jpg" alt="" width="520" height="536" /></p>
<p>&#8216;Issimi!</p>
<p>Ma quanti siete? Avete smangiucchiato colori di ogni sorta, cogitato i pensieri più astrusi e alla fine ci siamo trovati sommersi dalle vostre proposte!</p>
<p><strong>Più di 200 manifesti e flyer hanno intasato la nostra <em>mailbox</em></strong>!<br />
Ci siamo divorati tutto quello che ci avete inviato perché Officina Creativa ha sempre fame di creatività e di bravi creativi. <em>Questa volta forse avete esagerato!</em></p>
<p>Grafici, stundenti, appassionatoi di creatività e giocatori d’azzardo: da veramente tutta italia avete contribuito a questo festival della creatività!<br />
La giuria che stabilirà la proposta vincitrice ha già le mani che prudono e la sveglia puntata all’alba, al solo pensiero di dover scegliere il migliore di voi!</p>
<p>Ora non vi resta che mantenere le dita incrociate ed aspettare fino al <strong>5 Ottobre</strong> per sapere chi saranno i vincitori della fantasmagorica <strong><a href="http://store.apple.com/it/product/TQ320ZM/A?mco=MTIxODk3Mw">Wacom Intuos3 A5 Wide Special Edition Tablet</a></strong> e dei <em>deliziosamente deliziosi</em> <strong><a href="http://www.tobeus.it/">TobeUS di Matteo Ragni</a></strong>.</p>
<p>Nel frattempo fatevi contagiare di creatività, sbilanciatevi con i pronostici e lasciate i vostri commenti<a href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606502773695/"> alle 200+ proposte</a>!<br />
 <a href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606502773695/">http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606502773695/</a></p>
<p>Officina creativa vi vuole bene. Oggi più che mai.</p>
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		<title>Quel Chic di Elisa Gavazzi - Deliziosamente Grottesco</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/22/quel-chic-di-elisa-gavazzi/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/22/quel-chic-di-elisa-gavazzi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 21:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alla scoperta di]]></category>

		<category><![CDATA[Arte ?]]></category>

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		<category><![CDATA[Anni '30]]></category>

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		<description><![CDATA[
Domenica 21 settembre, il Melos di Pistoia ha avuto il piacere di ospitare la prima di Elisa Gavazzi, stilista emergente deliziosamente vintage, che ha dato prova del suo talento nel defilè di presentazione del suo nuovo atelier, Quel Chic.
Una serata ben costruita in ogni dettaglio, sorprendente ed emozionante. Una serata in cui Officina Creativa si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/22/quel-chic-di-elisa-gavazzi/"><img class="aligncenter size-full wp-image-400" title="Elisa Gavazzi" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_01.jpg" alt="" width="520" height="871" /></a></p>
<p>Domenica 21 settembre, il <strong>Melos</strong> di Pistoia ha avuto il piacere di ospitare <em>la prima </em>di <strong>Elisa Gavazzi</strong>, stilista emergente deliziosamente vintage, che ha dato prova del suo talento nel defilè di presentazione del suo nuovo atelier, <strong>Quel Chic</strong>.</p>
<p>Una serata ben costruita in ogni dettaglio, sorprendente ed emozionante. Una serata in cui <strong>Officina Creativa</strong> si sente di aver incontrato <em>una creativa coi fiocchi</em>, Elisa, piena di gusto e talento, che si merita per questo i nostri più sinceri complimenti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a class="more-link" href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/22/quel-chic-di-elisa-gavazzi/">CONTINUA A LEGGERE »</a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>** Update! - </strong>Ecco il primo video disponibile della serata!</p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="519" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1795694&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=1&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="519" height="390" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1795694&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=1&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p><a href="http://vimeo.com/1795694?pg=embed&amp;sec=1795694">Quel Chic! di Elisa Gavazzi - Deliziosamente Grottesco</a> from <a href="http://vimeo.com/officinacreativa?pg=embed&amp;sec=1795694">Officina Creativa</a> on <a href="http://vimeo.com?pg=embed&amp;sec=1795694">Vimeo</a></p>
<p><span id="more-395"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-420 aligncenter" title="deliziosamente grottesco stage" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/deliziosamente_grottesco_stage.jpg" alt="" width="520" height="339" /></p>
<p>Ci sediamo con riverenza nelle poche poltroncine che ancora sono libere e aspettiamo, accompagnati in sottofondo dalle note di un vecchio swing, che ci portano nella New York della metà degli anni ’30.</p>
<p>La sfilata, dal titolo <strong>&#8220;Quel Chic - Deliziosamente Grottesco&#8221;</strong>, si dimostra subito un qualcosa di più di una semplice e banale presentazione in serie di vestiti. La scena si trasforma, il clima è avvolgente, siamo in un teatro che ospita macchiette e mini che, avvolti nelle creazioni di Elisa, mettono in scena uno spettacolo inedito e divertente.</p>
<p><a href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-405" title="elisa_gavazzi_02" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_02.jpg" alt="" width="500" height="813" /></a></p>
<p>La musica continua a correre, mentre sulla scena si susseguono le più astruse scenette rette da un bravissimo <strong>Lorenzo Cinotti</strong>, nei panni del sarto con manie edonistiche degne del miglior dandy.<br />
 Davanti a un finto specchio gli attori si ammirano e si auto compiacciono, tra i flash di un bistrattato fotografo imbretellato e gli sguardi di adorazione di colui che ha dato vita alle stoffa, creando vestiti che diventano mezzi per esprimere il proprio ego.</p>
<p>A rendere l&#8217;atmosfera ancora più magica sono i vecchi video che, perfettamente intonati alla colonna sonora, scorrono proiettati sulle pareti, minimalisti e, a volte, roboanti di vecchi ricordi di un’epoca che non abbiamo vissuto.</p>
<p>I vestiti di Elisa, ispirati all&#8217;eleganza degli anni ’30, possiedono un fascino intramontabile e l’innovazione di una rivisitazione di un’epoca in chiave ironica.</p>
<p>Un plauso agli attori che, grazie a una direzione artistica impeccabile e una ricerca accurata, sono riusciti a ricreare l&#8217;atmosfera di vecchia bottega sartoriale e mettere in scena uno spettacolo ricco di <em>ironica trasgressione</em> e mai banale che ha fatto da cornice alle creazioni di Elisa.</p>
<p>Elisa ha inaugurato oggi il suo atelier in via Porta al Borgo 37 a Pistoia. <br />
 Siamo andati a brindare con lei, le rinnoviamo i nostri complimenti augurandole un in bocca al lupo.<br />
 Presto sarà ospite nelle nostre pagine per raccontarci in diretta dei sui lavori e di com’è nata la sua passione!</p>
<p>Questi sono i suoi contatti:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quel Chic!</strong><br />
 <em>Laboratorio Stilistico e Sartoriale</em><br />
 di Elisa Gavazzi<br />
 Via Porta al Borgo n. 37 - Pistoia<br />
 Tel. 339 4836669    elisagavazzi@gmail.com</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-407" title="elisa_gavazzi_03" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_03.jpg" alt="" width="520" height="780" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-408" title="i mimi sfilano" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_04.jpg" alt="" width="520" height="973" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_05.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-409" title="elisa_gavazzi_05" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_05.jpg" alt="" width="520" height="1004" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-421 aligncenter" title="Elisa Gavazzi " src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/elisa_gavazzi_contentona.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<div id="attachment_422" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-422" title="lorenzo cinotti" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/lorenzo_cinotti.jpg" alt="Un brillante Lorenzo Cinotti nella parte del sarto" width="520" height="332" /><p class="wp-caption-text">Un brillante Lorenzo Cinotti nella parte del sarto</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Donna Wilson Creatures</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 09:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Giraldi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte ?]]></category>

		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<category><![CDATA[Officina Creativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Allo Shoreditch Festival 2008 di Londra abbiamo avuto la fortuna di incontrare Donna Wilson che ci ha raccontato di come, dopo aver frequentato il il Royal College of Arts a Londra, ha iniziato, un po&#8217; per gioco un po&#8217; per passione, a realizzare deliziosi mostriciattoli di stoffa. Dopo cinque anni Donna si è ritrovata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/15/donna-wilson-creatures/"><img class="alignnone" title="Gorge De Celia House by Elena " src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN202015.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
<p>Allo <strong>Shoreditch Festival 2008</strong> di Londra abbiamo avuto la fortuna di incontrare <a href="http://www.donnawilson.com/">Donna Wilson</a> che ci ha raccontato di come, dopo aver frequentato il il Royal College of Arts a Londra, ha iniziato, un po&#8217; per gioco un po&#8217; per passione, a realizzare deliziosi mostriciattoli di stoffa. Dopo cinque anni Donna si è ritrovata a vendere le sue creature, distribuendole in circa cento negozi sparsi in tutto il mondo.</p>
<p>A seguire vi presentiamo alcune delle sue creatures e il mitico &#8220;<em>Make your own Moster</em>&#8221; pack!</p>
<p><span id="more-348"></span></p>
<p><img class="alignnone" title="Donna Wilson" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201889.jpg" alt="" width="520" height="383" /></p>
<p>Lo stand di Donna era un piccolo tavolino ricoperto di stoffe di tutti i generi che si confondeva fra i tanti altri della fiera. Alcuni bambini stavano creando orrendi mostri mentre le bambine davano vita a loro dolci animaletti, a suon di ritagli di stoffa, colla e bottoni. I lavori di Donna sono semplici, variegati ma soprattutto <em>stilosi</em>.</p>
<p><img class="alignnone" title="un cane" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201884.jpg" alt="" width="520" height="292" /></p>
<p><img class="alignnone" title="un cosino" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201883.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Rill ora è mio" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201887.jpg" alt="" width="520" height="316" /></p>
<p>Ogni opera è fatta a mano, ha un proprio nome e una sua descrizione. Donna cerca di non riutilizzare mai lo stesso design due volte proprio per far sì che ogni pezzo abbia una sua storia e sia unico nel suo genere.<br />
 È così che la signorina <strong>Rill</strong> dalla lunga coda e l&#8217;espressione furbetta non è più disponibile per nessuno perché, non potendo resistere, ce la siamo portata via con noi (e ci sta infatti aiutando a scrivere l&#8217;articolo).</p>
<p><img class="alignnone" title="doughnuts" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201886.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Make your monster Box" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201881.jpg" alt="" width="520" height="378" /></p>
<p>Donna ha pensato bene di vendere anche dei pacchettini pieni di stoffa, fili e bottoni <strong>per creare il tuo mostriciattolo a casa tua</strong>! Ogni pack (&#8221;<em>Make your own monster</em>&#8220;) costa <strong>10£</strong> (non poco) e ti permette, in quattro e quattr&#8217;otto, di creare la tua deliziosa bestiolina stoffolosa. Ancora una volta non abbiamo resistito, per cui ecco per voi il reportage di come la nostra dolce Elena ha dato vita a <strong>George</strong>, uno spendido mostriciattolo monociglia! (Ok il nome è ancora in discussione, si accettano suggerimenti.)</p>
<p><img class="alignnone" title="Make your monster Box" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201882.jpg" alt="" width="520" height="354" /></p>
<p><img class="alignnone" title="george 1" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201897.jpg" alt="" width="520" height="359" /></p>
<p><img class="alignnone" title="George 2" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201900.jpg" alt="" width="520" height="367" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Goerge 3" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201901.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="Goerge 4" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201902.jpg" alt="" width="520" height="336" /></p>
<p><img class="alignnone" title="George 5" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201904.jpg" alt="" width="520" height="342" /></p>
<p><img class="alignnone" title="George 6" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201905.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="george 7" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN201906.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="George 8" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN202014.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p><img class="alignnone" title="George è pronto" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Donna_Wilson/SN202049.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
<p>Ta Daaaa! Ecco il primo creativo di stoffa che si è unito a Officina Creativa.</p>
<p>Oltre al suo fantastico <a href="http://www.donnawilson.com/" target="_blank">sito internet</a> Donna Wilson ha messo su anche una <a title="Galleria Creature" href="http://www.flickr.com/photos/26481234@N05">galleria su flickr</a> dove potete inviare le foto delle vostre creature create col monster pack.</p>
<p>Cosa state aspettando&#8230;?</p>
<p style="text-align: right;"><em>di <a href="http://www.riccardogiraldi.com" target="_blank">Riccardo Giraldi</a></em></p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<p style="text-align: right;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>MMM &#8216;08 - Countdown!</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/08/mmm-08-countdown/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/08/mmm-08-countdown/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contest]]></category>

		<category><![CDATA[Officina Creativa]]></category>

		<category><![CDATA[Master in Multimedia Content Design]]></category>

		<category><![CDATA[mmm]]></category>

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		<description><![CDATA[
Creativi!
Tra pennarelli psichedelici e balene addomesticate il contest per la nuova immagine coordinata del Master in Multimedia Content Design di Firenze ha preso il via alla grandissima!
Avete ancora 3 settimane per dare sfoggio di tutti i vostri colori e farci fare un oooh! di meraviglia!
E se ancora siete indecisi potete dare una sbirciatina alle proposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm_04.jpg" title="mmm 08" class="aligncenter" width="520" height="605" /></p>
<p>Creativi!</p>
<p>Tra pennarelli psichedelici e balene addomesticate <strong>il contest per la nuova immagine coordinata</strong> del <a href="http://www.mastermultimedia.unifi.it/">Master in Multimedia Content Design</a> di Firenze ha preso il via alla grandissima!<br />
Avete ancora 3 settimane per dare sfoggio di tutti i vostri colori e farci fare un <em>oooh!</em> di meraviglia!<br />
E se ancora siete indecisi potete dare <a href="http://flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606502773695/"><strong>una sbirciatina alle proposte</strong></a> e <a href="http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=4372.0"><strong>parlottarne con noi</strong></a> nel nostro forum!<br />
Vi aspettiamo!</p>
<p>- Visita il sito Ufficiale del Contest dove trovare tutte le informazioni:<br />
 <a href="http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/">http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/</a></p>
<p>- Scarica il <a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/contest/mmm08/downloadBando'); " href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm08_bando.zip">bando del concorso</a> e invia la tua proposta a <a href="mailto:mmm08@officina-creativa.net">mmm08@officina-creativa.net</a></p>
<p><em><br />
<strong>Do the right thing!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A chiacchiera con&#8230; Arianna Papini</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/01/a-chiacchiera-con-arianna-papini/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/09/01/a-chiacchiera-con-arianna-papini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Lombardi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alla scoperta di]]></category>

		<category><![CDATA[Illustrazione]]></category>

		<category><![CDATA[Profile]]></category>

		<category><![CDATA[Arianna Papini]]></category>

		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[
Arianna Papini (link) é nata a Firenze nel 1965. Ha iniziato facendo la magazziniera nella casa editrice della madre per poi diventarne Direttrice Artistica e disegnando gatti ha scoperto la sua passione per l&#8217;illustrazione. Ora, oltre a pubblicare bellissimi libri per bambini, è un&#8217;insegnante, una pittrice e una mamma a tempo pieno. A seguire, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/Arianna.jpg" border="0" alt="Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p align="left">Arianna Papini (<a title="Arianna Papini" href="http://www.ariannapapini.com/">link</a>) é nata a Firenze nel 1965. Ha iniziato facendo la magazziniera nella casa editrice della madre per poi diventarne Direttrice Artistica e disegnando gatti ha scoperto la sua passione per l&#8217;illustrazione. Ora, oltre a pubblicare bellissimi libri per bambini, è un&#8217;insegnante, una pittrice e una mamma a tempo pieno. A seguire, una bella chiacchierata con questa raffinata e profonda artista.</p>
<p><span id="more-99"></span></p>
<p align="left"><strong>Come è diventata illustratrice? È il lavoro che voleva fare da bambina o una passione che si è creata nel tempo?</strong></p>
<p>Ho sempre scritto e disegnato ma non pensavo potesse essere un lavoro. Ho partecipato a un concorso a 20 anni sui gatti e l&#8217;ho vinto. Il premio era la pubblicazione di un libro. Così ho iniziato.</p>
<p align="left"><strong>Qual&#8217;è l&#8217;idea dietro Fatatrac? Da quali esigenze è nata l&#8217;iniziativa di<br />
 avere una propria casa editrice destinata alle pubblicazioni per bambini?</strong></p>
<p>Fatatrac (<a title="Casa Editrice Fatatrac" href="http://www.fatatrac.com/">link</a>) è nata per volere di mia madre che è una pedagogista. Mio nonno aveva fondato La Nuova Italia Editrice, lei ci lavorava e ha messo su il catalogo NIEP per bambini che lì mancava. Era un catalogo splendido creato sulle esigenze dei bambini con un gruppo di persone incredibili. Poi le cose a La Nuova Italia sono un po&#8217; cambiate, lei è uscita e si è portata dietro il suo catalogo fondando la Fatatrac insieme a un socio. A un certo punto è andata via la segretaria, io frequentavo l&#8217;Università e facevo lavoretti per mantenermi agli studi e mia madre mi ha chiesto se mi interessava un lavoro di segretaria due volte alla settimana. Così ho iniziato lì. Ho fatto di tutto, segretaria, magazziniera&#8230; è una grande fortuna perché so tutto sui libri&#8230; anche quanto pesano! Poi ho messo su l&#8217;Ufficio Stampa, ho iniziato a realizzare i progetti grafici e così via&#8230;</p>
<p align="left"><strong>Siamo ancora un po&#8217; curiosi su Fatatrac, sappiamo che la sua è una casa editrice piccola ma con un catalogo di tutto rispetto. Lavorare con un gruppo ristretto di persone che credono fortemente in un progetto è forse il sogno di ciascuno di noi. Come sono organizzati i ruoli, come si svolge la vostra giornata tipo?<br />
 </strong><br />
 Allora, i ruoli ci sono anche se sono molto interscambiabili perché siamo pochi. Mia madre è l&#8217;Editore. Lei si occupa della scelta dei testi, cosa però che faccio anch&#8217;io perché alla Fatatrac arrivano molti scritti alla settimana e leggiamo tutto. Il confronto sui testi scelti lo facciamo poi insieme. Una volta decisa una pubblicazione attingo dal mio archivio illustratori una rosa di artisti adatti al testo scelto, la decisione finale è fatta in gruppo. Io mi occupo anche di tutti i progetti grafici (lavoro molto al computer) e dell&#8217;ufficio stampa, nonché dell&#8217;organizzazione di eventi, incontri e della presentazione delle novità alla distribuzione, attività per la quale mi affianca Romano. Lui è il tecnico della casa editrice, si occupa di trovare i fornitori di maggior qualità e minor prezzo, di seguire il lavoro presso fotolitisti, di seguire la stampa. La revisione delle bozze e delle cianografiche lo facciamo in gruppo, sempre meglio sei occhi che due! Poi c&#8217;è Elena che è la segretaria organizzativa tuttofare, e Riccardo che si occupa dell&#8217;amministrazione. La nostra giornata tipo inizia quasi sempre alle 8,30. Io e Romano arriviamo a quell&#8217;ora e ci confrontiamo sulle &#8220;emergenze&#8221;, soprattutto in fase di stampa. Poi arriva l&#8217;Editore e continuiamo il lavoro in tre. Ma tutto quello che si fa lo facciamo tutti. Spesso qualcuno non c&#8217;è per impegni esterni, così sostituiamo i ruoli ed è molto bello e formativo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/01FratelliGrimm.jpg" border="0" alt="Fratelli Grimm © Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<div><em>Fratelli Grimm</em></div>
<p align="left"><strong>L&#8217;illustratore di libri per ragazzi deve porsi con responsabilità di fronte ad essi, per i quali il libro illustrato è uno dei primi strumenti con cui approcciarsi alla realtà del mondo esterno. In che cosa si differenzia l&#8217;illustrazione destinata ai ragazzi rispetto a quella per adulti?</strong></p>
<p>Secondo me non si differenzia proprio in niente. Questa risposta può lasciare stupiti ma basta pensare a cosa i ragazzi vedono oggi, al vero e proprio zapping di immagini terrifiche e anche molto vere. Così all&#8217;illustratore è data una possibilità, quella di percorrere una via insondata dai ragazzi che osservano, effettuare una lettura parallela del testo che crei la possibilità dell&#8217;incontro con la parola dello scrittore a cui purtroppo i ragazzi sono sempre meno abituati. L&#8217;illustrazione deve dare spunti, incuriosire, richiamare alla memoria dei giovani cose avvenute o speranze di ciò che può accadere domani. Tutti i sensi devono risvegliarsi, non solo quello visivo. L&#8217;ultima preoccupazione è quella che un&#8217;immagine possa non essere adatta ai ragazzi. Loro vedono e assorbono il mondo reale che è sicuramente molto più terribile di qualsiasi immaginario rappresentato su carta.</p>
<p align="left"><strong>Dunque l&#8217;autore si trova di fronte al problema opposto: non proteggere i giovani lettori ma risvegliare i loro sensi attutiti dalla valanga di immagini di ogni genere alla quale sono sottoposti ogni giorno. Come ci si pone di fronte a ciò? Come è possbile &#8220;inventare&#8221; un linguaggio che crei meraviglia e allo stesso tempo sia fortemente comunicativo?<br />
 </strong><br />
 Non si tratta di inventare un linguaggio che crei meraviglia, è molto più semplice. In realtà basta sapere COSA comunicare, avere un messaggio. Se la partenza è questa, l&#8217;esigenza di comunicare porta chi scrive ad usare parole adeguate. Le parole adeguate non sono uno stile, in questo caso sarebbe molto monotona la scrittura. Ci sono infiniti modi di comunicare al meglio con le parole, il problema oggi è che spesso chi scrive non sa cosa dire e la scrittura diventa un esercizio sterile&#8230; In assenza di messaggio non c&#8217;è scrittura che tenga&#8230; Il linguaggio è fortemente comunicativo nella misura in cui chi scrive si appassiona, si diverte, ama profondamente parlare ai ragazzi, conosce ciò di cui scrive.</p>
<div>
<p><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/IlRitornoDiUlisse-01.jpg" border="0" alt="Il ritorno di Ulisse © Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p><em>Il ritorno di Ulisse</em></p>
<div><strong>Molti dei libri pubblicati da Fatatrac trattano argomenti delicati o di difficile comprensione per un pubblico giovane - l&#8217;ecologia, le differenze culturali. In che modo si affrontano tali tematiche rivolgendosi ai bambini?</strong></p>
<p>L&#8217;importante è credere nei bambini, nella loro capacità di comprendere i problemi del mondo in cui si trovano a vivere. Le parole ci sono sempre per parlare loro, niente deve essere evitato, basta trovare il modo. Quando un editore mi commissionò un libro per bambini sulle torri gemelle mi presi un po&#8217; di tempo ma poi dissi che sì, avevo trovato le parole giuste. È solo questo, avere le parole adeguate e le giuste forme di comunicazione poiché i bambini sanno già tutto ma spesso non osano parlarne per timore delle reazioni degli adulti&#8230; Poco tempo fa è morta la bisnonna dei miei bambini. Loro sono molto piccoli ma adoravano questa nonnina antica. Sapevo che non potevo &#8220;farla sparire&#8221;, ma parlare di morte ai bambini è difficile. È stata dura ma ho dovuto trovare le parole. Ho dato loro un grande dolore attraverso quelle parole scelte accuratamente, ed è stata dura. Ho capito in quel momento che non si parla ai bambini di certe cose perché questo colpisce dolorosamente proprio noi adulti. Vigliaccamente scegliamo la via del silenzio. Non dobbiamo mai farlo se ci occupiamo di educazione e di crescita.</p>
<p><strong>Ho sempre pensato che i libri illustrati più belli fossero quelli in cui l&#8217;illustratore è anche l&#8217;autore del testo. Come si pone l&#8217;illustratore di fronte ad un testo che non è suo e come è possibile adattarsi alle infinite varietà di testi possili, in termini di argomento, tono, eccetera?</strong></p>
<p>Io illustro i miei libri. A volte ho pensato che qualche mio testo sarebbe stato illustrato al meglio da altri. Quando ho da illustrare un testo di altri autori so che per illustrarlo al meglio lo dovrò amare e fare mio. Lo leggo tantissime volte fino a sfiorarne nel profondo le sfumature, fino a quando la mia memoria si risveglia e i miei sensi mi donano i colori, i profumi di ciò che leggo. Ecco, in quel momento so se sarò una buona illustratrice. A volte ho rifiutato di illustrare alcuni testi perché non mi parevano adatti a me o perché non riuscivo a farli miei. A volte ho illustrato libri con cui mi sentivo così in sintonia da scordarmi di non averli scritti io. Mi è capitato di essere illustrata da altri due volte. È stata un&#8217;esperienza unica. È come se le tue parole di scrittore attraversassero altri mondi fino a tornare da te arricchite, diverse. È come quando guardi tuo figlio e sempre meno la somiglianza con te può fartelo amare, ma lo ami di più.</p>
</div>
</div>
<p align="center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/Corvo.jpg" border="0" alt="Corvo nell'erba © Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p style="text-align: left;"><em>Corvo nell&#8217;erba</em></p>
<p align="left"><strong>Qual&#8217;è la particolare sinergia che si crea nel libro illustrato tra immagine e testo? Quali sono le dinamiche che contribuiscono all&#8217;unione dei due aspetti in un linguaggio unico?<br />
 </strong><br />
 In parte ho già risposto. Si tratta di due vie amorose di comunicazione, due livelli di lettura, due linguaggi che danzano tra loro incontrandosi e allontanandosi più volte. E non soltanto nell&#8217;avvicinarsi creano qualcosa di splendido, a volte è proprio nel divergere dei due linguaggi che il libro diventa magnificamente prezioso.</p>
<p align="left"><strong>Il linguaggio visivo che utilizza nelle sue illustrazioni ha un sapore antico e reminescenze di arte primitiva, perché questo stile e quali sono le sue fonti di ispirazione?<br />
 </strong><br />
 Non ho fonti se non nella mia memoria di persona. Tutto ciò che di visibile è creato dall&#8217;uomo mi interessa, da sempre. Può darsi che alcune cose siano entrate dentro di me senza che me ne accorgessi, ma quando lavoro sono completamente immersa nel sogno, nella memoria, nel &#8220;sentire&#8221; e questo mi impedisce di ispirarmi realmente a qualcosa. Cerco di esprimere visivamente ciò che ho dentro di me, e così escono gli animali che amo moltissimo&#8230;</p>
<div>
<p><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/CarnevaleAnimali-gallina.jpg" border="0" alt="Carnevale animali - Gallina © 2008 Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p><em>Carnevale Animali - Gallina</em></p>
<p align="left"><strong>Nelle sue illustrazioni ricorre spesso la presenza di tre animali in particolare, gatto, pesci e uccelli. Questi animali rivestono un significato particolare per lei?<br />
 </strong><br />
 Lo noto adesso che leggo la domanda&#8230; mah, non so. Pensando a questi tre animali forse ciò che li unisce è l&#8217;incapacità di essere &#8220;catturati&#8221; del tutto, nel senso che resta sempre una parte selvaggia anche quando i pesci i gatti e gli uccelli sono presso case di umani. Forse in fondo è questo che mi interessa, la parte degli esseri viventi che non è collocabile, che sfugge e dunque affascina.</p>
<div>
<p><strong>Perché nei libri per bambini (e anche nei suoi quadri) i protagonisti sono spesso animali? Avrei detto che che fosse un metodo per &#8220;proteggere&#8221; i ragazzi dalla crudezza di certi argomenti, tuttavia lei ci svela che questa necessità non esiste veramente. Quindi da cosa nasce ad esempio il suo gatto &#8220;Pirata della strada&#8221; o il suo quadro &#8220;Bombe Intelligenti&#8221;?</strong></p>
</div>
<div>Be&#8217;, la serie di gatti nasce da uno spunto esterno, ma come spesso accade lo spunto è un pretesto per poi approfondire le tematiche. Ogni anno vengo invitata a partecipare a mostre collettive per la &#8220;settimana del gatto&#8221;, così il gatto diventa un luogo in cui mi posso muovere per parlare.</div>
</div>
<p align="left"><strong>Sappiamo che lei è una convinta sostenitrice della lezione Munariana, infatti in passato ha organizzato con i suoi studenti iniziative e mostre nel segno del famoso autore. Crede che il libro gioco sia ancora oggi uno strumento utile per l&#8217;apprendimento?</strong></p>
<p>La lezione munariana a mio parere va intesa in senso più ampio rispetto a come generalmente viene ricordata. Munari fa libri gioco ma soprattutto inventa un metodo insostituibile per la realizzazione di progetti per bambini e adulti. Partire dal gioco, dal rapporto con la persona, fa sì che il progettista possa comprendere a fondo le proprie esigenze e quelle dell&#8217;utente bambino. È così che il progetto nasce non tanto attraverso una elaborazione mentale del progettista, isolato sterilmente nel proprio studio, ma dallo spunto giocoso, dalla realtà tattile. Partire dalle esigenze degli utenti per progettare un libro pare una cosa scontata ma basta guardarsi intorno e visitare le librerie per capire quanto la lezione munariana sia tradita almeno dal 90% delle pubblicazioni per bambini. Dunque, tornando alla domanda, il libro gioco è ancora oggi uno strumento utile per l&#8217;apprendimento? Certo, ma che sia libro gioco di alta qualità, altrimenti rappresenterà, alla stregua di molti giocattoli, solo un oggetto da prendere un attimo e poi gettare nel mucchio delle cose inutili da dimenticare&#8230;</p>
<div>
<p><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/Gattoteca-BombeIntelligenti.jpg" border="0" alt="Bombe intelligenti © Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p><em>Bombe intelligenti</em></p>
<p align="left"><strong>L&#8217;illustrazione in generale e quella per l&#8217;infanzia in particolare stanno vivendo un periodo di nuovo splendore nel panorama internazionale, riscuotendo anche l&#8217;interesse di molti nuovi talenti. Ma sappiamo che è anche particolarmente difficile inserirsi con successo in questo campo: come possono promuoversi i giovani autori?</strong></p>
<div>Io dico sempre, l&#8217;illustrazione è un&#8217;arte e in quanto tale non è per niente facile per un illustratore emergere. Sappiamo che in arte molto spesso si diventa famosi quando si è passati a miglior vita&#8230; Allora come fare per trovare un po&#8217; di soddisfazione professionale? Intanto è necessario fare seriamente questo mestiere, divertirsi profondamente nel farlo, non tradire se stessi inseguendo chissà quali stili che si ritengono essere alla moda. In tal modo almeno troveremo soddisfazione nell&#8217;attività di illustrare. Inoltre, partendo dall&#8217;espressione della nostra storia di persone, possiamo sperare almeno di essere originali, visto che ogni essere vivente è diverso da tutti gli altri. Fatto questo, dobbiamo essere molto severi con noi stessi. Attuare una seria autovalutazione fa sì che fino a quando non siamo totalmente soddisfatti del nostro lavoro evitiamo di presentarci alle case editrici, bruciandoci magari una possibilità che solo un anno dopo avremmo potuto sfruttare veramente. Infine è necessario fare una forte ricerca nel panorama editoriale individuando gli editori che lavorano nel nostro stile illustrativo. Questo presuppone una grossa cultura artistica, dalla quale d&#8217;altra parte un illustratore non può prescindere. L&#8217;ultimo consiglio: se una persona decide di voler fare l&#8217;illustratore deve essere un buon lettore. Leggere fa nascere la narrazione grafica, inoltre un illustratore che non sia un buon lettore andrà in crisi al primo incarico, in cui i tempi di lettura del testo e di realizzazione delle illustrazioni sono sempre molto limitati.</div>
</div>
<p align="left"><strong>Sappiamo da fonti indiscrete (la nostra redattrice Letizia che l&#8217;ha incontrata di persona) che i suoi quadri e le sue illustrazioni nascono di solito in maniera del tutto naturale e spontanea. Il processo creativo è qualcosa di inafferrabile e molto personale&#8230; Vuole provare in poche parole darci la sua visione su questo tema?</strong></p>
<p>Difficile&#8230; Posso dire solo che ho bisogno della mia pittura. Mai un mio lavoro nasce da un ragionamento, sempre da un&#8217;esigenza interiore. Esprimo me stessa, le storie che incontro, anche il dolore. Nel mio lavoro di volontariato in oncologia pediatrica, o nel tirocinio per la scuola di Art Therapy, incontro storie dense di sofferenza. Dopo dipingo. È come se nel dipingere continuassi l&#8217;aiuto a quelle persone, il colore trasforma il dolore in storia, la storia diviene narrabile, le persone sono accompagnate. Ecco, questo. Per me è così anche nella scrittura, esprimo, narro e dunque tutto è comprensibile, anche fatti che non accetto diventano condivisibili con altre persone, con i bambini.</p>
<div>
<p><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Arianna_Papini/La-Madre-della-Natura.jpg" border="0" alt="La Madre della natura © 2008 Arianna Papini" hspace="0" vspace="0" align="bottom" /></p>
<p><em>La Madre della natura</em></p>
<p align="left"><strong>Quali progetti per il futuro ci sono nel suo cassetto?</strong></p>
<div>Oltre al lavoro in casa editrice il mio progetto è di non lasciare mai il percorso di aiuto alla sofferenza degli altri attraverso l&#8217;arte che ho scoperto in questi ultimi anni. Il mio sogno è quello di non fermarmi mai, di non intravedere punti di arrivo ma solo di partenza, come ho sempre fatto. Desidero continuare a insegnare, poiché nel rapporto con i ragazzi scopro me stessa e vedo in loro la continuazione di una storia, nella loro freschezza e sensibilità, nella loro adolescenza a volte tardiva altre precoce, la speranza di un futuro migliore per questa società così malandata. Vorrei inoltre riuscire ad accompagnare i miei figli in modo adeguato verso l&#8217;autonomia, e questo è il progetto più bello e più difficile&#8230;</div>
</div>
<p style="text-align: right;"><em>di Elena Lombardi</em></p>
<p align="left">Ringraziamo Arianna per la sua dolcezza e per averci concesso il tempo di questa bellissima chiacchierata.</p>
<p><em>Tutte le immagini © Arianna Papini</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MMM &#8216;08 - Contest Grafico</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 18:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Officina Creativa]]></category>

		<category><![CDATA[Contest]]></category>

		<category><![CDATA[Master in Multimedia Content Design]]></category>

		<category><![CDATA[Matteo Ragni]]></category>

		<category><![CDATA[mmm]]></category>

		<category><![CDATA[Wacom]]></category>

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Cari Creativi,
 Officina Creativa non si ferma mai e vi propone un’altra strafichissima opportunità per dar sfogo a tutta la vostra creatività.
Con il patrocinio del Master in Multimedia Content Design di Firenze siamo lieti di presentarvi mmm08, contest per la realizzazione del manifesto A3 (42&#215;29,7 cm) e flyer (10X15 cm) che andranno a costituire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm_03.jpg" alt="mmm" /></div>
<p>Cari Creativi,<br />
 Officina Creativa non si ferma mai e vi propone un’altra <em>strafichissima opportunità </em>per dar sfogo a tutta la vostra creatività.</p>
<p>Con il patrocinio del <a href="http://www.mastermultimedia.unifi.it/" target="_blank"><strong>Master in Multimedia Content Design</strong></a> di Firenze siamo lieti di presentarvi <strong>mmm08</strong>, contest per la realizzazione del <strong>manifesto A3 </strong>(42&#215;29,7 cm)<strong> </strong>e<strong> flyer</strong> (10X15 cm) che andranno a costituire la nuova immagine coordinata dell&#8217;Anno Accademico 2008/2009 dello stesso Master.</p>
<p>Affilate le tastiere e lucidate i mouse perché dal <strong>9 Agosto 2008 al 28 Settembre 2008</strong> potrete dare sfoggio di tutti i vostri colori per riuscire a portarvi a casa mirabolanti premi e ammantarvi di gloria creativa.</p>
<p>- Visita il sito Ufficiale del Contest dove trovare tutte le informazioni:<br />
 <a href="http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/">http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/</a></p>
<p>- Scarica il <a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/contest/mmm08/downloadBando'); " href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm08_bando.zip">bando del concorso</a> e invia la tua proposta a <a href="mailto:mmm08@officina-creativa.net">mmm08@officina-creativa.net</a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>È aperta la caccia al miglior Creativo.<br />
 Spargete la voce in lungo e in largo.. <strong>è tempo di buon Design</strong>!</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div style="text-align: center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm_01.jpg" alt="mmm" /></div>
<p>Il 5 Ottobre sarà annunciato il primo classificato che potrà portarsi a casa una fantastica <a href="http://store.apple.com/it/product/TQ320ZM/A?mco=MTIxODk3Mw"><strong>Wacom Intuos3 A5 Wide Special Edition Tablet</strong></a>.<br />
 La sua proposta sarà usata dal Master per la nuova immagine coordinata.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div style="text-align: center"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/mmm08/mmm_02.jpg" alt="mmm" /></div>
<p>Officina Creativa, dal canto suo, premierà anche la proposta più creativa, originale e raffinata. Il suo autore potrà considerarsi <strong>molto</strong> fortunato, riceverà infatti una collezione delle <strong>TobeUs di Matteo Ragni </strong>con tanto di dedica speciale! (<a href="http://www.tobeus.it/" target="_blank">www.tobeus.it</a>)</p>
<p>Avete tempo <strong>fino al 28 Settembre 2008</strong> per inviare la vostra proposta! Andate al <a href="http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/" target="_blank">website</a> del concorso, dove troverete il bando e tutte le informazioni necessarie per partecipare!</p>
<p><em><strong>Do the right thing!<br />
 </strong></em><a href="../../contest/mmm08/">http://www.officina-creativa.net/contest/mmm08/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Carl Moore, The Zebra Project</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/08/04/the-zebra-project/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/08/04/the-zebra-project/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 23:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Giraldi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte ?]]></category>

		<category><![CDATA[Illustrazione]]></category>

		<category><![CDATA[Profile]]></category>

		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[Animal Suicide]]></category>

		<category><![CDATA[Carl Moore]]></category>

		<category><![CDATA[spitafield market]]></category>

		<category><![CDATA[Zebra Gallery]]></category>

		<category><![CDATA[Zebra Project]]></category>

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		<description><![CDATA[
In una soleggiata domenica pomeriggio a Spitafield Market ho avuto il piacere di imbattermi in Carl Moore, e le dolci opere del suo Zebra Project. 
 Laureato alla Winchester School of Art ha concluso i suoi studi con un master in Digital Moving Image at London Metropolitan University.


Potete trovare Carl a Londra, dove sta girando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/08/04/the-zebra-project/"><img class="size-medium wp-image-192 aligncenter" title="cowbear" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cowbear.jpg" alt="Cowbear, Zebra Project" width="520" height="367" /></a></p>
<p>In una soleggiata domenica pomeriggio a Spitafield Market ho avuto il piacere di imbattermi in <strong>Carl Moore</strong>, e le dolci opere del suo <strong>Zebra Project</strong>. <br />
 Laureato alla Winchester School of Art ha concluso i suoi studi con un master in Digital Moving Image at London Metropolitan University.</p>
<p><span id="more-116"></span></p>
<p><a href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/carl_moore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-190" title="Carl Moore" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/carl_moore.jpg" alt="" width="520" height="500" /></a></p>
<p>Potete trovare Carl a Londra, dove sta girando fra gallerie e mercati. Le sue opere più recenti raffigurano prevalentemente animali: <em>Zebra Project</em> e <em>Animal Suicide</em>,  i progetti esposti in vendita nel mercato di Spitafield. Le sue opere sono divertenti, talvolta malinconiche, sicuramente originali. <em>Zebra Project</em> ci regala una collezione di animali che tentano di travestirsi da altri animali, con risultati che suscitano più di un sorriso, mentre il letterale <em>Animal Suicide</em> raffigura improbabili - e vagamente inquietanti - panda in caduta libera da aerei, tartarughe lanciatesi da mongolfiere e cervi capitolati dall&#8217;alto di grattacieli.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><img class="size-medium wp-image-196" title="tortybug" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/tortybug.jpg" alt="Tortybug" width="484" height="342" /><p class="wp-caption-text">Tortybug</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_197" class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><img class="size-medium wp-image-197" title="unicorn" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/unicorn.jpg" alt="Unicorn" width="484" height="342" /><p class="wp-caption-text">Unicorn</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_195" class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><img class="size-medium wp-image-195" title="swanaffe" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/swanaffe.jpg" alt="Swanaffe" width="484" height="342" /><p class="wp-caption-text">Swanaffe</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_194" class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><img class="size-medium wp-image-194" title="gorillebra" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/gorillebra.jpg" alt="Gorillebra" width="484" height="344" /><p class="wp-caption-text">Gorillebra</p></div>
<p>Le sue opere sono illustrazioni digitali stampate ad arte su tela, che regalano l&#8217;insolita impressione di un dipinto ben eseguito. Questo suo differenziarsi dalla moltitudine di illustratori di oggi e la divertente originalità dei suoi temi ha colpito l&#8217;occhio di Officina Creativa tra le molte bancarelle del mercato.</p>
<p>Per saperne di più su Carl, provate il suo sito personale (<a href="http://www.carlmoore.co.uk">www.carlmoore.co.uk</a>) e se vi andasse di acquistare una delle sue opere lo trovate in mostra permanente alla Zebra Gallery di Hampstead (<a href="http://www.zebragallery.co.uk">www.zebragallery.co.uk</a>).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>di <a href="http://www.riccardogiraldi.com" target="_blank">Riccardo Giraldi</a> e Elena Lombardi<a href="http://www.riccardogiraldi.com" target="_blank"><br />
 </a></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Japan Expo 08 - Manga invadono Paris</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/27/japan-expo-08/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/27/japan-expo-08/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 12:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Giraldi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[japan]]></category>

		<category><![CDATA[japan expo]]></category>

		<category><![CDATA[jump]]></category>

		<category><![CDATA[manga]]></category>

		<category><![CDATA[mangaka]]></category>

		<category><![CDATA[paris]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è concluso il Japan Expo &#8216;08, la grande fiera annuale di cultura e entertainment Giapponese che si tiene in quel di Parigi. Una tre giorni all&#8217;insegna del Nihon e delle sue stravaganze a partire dai famosi Manga e Anime di cui anche noi europei siamo così tanto golosi. 
 
Quest&#8217;anno il Parc d&#8217;Expositions di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_150" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/27/japan-expo-08/"><img class="size-medium wp-image-150" title="Lady Snowblood" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/lady-snowblood.jpg" alt="Tavola Originale Lady Snowblood" width="520" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Tavola Originale di Lady Snowblood (修羅雪姫, Shurayuki-hime) scritto da Kazuo Koike e illustrato da Kazuo Kamimura,  1973</p></div>
<p>Si è concluso il Japan Expo &#8216;08, la grande fiera annuale di cultura e <em>entertainment</em> Giapponese che si tiene in quel di Parigi. Una tre giorni all&#8217;insegna del <span style="font-weight: normal;"><em><span class="t_nihongo_romaji"><em>Nihon </em></span></em><span class="t_nihongo_romaji">e delle sue stravaganze a partire dai famosi Manga e Anime di cui anche noi europei siamo così tanto golosi. <br />
 </span></span></p>
<p>Quest&#8217;anno il <em>Parc d&#8217;Expositions </em>di Parigi ci ha regalato un ambiente davvero particolare, con mangaka del calibro di Takeshi Obata e centinaia di espositori. La nota più bella, senza dubbio, i numerosi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cosplay">cosplayer</a>, pronti a calarsi perfettamente nei vestiti e nella parte dei loro eroi Giapponesi.<br />
 Particolarmete interessanti le iniziative della Shueisha: <span style="font-weight: normal;"><span class="t_nihongo_romaji">quest&#8217;anno si festeggia infatti il quarantesimo anniversario di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Weekly_Sh%C5%8Dnen_Jump">Weekly Shonen Jump</a> - arcinota rivista di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shueisha" target="_blank">Shueisha</a> sui quali si sono visti nascere manga come Kenshiro, Dragon Ball, Naruto e Death Note. Un sospiro ci è stato regalato dalle numerose tavole originali in esposizione, a partire da Lupin fino alle più recenti di One Piece e compagnia bella.</span></span></p>
<p>A seguire alcune foto dell&#8217;evento, ma non perdetevi tutta la raccolta di foto nella nostra <a href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606106552208/">sluccicante galleria di Flickr.</a></p>
<p><span id="more-118"></span></p>
<div id="attachment_151" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-151" title="Lupin" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/lupin.jpg" alt="Lupin e Gaemon" width="520" height="390" /><p class="wp-caption-text">Lupin III  (ルパン三世, Rupan Sansei) Kazuhiko Kato, 1967</p></div>
<div id="attachment_146" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-146" title="carletto" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/carletto.jpg" alt="carletto" width="520" height="600" /><p class="wp-caption-text">Carletto il Principe dei Mostri,  Kaibutsu-kun (怪物くん, Kaibutsu-kun? Little Monster) by Fujiko Fujio, 1965</p></div>
<div id="attachment_154" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-154" title="ufo-robot" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/ufo-robot.jpg" alt="ufo-robot" width="520" height="600" /><p class="wp-caption-text">UFO Robot Goldrake (ＵＦＯロボグレンダイザー, UFO Robo Gurendaizā), ovvero Atlas UFO Robot, 1973</p></div>
<div id="attachment_153" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-153" title="shin-chan" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/shin-chan.jpg" alt="shin-chan" width="520" height="460" /><p class="wp-caption-text">Crayon Shin-chan (クレヨンしんちゃん, Kureyon Shin-chan) di Yoshito Usui, 1990</p></div>
<div id="attachment_152" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-152" title="onepiece" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/onepiece.jpg" alt="onepiece" width="520" height="600" /><p class="wp-caption-text">One Piece (ワンピース, Wan Pīsu) scritto e illustrato da  Eiichiro Oda, 1997  </p></div>
<div id="attachment_149" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-149" title="kenshiro" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/kenshiro.jpg" alt="kenshiro" width="520" height="460" /><p class="wp-caption-text">Kenshiro, Fist of the North Star (北斗の拳, Hokuto no Ken), comparso dal 1983 al 1988 nel magazine giapponese Weekly Shōnen Jump, creato da  Tetsuo Hara e Buronson</p></div>
<div id="attachment_148" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-148" title="hokutonoken" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/hokutonoken.jpg" alt="hokutonoken" width="520" height="390" /><p class="wp-caption-text">Kenshiro, Fist of the North Star (北斗の拳, Hokuto no Ken)</p></div>
<div id="attachment_147" class="wp-caption alignnone" style="width: 530px"><img class="size-medium wp-image-147" title="deathnote" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/deathnote.jpg" alt="deathnote" width="520" height="600" /><p class="wp-caption-text">Death Note (デスノート, Desu Nōto) creato dallo scrittore Tsugumi Ohba e l&#39;illustratore Takeshi Obata.</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Qualche link per gradire:</p>
<p>Sito ufficiale del Japan Expo di Parigi<br />
 <a href="http://www.japan-expo.com/"> http://www.japan-expo.com/</a></p>
<p>Le foto di Officina Creativa<br />
 <a href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606106552208"> http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157606106552208</a></p>
<p>Sito ufficiale di Jump:<br />
 <a href="http://www.jumpland.com/"> http://www.jumpland.com/</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>di <a href="http://www.riccardogiraldi.com" target="_blank">Riccardo Giraldi</a></em></p>
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		<title>The Cans Festival</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/14/the-cans-festival/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/14/the-cans-festival/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Giraldi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte ?]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Bansky]]></category>

		<category><![CDATA[graffiti]]></category>

		<category><![CDATA[Lucamaleonte]]></category>

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		<category><![CDATA[stencil]]></category>

		<category><![CDATA[street-art]]></category>

		<category><![CDATA[The Cans Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[
May 3-5, 2008 Waterloo Underground Tunnel, London
Il Cans Festival (link) organizzato un po&#8217; a sorpresa lascia tutti a bocca aperta. In quel di Londra, dentro un tunnel abbandonato si sono ritrovati i migliori street-artist in circolazione che hanno dato vita a una meravigliosa galleria di immagini e significati.
 Fra gli artisti, non poteva certo mancare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/14/the-cans-festival/"><img class="attachment wp-att-126 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-01.jpg" alt="Bansky at cans festival" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>May 3-5, 2008 Waterloo Underground Tunnel, London</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il <em>Cans Festival</em> (<a title="CAn Festival Official Site" href="http://www.thecansfestival.com/">link</a>) organizzato un po&#8217; a sorpresa lascia tutti a bocca aperta. In quel di Londra, dentro un tunnel abbandonato si sono ritrovati i migliori street-artist in circolazione che hanno dato vita a una meravigliosa galleria di immagini e significati.<br />
 Fra gli artisti, non poteva certo mancare <strong>Bansky</strong>, simbolo e re londinese dell&#8217;arte dei graffiti. Fra i nomi anche l&#8217;italianissimo <strong>Lucamaleonte</strong> che speriamo di ritrovare presto sulle nostre pagine.</p>
<p style="text-align: left;">Officina Creativa è andata ad esplorare e fotografare questo evento. Potete trovare tutte le foto sulla nostra <a title="The cans festival Officina Creativa" href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157605376956644/" target="_blank">galleria di flickr.</a></p>
<p style="text-align: left;">A seguire una selezione delle immagini piu&#8217; belle e il video dell&#8217;evento.<br />
 <span id="more-117"></span></p>
<p style="text-align: left;">Il video dell&#8217;evento che potete trovare insieme a molte altre foto sul sito:<br />
 <a href="http://www.thecansfestival.com/">www.thecansfestival.com</a></p>
<p style="text-align: left;">
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/8DKrxk1E_yw&#038;color1=991b1f&#038;color2=0xfe4534" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8DKrxk1E_yw&#038;color1=991b1f&#038;color2=0xfe4534"></param></object></div>
</div>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-128 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-03.jpg" alt="Lucamelonte" /></p>
<p style="text-align: center;">Altre immagini e informazioni su LUCAMALEONTE: <a href="http://www.flickr.com/photos/lucamaleonte">Flickr</a> - <a href="http://www.myspace.com/lucamaleonte" target="_blank">Myspace</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-127 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-02.jpg" alt="cansfestival-02" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-129 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-04.jpg" alt="cansfestival-04" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-130 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-05.jpg" alt="cansfestival-05" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-132 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-07.jpg" alt="cansfestival-07" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-133 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-08.jpg" alt="cansfestival-08" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-134 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-09.jpg" alt="cansfestival-09" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="attachment wp-att-131 centered" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/wp/cansfestival-06.jpg" alt="cansfestival-06" /></p>
<p style="text-align: left;">E mille altre meravigliose foto sulla nostra gallery di Flickr <a href="http://www.flickr.com/photos/officinacreativa/sets/72157605376956644/" target="_blank">The Cans Festival</a>!</p>
<p style="text-align: left;"><em><br />
 </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>di <a href="http://www.riccardogiraldi.com" target="_blank">Riccardo Giraldi</a><br />
 foto di Annamaria Greco</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta di&#8230; Lauraballa</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/08/alla-scoperta-di-lauraballa/</link>
		<comments>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/07/08/alla-scoperta-di-lauraballa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Tasselli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alla scoperta di]]></category>

		<category><![CDATA[Illustrazione]]></category>

		<category><![CDATA[Bruno Munari]]></category>

		<category><![CDATA[Lauraballa]]></category>

		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lauraballa (link) dipinge con i colori e le parole, con i sogni e con i gatti.
Ha una piccola bottega, di quelle che sembrano porte per un altro mondo, piena di colori e storie dove siamo andati a trovarla per farci raccontare i suoi desideri, la sua arte e tutto il suo mondo.
Un mondo strano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_11.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<p>Lauraballa (<a target="_blank" href="http://www.lauraballa.it/">link</a>) dipinge con i colori e le parole, con i sogni e con i gatti.<br />
Ha una piccola bottega, di quelle che sembrano porte per un altro mondo, piena di colori e storie dove siamo andati a trovarla per farci raccontare i suoi desideri, la sua arte e tutto il suo mondo.<br />
Un mondo strano e luminoso, di quelli che ti fanno vedere tutto con un occhio diverso e ti ricordano delle piccole cose, quelle che dimentichiamo troppo spesso.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<h4>Ciao Laura, grazie per aver accettato il nostro invito!<br />Perché Laura balla?</h4>
<p>Allora Laura  balla… ti racconto la storia?</p>
<h4>Certo!</h4>
<p>Lauraballa nacque così: ero in discoteca insieme ad un amico (Mirko che suona nei Camillas, troppo simpatici ^__^) e mentre stavamo andando a prendere qualcosa da bere, mi  lamentavo della vita e lui che mi stava dietro, in fila,   mi disse<br />
nell&#8217;orecchio: <em>“Laura… balla!”</em> come a dire <em>“Non rompere le scatole con le tue problematiche esistenziali anche in discoteca..!”</em>. Da quel giorno Mirko cominciò a farmi delle musicassette miste intitolate appunto “Lauraballa”. Per la serie… <em>Invece di pensare alle cose brutte… divertiti!</em></p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_08.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Quali studi hai fatto? Eri già decisa di diventare una pittrice oppure è stata una decisione maturata nel tempo? Il mondo dell’illustrazione e della pittura è sempre piuttosto bistrattato e decidere di aprire una bottega d’arte immagino che sia stata una scelta piuttosto coraggiosa.</h4>
<p>Aprire una bottega è sempre stata  l’unica cosa che mi interessava fare&#8230; non credendo di poter fare niente altro oltre al dipingere. Ho fatto il liceo artistico e per fortuna pochi anni dopo ho cominciato a lavorare in un negozio di maschere di cartapesta a Firenze di un signore che mi ha insegnato un sacco di cose importantissime. Devo ringraziare Agostino (così si chiama il mio maestro) che ha creduto in me e mi ha insegnato a dare valore alla mia pittura. E proprio da quando l’ho conosciuto ho iniziato a pensare: <em>“Anch’io voglio una  bottega tutta mia, perché solo lui?”.</em></p>
<h4>Munari diceva <em>“la fantasia, l’invenzione, la creatività pensano, l’immaginazione vede”</em>. Ti ritieni più una persona che “pensa” quello che vuole rappresentare oppure i tuoi quadri nascono da un tuo particolare modo di filtrare ciò che ti circonda?</h4>
<p>Hmm&#8230; mi vien più spontaneo lavorare di getto.</p>
<h4>Quindi ti metti davanti a una tela bianca e dipingi…</h4>
<p>Diciamo che faccio tutte e due.<br />Nell’ultimo anno, mi son ritrovata a “pensare” di più prima di iniziare un lavoro, rispetto a prima che usavo solo istinto.<br />Di recente, la Provincia di Prato ha chiamato me e altre artiste, per partecipare ad una collettiva in piazza delle Carceri, organizzata dall’ufficio delle pari opportunità. Quindi mi sono detta: “Anche se la mostra dura un solo giorno, perché invece di attaccare i quadri come spesso è successo in passato, non comincio un po’ a studiarmi cosa significa “pari opportunità”? Ho pensato: ”le donne adesso, quelle che abitano Prato comprese tutte le donne delle varie etnie, hanno pari opportunità con gli uomini? E le donne  di tutta Italia? E fuori dall’Italia?”. Mi sto documentando in questo senso. Così il mio lavoro diventa più interessante, dandomi un occasione in più per approfondire determinati argomenti. Poi ovviamente sulla tela gioca  l’istinto insieme alle intuizioni del momento. Mi diverto molto&#8230;</p>
<h4>Era una domanda un po’ a tradimento! Sono dell’opinione che le cose nascano dal momento. Ci sono momenti in cui devi pensare perché non puoi fare altro. Le cose devono sempre venire così come sono, altrimenti poi si rischia sempre che appaiano costruite a tavolino.</h4>
<p>Sì, infatti.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_10.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>La sensazione che si ricava da buona parte dei tuoi quadri è di tranquillità e ottimismo. Si è come catapultati in una realtà fatta di colori caldi, rassicuranti e di momenti, quelli belli, che si perdono nella frenesia della vita.  Poi finisci davanti a una serie come “incubi” e rimani spiazzato. Quanta vita reale c’è nelle tue opere?</h4>
<p>Tutta. Tutta la mia vita. Non so perché dai miei quadri venga fuori la tranquillità, perché alla fine sono una persona parecchio agitata, antipatica… arrabbiata. Però anche quando cammino per strada e mi ritrovo a guardare  le stesse case, le stesse vie, cerco e mi piace cercar di vederle con occhi nuovi.<br />Spesso cammino per Prato  e mi ritrovo assalita da una sensazione così piacevole che mi par di essere in vacanza. Stamani mi trovavo all’anagrafe e per distrarre la noia dello stare in fila  mi sono messa a guardare per terra e a seguire le geometrie del pavimento e ho iniziato a divertirmi. Nelle venature di quei marmi colorati mi son persa, pareva di essere nello spazio. Mi veniva voglia di andare da tutti gli altri bambini a dirgli <em>“Ma hai visto che c’è lo spazio  qui per terra?”</em>. Capito cosa voglio dire? Mi piace soffermarmi sulle piccole cose e divertirmi.</p>
<h4>Sì, anch’io faccio un processo simile nel senso che quando mi annoio mi metto a guardare le persone e mi diverto a inventarmi storie. Soprattutto quando sono in sale d’attesa o alla stazione…</h4>
<p>Sì, che belle le  scarpe. Credo che dalle scarpe si possa capire molte cose di una persona, anche se può essere tua amica o meno.<br />Comunque riprendendo il discorso sull’ottimismo, non penso di essere una persona precisamente ottimista, è come se la pittura fosse un gioco un po&#8217; “maledetto” contro le tristezze. Ora questo, non significa che io sia sempre triste…</p>
<h4>Sì, capisco benissimo quello che intendi dire.</h4>
<p>Per dire adesso ho trovato un libro che si intitola <em>“La via dell&#8217;arista”</em> di Julia Cameron. Uno degli esercizi del libro propone di fare una cosa bellissima; svegliarsi la mattina 10 minuti prima del solito e scrivere tre pagine di getto e poi riscrivere il tutto in forma positiva. In pratica trasformi tutti i tuoi lamenti in cose propositive. E per me forse la pittura è così: trasformare le cose “brutte” in qualcosa che potenzialmente potrebbe essere positivo&#8230; considerato che  nostri pensieri si materializzano&#8230; pensiamoli bene!</p>
<h4>I tuoi quadri sono caratterizzati per la maggior parte da atmosfere oniriche e surreali. Quali sono le cose che ti hanno più influenzato?</h4>
<p>Le cose che più mi hanno influenzato sono quelle che mi sono vicine, certi libri, film, musica. Mi viene in mente Michel Gondry, il regista di <em>“Se mi lasci ti cancello”</em> mi piace molto, riesce a creare atmosfere oniriche magnificamente&#8230; come i film <em>“Waking life&quot;</em> e <em>&quot;Dogville”</em> che adoro quanto Jung. I sogni influenzano la mia vita, così anche la pittura. Non  parlo di  sogno in se per se (anche se spesso dipingo ciò che sogno), ma come linguaggio dell&#8217;inconscio. A me capita che se non sogno per un po&#8217; di tempo inizio stare male: tanta gente non fa caso ai propri sogni&#8230; io invece ho il bisogno di ricordarli (infatti ho un quaderno per trascriverli tutti), perché è da loro che capisco un sacco di cose di me.</p>
<h4>Penso dipenda molto anche dalla sensibilità della persona. C’è chi i sogni li evita perché non sono interessati a vedere qualcosa di diverso. Invece per te i sogni sono una componente fondamentale.</h4>
<p>Per molta gente  il sogno viene interpretato come se fosse una cosa stupida della notte&#8230; e non una strada che conduce al nostro io più profondo&#8230; effettivamente guardarsi dentro spesso fa paura, ci vuole un po&#8217; di coraggio&#8230;</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_02.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Tra le serie che hai realizzato una di quelle che personalmente mi piace di più è quella dedicata a Francesco. Ma chi è Francesco e, soprattutto, si può sul serio dormire tranquilli tra le braccia di un coccodrillo?</h4>
<p>Francesco è il mio bambino (immaginario), il mio bambino patetico, che adora stare in mezzo al verde,  sognare e  non so bene il perché, ma Francesco passa poco tempo con le persone&#8230; pare che si senta più a suo agio con gli animali. E’ un bambino cosciente che vorrebbe essere e diventare un uomo cosciente. E come se fosse un uomo adulto che si ricorda come si fa a essere bambino. Un po’ come un <em>Piccolo Principe</em> che ha per amiche  tutte le rose del mondo, il concetto del bambino che ti sta dentro.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_07.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Ho visto che hai dedicato un quadro a Pierino Porcospino di Hoffmann. Me lo ricordo piuttosto bene, perché ero allucinata dal sadismo della <em>“Tristissima storia degli zolfanelli”</em> della stessa serie.  Ma perché le fiabe devono sempre avere una morale? </h4>
<p>Le fiabe non hanno morale. Quelle sono le favole. Le fiabe  danno la possibilità ai bimbi e non solo, di estrapolare la soluzione di qualche problematica, proprio di quella che hai bisogno. Quando un bambino chiede che gli si rilegga più volte una fiaba è perché sta cercando di elaborare una soluzione ad un suo problema.</p>
<h4>E’ un concetto delicato. Quando uscì il libro di Hoffman fece un successo clamoroso, se la stessa cosa uscisse oggi verrebbe probabilmente bandita. Perché era crudele, in maniera quasi ossessiva.</h4>
<p>Ma i bambini sono crudeli. E terrificanti. No?!?</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_06.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Ma tu ti sei mai imposta dei limiti morali nel dipingere?</h4>
<p>Tipo: l’aver paura di quello che pensa la gente? Posso averci pensato per trenta secondi, ma ho poi  sempre fatto ciò che volevo. A volte però può succedere, che se a breve mi scade una bolletta&#8230; e non ho soldi (premetto che i gatti li adoro&#8230; provate a chiedere a Vera), so che se dipingo un gatto, è più facile trovargli un padroncino affettuoso, rispetto ad un quadro enorme con su “una bambina con i capelli ritti con occhi impauriti  nel letto”.<br />Più che altro&#8230; la cosa che mi fa più paura, sono i periodi in cui la mia creatività pare scomparire&#8230; per poi ritornare regalandomi un qualcosa di nuovo nello stile. Quando succede ciò mi chiedo cosa ne penserà la gente, come reagirà, come per i quadri di <em>“La favola del figlio cambiato”</em> di Pirandello che ho esposto alla Corale Guido Monaco a Prato poco tempo fa. Le reazioni delle persone mi incuriosiscono.</p>
<h4>Esiste un filo conduttore nelle tue opere? Qual è la tematica a cui sei più affezionata?</h4>
<p>Come dicevo prima il sogno&#8230;</p>
<h4>Qual è per te la tua situazione ideale / stato mentale per dipingere?</h4>
<p>Ultimamente mi diverto molto a disegnare dopocena a casa. Chiudo lo studio, vado a casa e anche se non ho molto posto e sono limitata perché tutti i colori li ho qua, mi diverto a lavorare&#8230; eheheh!</p>
<h4>Quali sono gli strumenti/tecniche con cui preferisci lavorare?</h4>
<p>In questo momento mi diverto molto a fare foto, stamparle e lavorarci sopra. E poi dato che adesso ho tutti questi colori meravigliosi <em>- indicando i suoi nuovi espositori di matite, pastelli e gessetti, che raccolgono una serie di arcobalenoiche sfumature - </em>e anche se solitamente uso acrilico e il pigmento insieme, ora, posso aggiungere queste meraviglie e così mi diverto un mondo.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_01.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Qual è il lavoro a cui sei più affezionata?</h4>
<p>Uno rappresenta una bambina nel letto con i capelli rosa spaventata del buio e, un altro, una bimba che svolazza nel cielo sopra ad un bosco dove tra gli alberi ci sono giraffe che la guardano volare. Ho capito ciò a cui mi sarei ispirata negli anni successivi grazie a lei.</p>
<h4>L’aneddoto più divertente sulla genesi di un tuo quadro?</h4>
<p>Oddio non ricordo nessun aneddoto particolare&#8230; mi vien in mente - non so perché - la bambina che mi rubò la girandola. Entrò con sua madre in bottega piangendo e quindi gliela diedi per giocare. E lei andandosene se la portò con sé. Peccato che avessi quella girandola da sempre e fossi particolarmente affezionata&#8230;</p>
<h4>E qui si ritorna sul fatto che i bambini sono esseri orribili…</h4>
<p>…ma soprattutto lo sono i genitori. Molti genitori sono &quot;orribili&quot; perché sono disinteressati all&#8217;educazione e lasciano fare ai figli ciò che vogliono.<br />Mi è venuto in mente un altro aneddoto simpatico: fu quando entrò una signora e mi domandò <em>“Scusi ma… me lo potrebbe sistemare il quadrante dell’orologio?”</em>. E invece un’altra signora voleva acquistare una spazzola per capelli.</p>
<h4>Si parla sempre su cosa abbia più valenza comunicativa tra la parola e l’immagine. Tu che fai la pittrice di parole e sogni cosa ne pensi?</h4>
<p>&#8230;le parole – come diceva la mia professoressa di italiano delle superiori – sono pietre e bisognerebbe usarle bene. Sono importanti, almeno per me, anche se faccio molto attenzione  anche  al linguaggio non verbale. Spesso il corpo e le energie che emaniamo son più chiare delle parole… Insomma&#8230; sia la parola che l’immagine hanno importanza, si fondono tra loro.<br />Io personalmente mi affatico con le parole cercando di farmi capire&#8230; a volte mi pare di riuscire ad esser più chiara attraverso le immagini.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_09.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Cosa pensi della scena artistica italiana? A parte piccole realtà siamo tornati nuovamente alla mercificazione dell’immagine?<br />
Esiste ancora l’originalità nel mondo dell’arte? Oppure si tratta solo di fare “variazioni sul tema”?</h4>
<p>L’originalità è una cosa che “non mi interessa”, sono felice quando vedo qualcosa che mi stupisce, che riesce a farmi aprire nuove finestre. Perché bisogna essere per forza originali? Penso che le persone si somiglino. Mi piace il fatto che siamo tutti un po’ simili e proviamo bene o male le stesse emozioni. Io non potrò mai essere sicura di come senti, ma alla fine facciamo tutti le stesse cose e abbiamo le stese esigenze. E quando vedo che qualcuno ha un simile immaginario al mio, sono contenta.<br />Ritrovare dall’altra parte del mondo persone che creano con i colori una simile atmosfera mi fa capire che c’è qualcuno che…  può capirmi!</p>
<h4>Ed è più simile a te di quanto potessi immaginare…</h4>
<p>Sì! Non dico mai cose come <em>“Accidenti non sono riuscita a trovare uno stile o sono simile a quello”</em>. Ciò che voglio è riconoscermi nei colori che metto. Sai quante persone ci sono più brave di me? Io imparo dagli altri, dalle diversità, anzi, mi piacerebbe tanto riuscire a trovare delle persone con cui poter interagire e mettersi a confronto.</p>
<h4>Qual era il tuo sogno da bambina?</h4>
<p>Sognavo di fare  documentari sugli animali&#8230; così studiavo le galline del pollaio, dietro casa.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_04.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Ti hanno mai fatto commenti particolari, che magari non avevano nessuna attinenza con quello che effettivamente volevi comunicare o con quello che per te rappresentava quel quadro?</h4>
<p>Questo: <em>“Bello”</em> oppure <em>“Sei veramente brava”</em>. Molte persone fanno complimenti per pura formalità&#8230; preferirei un bel silenzio.<br />Le cose più allucinanti le sento dalla vetrina. Infatti <em>“Parole Cattive”</em> è nato proprio da questo. Un dicembre terribile dove io stavo qui dentro e sentivo la gente fuori che ne diceva di tutti i colori. Forse erano anche stupidaggini ma sul momento intristivano. Forse era colpa del Natale, che mi rendeva troppo sensibile.<br />A volte mi succede che la gente entra e e cerca d&#8217;impormi dei lavori noiosi che mi rifiuto di eseguire. Ho deciso, dipingo perché mi diverto&#8230; anche lavorare su commissione mi diverte. Ma se una qualcuno entra e mi dice <em>“Fammi un quadro con un bambino con la maglia a pois rossi e lo devi fare su una scala a pioli di legno…”</em>, insomma, mi deve descrivere tutto quanto comprese le sfumature&#8230; io non ci sto, mi annoio così&#8230;</p>
<h4>Immagino. Anche perché eseguire alla lettera delle indicazione darebbe vita a un lavoro mediocre.</h4>
<p>Ma sì. Di cose fatte senza amore ne è piano il mondo. Io cerco di limitarmi in ciò. Mi ricordo una volta che entrò un signore, la tipica persona con il libretto degli assegni che gli esce dalla tasca, e esordì dicendomi <em>“Io voglio di una copia di un Kandinskij”</em>. Era molto deciso&#8230; ma io lo fui di più.</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_13.jpg" alt="lauraballa" /></div>
<h4>Progetti per il futuro? Che consigli daresti a chi, come te, vuole intraprendere questa strada?</h4>
<p>Consiglio vivamente di imparare che non si può avere tutto, ma la creatività vi riempirà l&#8217;anima. Consiglio, come dice il maestro Junakovic: coraggio passione e fatica.<br />Ho scoperto l’altro giorno una frase molto bella: <em>“La vita non è denaro, la vita è arte”</em>. Perciò si può vivere di arte anche lavorando in un ufficio.<br />Progetti per il futuro… portare i miei quadri fuori da Prato, a prendere un po’ d’aria fresca. Intanto dovrei esporre a fine luglio a Stromboli e Lipari, a settembre a Torino! Poi mi piacerebbe andare in Spagna e anche in Germania.</p>
<h4>Un mio collega molto spesso chiede all’intervistato chi vince tra Goldrake, Mazinga e Daitarn III. Visto che siamo tra gentili fanciulle… chi vince tra Candy Candy e Lady Oscar?</h4>
<p>Chi vince tra loro? In questo momento mi mettono ansia tutte e due!<br />Ps.lo sapevi che Candy lascia Terence e si sposa lo zio Albert?</p>
<p style="text-align: right;"><em><a target="_blank" href="http://www.laleti.it">di Letizia Tasselli</a></em></p>
<p>Ringraziamo Lauraballa per averci ospitato nella sua bottega, donandoci un po’ del suo tempo e un po’ dei suoi sogni!</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Lauraballa/lauraballa_pdf.pdf">Scarica l&#8217;intervista in formato PDF!</a></p>
<p><em>Tutte le immagini © Lauraballa</em></p>
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		<title>Incontra il Creativo: Matteo Ragni</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Ragni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Signori e Signore,mettete i ventilatori alle tastiere e piantate l’ombrellone nel pavimento, perché la prossima settimana sul forum di Officina Creativa farà molto più caldo che fuori.Dopo essere stato nostro ospite sul blog (gli smemorati vedano qui), Matteo Ragni (link) sará nostro ospite&#160; all’interno dell’iniziativa Incontra il Creativo.Potrete rivolgergli domande e soddisfare le vostre curiosità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/matteo_ragni_by_nadia_moro.jpg" alt="Matteo_Ragni" /></div>
<p>Signori e Signore,<br />mettete i ventilatori alle tastiere e piantate l’ombrellone nel pavimento, perché la prossima settimana sul forum di Officina Creativa farà molto più caldo che fuori.<br />Dopo essere stato nostro ospite sul blog (gli smemorati vedano <a target="_blank" href="http://www.officina-creativa.net/blog/2008/06/09/a-chiacchiera-con-matteo-ragni/">qui</a>), <strong>Matteo Ragni</strong> (<a target="_blank" href="http://www.matteoragni.com">link</a>) <strong>sará nostro ospite&nbsp; all’interno dell’iniziativa Incontra il Creativo</strong>.<br />Potrete rivolgergli domande e soddisfare le vostre curiosità. Criticarlo apertamente e discutere di (buon) design, sorseggiando un ottimo cocktail di creatività e fantasia.<br /><del>Fate il conto alla rovescia perché dal <strong>30 Giugno al 6 Luglio partirà l&#8217;intervista collettiva sul nostro forum</strong>. E i protagonisti sarete voi!</del> Ci siamo! Vi aspettiamo con le vostre domande!<br /><a href="http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=4196.0">http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=4196.0</a><del><br /></del></p>
<p>Matteo Ragni si è laureato al Politecnico di Milano in Architettura, vincendo nel 2001 il Compasso d&#8217;Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con &quot;Moscardino&quot;, posata multiuso biodegradabile esposta anche nella collezione permanente del MOMA di New York. Tra i suoi clienti Poltrona Frau, Coop, Invicta, Bialetti, Guzzini e Piquadro.</p>
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		<title>Alla scoperta di&#8230; Zo_loft</title>
		<link>http://www.officina-creativa.net/blog/2008/06/16/alla-scoperta-di-zo_loft/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alla scoperta di]]></category>

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		<category><![CDATA[Incontra il Creativo]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Cingoli]]></category>

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		<category><![CDATA[Din-ink]]></category>

		<category><![CDATA[Francesca Fontana]]></category>

		<category><![CDATA[Macef Design Award]]></category>

		<category><![CDATA[Paolo Emilio Bellisario]]></category>

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D&#8217;ora in poi le vostre penne avranno un buona ragione per essere mangiucchiate: usatele per Din-ink. Din-ink é linea di oggetti che vi permette di trasformare la vostra Bic in un set completo di posate da pranzo da ufficio. Un set di tappi che si adattano alle più comuni penne a sfera e le trasformano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img alt="zo-loft team" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Zo-loft/zoloft-team1.jpg" /></div>
<p>D&#8217;ora in poi le vostre penne avranno un buona ragione per essere mangiucchiate: usatele per Din-ink. Din-ink é linea di oggetti che vi permette di trasformare la vostra Bic in un set completo di posate da pranzo da ufficio. Un set di tappi che si adattano alle più comuni penne a sfera e le trasformano in coltello, cucchiaio e forchetta. Biodegradabile al 100%, è un prodotto intelligente che si é meritato il primo premio del <a href="http://www.designboom.com/contest/winner.php?contest_pk=21" target="_blank">Macef Design Award 2008</a> dal tema “Dining in 2015”. </p>
<p>Autori di questo progetto sono quattro giovani designer Italiani: Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini e Francesca Fontana, uniti sotto il nome di Zo_loft (<a href="http://www.zo-loft.com/" target="_blank">link</a>). Nato in ambiente universitario, il loro é un gruppo che propone una progettazione dinamica e ibrida, in grado di comprendere il perenne cambiamento e la progressiva fluidificazione delle attività  umane.</p>
<p>Per chi si fosse perso l&#8217;intervista collettiva sul forum ecco un piccolo promemoria con tutti i botta e risposta degli utenti di Officina Creativa con il team Zo_loft che ha partecipato alla nostra inziativa <a href="http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?board=39.0" target="_blank">&quot;Incontra il Creativo&quot;</a>. <br />Perché delle cose che ci piacciono davvero non ci stanchiamo mai.</p>
<p><span id="more-97"></span></p>
<h4><em>#1 mrpink: </em><br />Ciao a tutto il team di Zo-loft e grazie per essere venuti a farci visita! Dunque dunque, eccomi a fare la prima banalissima ma fondamentale domanda. Come vi é venuto in mente Din-ink? Lo avete pensato esplicitamente per il concorso? Se questo é il caso, c&#8217;erano mille e più possibiltà  per affrontare il tema Dining in 2015 e la vostra mi sembra una soluzione a dir poco originale. <br />Stavate mangiucchiando le vostre Bic ed é nata l&#8217;idea? <br />Quello che mi piace di questo oggetto é che ha una poetica molto munariana, in cui si combinano concetti apparentemente del tutto separati per creare una nuova incredibile soluzione. Insomma, che cosa vi ha ispirato?<em></em></h4>
<p>Grazie per tutti i complimenti. Sì, din-ink é nato proprio per il concorso e in particolare per la categoria mangiare in ufficio: c’erano tre categorie tra cui poter scegliere ufficio, casa e viaggio (anche se diciamocelo almeno noi din-ink lo useremo sempre in ogni occasione!). Ufficio = scrivania = penna di lì il passo é breve! Il concept sicuramente deriva dall’osservazione di una realtà  comune alla maggior parte delle persone, cioè dall’osservazione delle nostre pause pranzo, spesso fatte in velocità, tra un disegno e l’altro, magari davanti ad un computer per finire una consegna o anche solo per leggere le email e chattare su msn. L’essenza del progetto é quindi un pò a metà tra riflessione e provocazione, allo stesso modo che tra estetica e funzionalità, veicolata da due mezzi di espressione comunissimi: una penna e una posata<em>. (Paolo)</em> </p>
<p>Ci fa molto piacere sentir parlare di din-ink e poetica munariana. Gli oggetti di design che noi stessi comperiamo hanno un fascino irresistibile, ma molto spesso diventano solo un pretesto per un regalo simpatico e originale. Noi crediamo che anche un oggetto piccolo e apparentemente superfluo possa in qualche modo aiutarci a vivere meglio una determinata situazione. Il primo compito da affrontare é quello di individuare la lacuna del sistema sul quale noi vogliamo intervenire. La nostra esperienza e la nostra creatività  troveranno la soluzione più originale. <em>(Cristian)</em></p>
<h4><em><em>#2 zarigeno:</em></em><br />Salve Zo-loft, Innanzitutto complimenti per il progetto! <br />Riguardo a Zo-loft: <br />Ho letto di voi ma non ho ben capito, di dove siete / dov&#8217;é il vostro studio?<br />Sono curioso di vedere altri vostri progetti ma il sito é in costruzione. Dove posso trovare qualcosa?<br />
Riguardo a Din-ink, che mi ha fatto molto ridere in prima istanza:<br />
Avete già commercializzato il progetto o é un prototipo? Lo considerate un progetto concettuale o di pratico utilizzo nella quotidianità?<br />
Qual é o quale pensate possa essere il prezzo giusto per questo prodotto? </h4>
<p>Lo so, il sito purtroppo tarda ancora a giungere a conclusione.<br />
Per quel che riguarda din-ink per ora il prodotto non é ancora commercializzato, però stiamo lavorando affinché possa uscire sul mercato al più presto, speriamo addirittura per luglio/agosto anche perché le richieste sono state tante e noi stessi non vediamo l’ora di organizzare una festa in cui tutti mangeranno con le loro din-ink! Per quel che riguarda i costi purtroppo il prezzo finale non dipenderà  da noi, ma dall’azienda produttrice. Come si può evincere dal progetto, din-ink nasce come un oggetto popolare, semplice, progettato con un carattere di temporalità, pensato per poter essere distribuito anche nei dispenser e, come tale, nel nostro immaginario dovrebbe avere costi accessibili a tutti, ma proprio tutti e quindi bassi.<em> (Paolo)</em></p>
<h4><em><em>#3 serpe:</em></em><br />Avrei una domanda sui prodotti in questione, forse banale però é un mio dubbio: il tappo quello a coltello come resta fissato sulla penna durante l&#8217;utilizzo? Cioè quando vado ad utilizzare la penna/coltello, il movimento tende naturalmente a sfilare il tappo. Come avete pensato di risolvere questo inconveniente? </h4>
<p>Se vedi l’immagine dell’ultima tavola di concorso si vede appunto il dito che poggia sul tappo e in particolare sulla linguetta: è proprio in questo modo che la presa resta salda. Il tappo comunque non si toglie così facilmente mentre si utilizzano le posate, ma resta ben saldo alla penna, provare per credere!<em> (Paolo</em>)</p>
<div style="text-align: center;"><img alt="din-ink" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Zo-loft/din-ink02.jpg" /></div>
<h4><em><em>#4 milla:</em></em><br />Ciao a tutti! La mia é più una curiosità  che una domanda. Alle volte in casa mi sono ritrovata ad usare le mie amate bic come fossero bacchette (poi mi sono decisa a comprarne un paio vere), tanto per esercitarmi e non fare la solita figura dell&#8217;italiana che va nel ristorante giapponese e chiede la forchetta&#8230; Quindi la domanda é: avete fatto anche una versione &quot;orientale&quot; del tappo? O magari vi era venuto in mente e poi per qualche motivo avete lasciato perdere?<em></em></h4>
<p>No, a dire il vero sono stati gli altri a proporci questo tipo di associazione così come hai fatto tu, ma non é mai stato nei nostri obbiettivi trasformare le bacchette, però&#8230; w la cucina cinese e soprattutto giapponese! Ne siamo tutti e quattro ghiotti!<em> (Paolo)</em></p>
<h4><em><em>#5 mrpink:</em></em><br />Come vi siete comportati per i materiali e la realizzazione del prototipo? Ho letto che Din-ink é riciclabile al 100%, ma é lo stesso materiale dei comuni tappini delle Bic? Oppure avete ricercato un materiale che avesse le proprietà  volute? E il prototipo da chi lo avete fatto fare, avete cercato chi lavorava quello specifico materiale? Insomma, io non ho idea di come si faccia a realizzare un prototipo. Da cosa si parte? <br />Nella vostra biografia dite che vi siete conosciuti in ambiente universitario&#8230; Dove avete studiato e cosa? <br />In che modo la vostra formazione influenza il vostro metodo progettuale? <br />Come avete iniziato questo gruppo? Condividete le stesse idee sulla progettazione oppure la vostra diversità  é la vostra forza? Cosa volevate fare da bambini? Tra l&#8217;altro sarei curiosa di sentire il parere dei voi tutti, anche sulla stessa domanda!<em><br /></em></h4>
<p>Dunque io sono di Sora (FR), Cristian di Chieti, Francesca di Popoli e Andrea di Roseto degli Abruzzi. La sede ufficiale é a Roseto degli Abruzzi, ma la maggior parte dei nostri progetti é nata nella casa/studio di Andrea a Pescara. Di solito quasi tutte le riunioni per lavori/concorsi/idee le facciamo lì tra un sushi e un involtino primavera Smiley. <br />Il materiale scelto per din-ink non é lo stesso dei tappi, ma é stato scelto appositamente per l&#8217;occasione. Volevamo che fosse un materiale biodegradabile con determinate caratteristiche di resistenza e durabilità,  così alla fine la scelta é caduta sul PSM che ha appunto le caratteristiche che sono anche citate nelle tavole di concorso. Al momento, comunque, stiamo facendo anche altre ricerche su ulteriori materiali biodegradabili che potrebbero avere prestazioni ancora migliori per la commercializzazione del prodotto. Il prototipo che vedi nelle immagini  é in plastica, decisamente più pratico da realizzare per partecipare al concorso! Per realizzare un prototipo basta rivolgersi a delle aziende specializzate che lo fanno proprio per mestiere, ce n&#8217;é una proprio vicino Pescara, basta portare i disegni o un modello 3d o reale e il gioco é fatto (sempre che la sorte avversa non intralci!). <br />Tutti e quattro abbiamo studiato nella facoltà di Architettura di Pescara (io in particolare ancora ci studio perché dovrei completare la tesi a Luglio) ed é proprio lì che ci siamo incontrati durante i primi anni di università.<em> (Paolo)</em></p>
<h4><em><em>#6 Nowy23:</em></em><br />Ciao Zo_loft! E&#8217; molto bello avervi in visita qui da noi, grazie per essere passati e un grosso &quot;wow!&quot; per il progetto Din-Ink. E&#8217; una delle idee che mi ha più stimolato creativamente da quando ne sono entrato in contatto. Sono curioso di sapere qualcosa di più sul vostro modo di essere dei creativi.<br />
Cos&#8217;é la creatività  e cos&#8217;é il design per voi?<br />
Dove e come trovate stimoli, ispirazioni, nuove idee?<br />
Anche voi siete della famiglia di creativi che le idee migliori le trova al pub piuttosto che in studio? Il vostro lavoro vi rende felici? E se da anziani un giorno vi guarderete indietro, cosa potreste pensare di ciò che state facendo adesso? E, infine, chi vince, tra Mazinga Z, Goldrake e Daitarn III?</h4>
<p>Premetto che le risposte sono soggettive e sicuramente un altro componente del team Zo_loft  potrebbe avere un diverso punto di vista, ma é naturale e positivo per noi che sia così. La creatività é un enigma, una formula sconosciuta, ma é anche un modo per dimostrare che per ogni soluzione trovata, ce né sempre una che aspetta di venire allo scoperto.  Ho sempre trovato affascinante e attuale il paragone che spesso si fa con la musica; anche se le note sono 7 (per modo di dire), é stato possibile comporre un’infinità di brani musicali, ognuno in grado di trasmettere sensazioni diverse e spesso anche diametralmente opposte. Il design industriale é la possibilità che il mercato ci offre di mettere la nostra creatività al servizio di tutti. <br />E’ difficile dire in che modo si trovano stimoli per i nostri progetti in quanto ogni progetto necessita di un particolare ragionamento. Riferendomi esclusivamente al design, potrei fare un paio di esempi abbastanza semplici: trovo molto utile a volte ragionare su sistemi molto semplici e versatili (elastico, bottone ecc.) e magari portare uno di questi sistemi in giro con me in ogni luogo. Cambiare contesto, ma ragionando sempre sullo stesso sistema può risultare illuminante. Un altro metodo può essere quello di partire direttamente dal controsenso e immaginare soluzioni impossibili ma interessanti e razionalizzare successivamente. In questo modo nascono anche tante battute e risate tra gli elementi del gruppo. Per quanto possa essere vero, din-ink é nato proprio nello studio, mentre cercavamo idee per un concorso di food design. Nessuna influenza esterna.<br />
Direi che il nostro lavoro ci rende soddisfatti.  La felicità a mio avviso ha bisogno anche di altre importanti soddisfazioni.<br />
Mi immagino anziano in un ospizio e spero che i miei vicini di letto siano Paolo, Andrea e Francesca con flebo e pannolone che discutono animatamente di un progetto.<br />
In questo momento ti direi che tra Mazinga Z, Goldrake e Daitan III vince sicuramente Homer Simpson. (<em>Cristian)</em></p>
<div style="text-align: center;"><img alt="din-ink" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Zo-loft/din-ink.jpg" /></div>
<h4><em><em>#7 Nowy23:</em></em><br />Ci raccontate com&#8217;é una vostra giornata tipo in studio? Un pò per capire come organizzate il vostro tempo professionalmente, tra risposta alle mail, brief, lavori ecc. e un pò per sapere gli imprevisti tipici che vi capitano e le particolarità del vostro modo di stare in studio, di ispirarvi, di stare insieme. Per esempio nel mio c&#8217;é l&#8217;abitudine ogni martedì di fare una grigliata di carne sul balconcino durante la pausa pranzo.&nbsp;<em></em></h4>
<p>Per capire bene una giornata tipo, bisogna partire dalla giornata tipo precedente; per organizzare un incontro di tutti e quattro gli zo_loft, bisogna mettere in moto un sistema che Rubik, se fosse vivo non saprebbe sicuramente risolvere. Le telefonate cominciano dalla mattina presto e molto spesso si riducono solo ad avvisi di utenti irraggiungibili, a volte occupati e rare volte anche inesistenti! Non ci scoraggiamo perché prima o poi qualcuno risponderà.  Dopo altri vani tentativi si perde la speranza e si decide di abbandonare il team zo-loft per scarsità di relazioni tra gli elementi del gruppo.  A quel punto arriva la telefonata: <em>&quot;Mi hai cercato?&quot;</em> (dal vivavoce di un’automobile in corsa sull’autostrada).  Con grande difficoltà di comprensione capisco che ci saremmo incontrati il giorno dopo a Pescara. <em>“Ci vediamo a casa mia alle…&quot;</em> (galleria). La telefonata si conclude bruscamente.  Alle due di  notte riusciamo a parlare di nuovo ma, dopo aver chiuso la telefonata, ci rendiamo conto che nessuno ha capito niente di quello che é stato detto perché abbiamo parlato nel sonno.<br />
La giornata tipo. Il primo ad arrivare allo studio é il gatto che accende tutti i pc. La giornata comincia con tutti i buoni propositi e con la moka da 2 litri di caffè che Francesca mette sul fuoco. Per prima cosa si legge la posta e si commentano le mail. Tutto normale.  Andrea <em>“Vi volevo passare questo file! Ci ho lavorato ieri”</em>. Tira fuori la sua chiavette usb e noi ci mettiamo istintivamente un attimo sulle difensiva. <em>“Tranquilli, l’ho formattata proprio ieri prima di metterci il file”</em>. Noi ci fidiamo perché é giusto che sia così. Nel giro di due minuti abbiamo tre computer infetti! Andrea dice che é impossibile, allora tutti guardano il gatto. Red mette subito le zampe avanti dicendo che lui non c’entra niente, ha solo acceso i computer e basta. (continua…).<em> (Cristian)</em></p>
<p>Salve a tutti! Siamo tornati anche noi! Scusateci per l’assenza ma il nostro lavoro che al momento é a metà (non proprio metà…) tra architettura, design, università  (etc etc etc…) é pieno di imprevisti e occasioni che non possono essere tralasciate. Dunque, vedo un sacco di belle domande e anche un sacco di risposte…!<br />
Prima di tutto grazie mille per i complimenti! Noi siamo tutti architetti con diversa specializzazione, diversi interessi, diverse opinioni sul modo di fare e gestire il progetto. Tutti siamo accomunati dall’interesse per il controllo temporale dei progetti: per noi il progetto è TRASFORMAZIONE a prescindere dalla scala e dal tema. Poi come ci si arriva é un casino, ma questa é un’altra storia! Io da bambino volevo fare l’archeologo e il mio eroe preferito era Indiana Jones! In realtá  scelsi architettura perché mi dava l’opportunitá  di raggiungere l’archeologia senza passare per le lettere antiche. Poi ho scoperto il progetto architettonico e… ora siamo qui!<br />
La creatività é parte della nostra vita; non la considero cosa eccezionale che dipende da doni divini o lampi rivelatori. E’ strettamente legata all’ordinario perché tutto ciò che ci circonda viene dalla creatività di qualcuno… é per questo che credo che chiunque possa e debba in qualche modo provare a chiedere a se stesso <em>“Funziona bene questa cosa? Cosa manca? Poteva essere più bello? Che potrei farci ancora?”</em> per contribuire a questo processo in continua evoluzione che si autoalimenta (e di cui noi ci cibiamo!). Design é capire come mettere assieme poetica e pratica e cercare di farle arrivare a chi ne ha bisogno. L’ispirazione la trovi sempre dove meno te l&#8217;aspetti… l’importante é tenere sempre su le antenne e elaborare continuamente. L’idea arriva quando una volta che l’ispirazione ha fatto breccia e, escluse le prime 1254 ipotesi semi convincenti, arrivi a dire CE L’ABBIAMO! Il pub funziona bene ma io preferisco sushi e pizza! Il nostro lavoro é bellissimo e personalmente mi rende davvero felice ma l’architetto é architetto sempre, dalla mattina alla sera, a casa e in ufficio. Sono i ritmi che a volte rendono questa professione un pò pesante, bisogna riuscire ad organizzarsi bene (e noi ci stiamo provando!).<br />
Da anziano? Appena lo divento te lo dico!<br />
Io sono un fan di daitarn III… poi usa anche l’energia solare e quindi é anche ecosostenibile! (<em>Andrea)</em></p>
<p>Innanzitutto vi ringrazio per le critiche positive e per il vostro interessamento. Mi dispiace non aver atteso, da parte mia, alle migliori aspettative di partecipazione, ma é stata una settimana, per così dire, piena di colpi di scena e sfortunati imprevisti. <br />Vedo che Cristian ha intrapreso il racconto della giornata tipo, assolutamente calzante! Ho letto le domande che ci avete rivolto e, al di là delle attinenti considerazioni di Paolo, delle emozioni e dell&#8217;ironia di Cristian e del <em>“mondo trasformabile e giammai non meccanizzato”</em> di Andrea mi piacerebbe aggiungere a capo di tutto o, se preferite, in fondo alla pagina, ciò che si dovrebbe leggere tra le righe. Il nostro motto é <em>“ci proviamo” </em>perché tutto questo ci fa divertire. Perché siamo i primi fan e i primi critici di noi stessi. Perché di tante cose potremmo farne a meno ma, guardandoci negli occhi, noi ce le compreremmo&#8230; perché ci dà occasione di incontrarci. Ed é assurdo, ma riusciamo a vederci più spesso se c&#8217;é qualcosa da fare o da portare a termine piuttosto che se dovessimo organizzare con tanto di preavviso una banale gita fuori porta&#8230; e quest&#8217;anno a pasquetta ha pure piovuto! <br />Si, usciamo tutti e quattro da architettura, ma di come ci siamo entrati potremmo imbandire una tavola rotonda e metterci comodi. <br />Andrea, parallelamente ai suoi undici anni di pianoforte partecipava alle campagne di scavi archeologici già alla tenera età di 13 anni (non gli ho chiesto se si allenava nel giardino di casa con la paletta e il rastrello da spiaggia - ció che si suol dire un bambino socievole) e nel tempo libero  intravedeva già nella sterminata collezione dei masters che tutti i bambini del quartiere cercavano di sottrargli, la possibilità  di un&#8217;architettura flessibile, smontabile, cangiante, da temporalizzare, forse futuro oggetto del suo dottorato di ricerca&#8230; Ok, avete capito il tipo;  il giovanile Paolo, fancazzista curioso e continuamente smanettatore di tecnologie avanguardistiche, pronto a recepire i tempi che cambiano e aperto alle novitá, ma difensore indenne dei suoi spazi e dei suoi tempi di ripresa, ha sempre coltivato parallelamente la passione del giardinaggio (oltre la fotografia, la cucina, le bien vivre, tout!) e ha scelto di laurearsi in restauro ma, a mio avviso, solo perché Pescara non offre una adeguata specializzazione in architettura del paesaggio; Cristian ho avuto il piacere di conoscerlo piú tardi rispetto agli altri e non credo che riuscirei a fare a meno, oggi, della sua genialità, della battuta pronta e di quell&#8217;argomento di riserva che, di  primo acchito non c&#8217;entra mai niente con quello che stiamo dicendo, da risata isterica incontrollabile e apparentemente immotivata, oggetto di cappottoni, secchiate d&#8217;acqua e di prese per il culo&#8230; ma poi&#8230; <em>&quot;sì&#8230; può funzionare, ma dai, come ho fatto a non pensarci prima, ah ah ah&#8230; ehm&#8230; dai proviamo!&quot;</em>. Entusiasta e ingegnoso, deve toccare con mano per capire ed é continuamente nella sua officina a provare le combinazioni adatte (che naturalmente rispondono anche all’esigenza di trasformabilità di Andrea); vi ha confessato di essere uno sfegatato chitarrista? E infine io, che dirvi, sicuramente un concreto legante a presa rapida, una appassionata di Ludovico Einaudi, sfegatata assertrice del motto <em>“Volere é potere”</em>, accanita promotrice dei proverbi di una volta (ció che mi rende una perfetta compagnia per le persone di una certa anzianitá).<br />
Da bambina non avevo idee precise ma pensavo che tutto quello che avrei voluto fare da grande l’avrei ritrovato nel vasto panorama dell’architettura, un altro grande stereotipo scardinato alle fondamenta dalle innumerevoli strade che al suo interno possono nascere e covare per dipartire verso tutt’altre direzioni&#8230; In tutto questo il risultato di Din-ink é stato un fulmine a ciel sereno, il risultato di un gioco, di una proposta divertente, forse di un’attitudine che ci contraddistingue. Nell’architettura, come nel design, non conta a che scala stiamo ragionando ma il modo in cui approntiamo al problema, alla richiesta. Da sempre fautori del recupero e valorizzazione della multisensorialità, attraverso un disegno per un concept urbano come di un oggetto tascabile, ci muoviamo alla riscoperta di un orizzonte percettivo che scardini la consistenza della materialitá  delle cose per accedere al nocciolo della proposta e scoprire le possibilità di cambiamento, la latenza che si trova insita nei segni e oltre quei segni. Il mastersplan urbano é un momento di confronto con lo spazio fenomenologico della contemporaneitá  da cui siamo instancabilmente fagocitati e in cui vogliamo ritrovarci, che sentiamo il bisogno di reinterpretare a nostro modo, come suoi possibili utenti. Si tratta in qualche modo di un’opera aperta… se volessimo usare le parole di Umberto Eco, che studia le relazioni più che gli oggetti e le possibili implicazioni conseguenti. <br />Voglio ringraziare Ilanit quando a Milano qualche giorno fa ci ha fatto capire a proposito di din-ink e del made in china che non importa quante copie possano esserci delle idee di chiunque, ció che importa é riuscire a giustificare il percorso fatto fino al prodotto, per renderlo proprio e rendere riconoscibile un proprio stile, una personale maniera di operare di fronte ad un problema. <br />Oggi, quando il più delle volte é difficile vivere economicamente del proprio lavoro e non é facile non scendere a compromessi, credo sia importante riconoscersi in un pensiero, in una traiettoria e non perdere mai il gusto di quello che si fa. Se poi lo si fa insieme a degli Amici, ancora meglio! (<em>Francesca</em>)</p>
<p>Ringraziamo gli Zo_loft per averci tenuto compagnia per un&#8217;intera settimana e vi aspettiamo per i prossimi <a href="http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?board=39.0" target="_blank">&quot;Incontra il Creativo&quot;</a>, dove potrete chiedere voi stessi all&#8217;ospite di turno tutto quello che vi passa per la testa. </p>
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		<title>A chiacchiera con&#8230; Matteo Ragni</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Margherita Cardoso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<category><![CDATA[Intervista]]></category>

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Questa settimana siamo stati a chiacchiera con Matteo Ragni (link), Designer di quelli che tengono Fantasia di Munari sul comodino e non dormono mai (da bravo portatore sano di creatività).
Laureato al Politecnico di Milano in Architettura, ha vinto nel 2001 il Compasso d&#8217;Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con &#34;Moscardino&#34;, posata multiuso biodegradabile esposta anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center; "><img alt="Tobeus_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_01.jpg" /></div>
<p>Questa settimana siamo stati a chiacchiera con Matteo Ragni (<a href="http://www.matteoragni.com" target="_blank">link</a>), Designer di quelli che tengono Fantasia di Munari sul comodino e non dormono mai (da bravo portatore sano di creatività).</p>
<p>Laureato al Politecnico di Milano in Architettura, ha vinto nel 2001 il Compasso d&#8217;Oro ADI insieme a Giulio Iacchetti con &quot;Moscardino&quot;, posata multiuso biodegradabile esposta anche nella collezione permanente del MOMA di New York. Tra i suoi clienti Poltrona Frau, Coop, Invicta, Bialetti, Guzzini e Piquadro.</p>
<p>Buona Lettura!</p>
<p><span id="more-96"></span></p>
<h4>Come è iniziata la tua carriera? So che hai studiato architettura&#8230; avevi in mente il design fin dall&#8217;inizio o è stato un &quot;cambio di rotta&quot; successivo?</h4>
<p>In breve sono laureato in architettura perchè sognavo di progettare grattacieli&#8230; e mi sono trovato a progettare cucchiai&#8230; come diceva Ernesto Nathan Rogers &quot;dal cucchiaio alla città&quot;&#8230; io volevo fare il percorso inverso&#8230; ma almeno una parte è fatta!<br />
Dal secondo anno di università ho cominciato a frequentare lo studio dell&#8217;architetto Carlo Pagani, uno scorbutico vecchietto allievo di Gio Ponti che mi adottò come &quot;nipote&quot; e mi fece rivivere l&#8217;architettura del dopo guerra e conoscere tutti i grandi del design milanese&#8230; da Castiglioni a Zanuso.<br />
Il design è stato un amore spontaneo&#8230; non saprei neanche dirti quando sia nato&#8230; è successo e basta.<br />
Il mio primo prodotto è del 1994 e da quel giorno non ho mai smesso di amare il design oltre che l&#8217;architettura.</p>
<h4>Gran parte dei tuoi progetti sembrano nascere da esigenze quotidiane: suddividere uno spazio, stendere il bucato, affrontare il traffico cittadino (con ironia), leggere un libro. E&#8217; ciò che molti di noi pensano ogni giorno: &quot;ci vorrebbe&#8230;&quot;. Quand&#8217;è che hai smesso di pensarlo soltanto e hai deciso che era il momento di realizzare quel &quot;ci vorrebbe&quot;? Insomma il tuo primo progetto è nato così? Da un esigenza? </h4>
<p>Mi ricordo che da piccolo mia madre diceva che ero molto ingegnoso e prevedeva per me un futuro da “ingegnere”. In realtà mi piaceva molto, come credo la maggior parte dei bambini, capire come erano fatte le cose, aprirle, disassemblarle, ricostruirle, inventarne di nuove. Questa mia passione mi portò anche a intraprendere macabre operazioni di disassemblaggio di un povero pesciolino rosso che avevamo comprato poco prima. Ero talmente curioso di capire cosa ci fosse dentro, che con un cucchiaino ho cercato il “motore” di quello strano essere silenzioso e flottante. Risultato: un bel castigo ed una notte da solo in cameretta con il “corpo del reato” ed una paura tremenda della nemesi del mondo ittico. Da allora ho smesso di avere velleità da chirurgo e mi sono dedicato esclusivamente al mondo degli oggetti… avevo credo 6 o 7 anni. Ai tempi del liceo avevo una certa predisposizione per il disegno e mi sembrò naturale continuare con gli studi di architettura. Dopo la maturità avevo fatto un viaggio in America per scoprire il mondo e mi ero messo in testa che avrei fatto l’architetto, non quello che fa le pratiche edilizie per le villette bifamiliari in provincia, ma uno di quelli che osano grattacieli smisurati. Di contro il mio primo progetto andato in produzione è del 1995 quando, ancora studente al Politecnico, studiavo chino sui libri e ricordo i rimproveri di mia madre a questo figliolo che rischiava di rimanere gobbo dal troppo studio. Un’idea leopardiana, ma fu questa l’occasione per progettare un leggio pieghevole e per non essere più assillato dai consigli materni. Niente di strettamente pratico: non rischiavo di diventare gobbo per qualche ora seduto a leggere un libro di urbanistica o di estimo. Insomma questo leggio, nato quasi per scherzo, mi sembrò da subito molto comodo e decisi così di presentarlo ad un’azienda per vedere se ne sarebbe venuto fuori qualcosa di buono. Il resto è storia più o meno nota: a 22 anni avevo il mio primo pezzo in produzione… e mi sembrava di essere “arrivato”. Evidentemente mi sbagliavo…</p>
<div style="text-align: center; "><img alt="Coop_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_09.jpg" /></div>
<h4>Sul forum tempo fa abbiamo parlato di un bel libro, &quot;Design Anonimo in Italia, Oggetti comuni e progetto incognito&quot; di Alberto Bassi. A chi assegneresti il tuo &quot;compasso d&#8217;oro a ignoti&quot; (per citare Bruno Munari)? Quale oggetto &quot;anonimo&quot; secondo te rappresenta al meglio i principi del buon design? </h4>
<p>Se vogliamo citare il Maestro sicuramente un oggetto di buon design anonimo è l&#8217;uovo benché sia stato fatto col culo (citazione di Munari!). In tempi più recenti ti direi la ruota; forse ai tempi non c&#8217;erano i problemi di oggi di copyright ma di sicuro questa è stata proprio una bella scoperta. Se parliamo invece di oggetti della contemporaneità mi vengono in mente i braccioli gonfiabili&#8230; e in generale tutto il pvc termosaldato utilizzato per le gonfiabili strutturali. </p>
<div style="text-align: center; "><img alt="Tobeus_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_02.jpg" /></div>
<div style="text-align: center; "></div>
<div style="text-align: center; "><img alt="Tobeus_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_03.jpg" /></div>
<h4>Parlando di tobeus: più che una serie di automobiline di legno una filosofia, un ritorno al Giocattolo, una ricerca di genuinità. Ci parli un pò di questo progetto?</h4>
<p>Tutto è cominciato tre anni fa quando è nato Elio, il mio primo figlio. Dopo pochi mesi eravamo letteralmente sommersi da una montagna di giochi made in China: squillanti, assordanti, ingombranti, coloratissimi. Macchinine progettate per autodistruggersi in poche ore, spesso con un sinistro odore di plastica. A luglio scorso poi è nato Tobia e la situazione è degenerata, nel senso che i giochi di Elio erano ormai diventati inutilizzabili: carcasse di automobiline senza ruote, incidentate e pericolose. Così via con altri giochi regalati da parenti ed amici. Allora ho deciso che almeno per i miei figli avrei dovuto fare qualcosa, per educarli ad un uso più consapevole e responsabile dei propri giochi. In realtà oltre ai figli bisognerebbe educare i nonni e spiegare loro che l’amore dei nipotini non è proporzionale al volume della plastica che regalano loro. Ho pensato che un gioco dovrebbe essere un valore da tramandare, non un oggetto da consumare e buttare con spensieratezza. Sarebbe bello lasciare ai figli i giochi che ci hanno tenuto compagnia da piccoli. Così ho registrato il marchio Tobeus (nome scelto in onore di Tobia e di tutti i bambini che hanno il diritto di avere giochi che durano nel tempo). Quindi ho deciso di investire in prima persona in una produzione artigianale, rigorosamente fatta a mano, in Italia, con cura ed amore. Sono nate 5 macchinine ricavate ognuna da un blocco di legno massello, tre disegnate da me e le altre da due amici designer, Giulio Iacchetti e Odoardo Fioravanti. La cosa interessante è che da subito ho riscontrato un interesse incedibile da parte di amici e parenti, prova del fatto che c’è - da parte di molte persone - la volontà di cambiare un pò il mondo, partendo anche solo da un piccolo gesto come comprare una macchinina di legno per i propri figli. Durante il Salone del Mobile di Milano appena terminato abbiamo presentato ufficialmente la collezione presso lo Spazio Rossana Orlandi a Milano ed abbiamo avuto un enorme successo di pubblico e di stampa&#8230; Il prossimo passo sarà organizzare la distribuzione in punti vendita selezionati in tutto il mondo&#8230; E poi chissà&#8230; magari Tobeus potrà diventare un marchio non solo di giochi in legno&#8230; ma il futuro è tutto da scrivere.</p>
<h4>In riferimento a 25/25 (<a href="http://www.officina-creativa.net/blog/2007/05/21/2525-design-museum-celebrando-il-buon-design/" target="_blank">link</a>) qual’è per te il miglior oggetto di design degli ultimi 25 anni?</h4>
<p>Non mi piace molto fare le classifiche, soprattutto se si tratta di oggetti di design. Potrei dirti il pc portatile per la libertà che ha dato di poter lavorare ovunque ci si trovi (ora per esempio il mio ufficio è un treno). Se devo scegliere un oggetto specifico potrei citare la Tolomeo di De Lucchi e Fassina per Artemide, per il semplice motivo che sembra essere sempre esistita, è un oggetto che puoi trovare in una casa, in un ufficio, nei film americani&#8230; è un oggetto addomesticato che proprio per la sua capacità camaleontica è diventato una sorta di &quot;patrimonio dell&#8217;umanità&quot;. E poi perché è un punto di riferimento per tutti i designer&#8230; a chi non è capitato di sentirsi dire da un imprenditore: &quot;ecco architetto, vorrei una lampada come la Tolomeo!&quot;.<br />
Ma forse ancora più interessante della Tolomeo è life-straw, un sistema di filtraggio dell&#8217;acqua fatto come una grossa cannuccia&#8230; direi piuttosto rivoluzionario e decisamente utile.</p>
<div style="text-align: center; "><img alt="Moscardino_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_04.jpg" /></div>
<h4>A proposito di diritto d&#8217;autore: moscardino è stato copiato diverse volte (in forma pressoché identica) da francesi, cinesi e chissà chi altro&#8230; che ne pensi?</h4>
<p>Il problema della copia è sempre esistito, può essere visto da diversi punti di vista. Il primo a cui mi piace pensare è l&#8217;omaggio, solitamente si fa a qualche designer morto e sepolto (nella speranza che non possa farti causa). Poi c&#8217;è la casualità, ovvero una copia senza malafede&#8230; a volte i progetti e le idee sono nell&#8217;aria. Ultimo e più temuto è il vero e proprio plagio&#8230; d’altra parte basta mettersi nei panni di un produttore cinese che traduce la parola copyright in un invito a &quot;copiare bene!&quot;. Forse bisognerebbe cambiare anche questi termini un po&#8217; ambigui. Per quanto riguarda Moscardino la cosa più strana è che negli anni - nonostante le diverse copie più o meno riuscite ed una certa età raggiunta dal prodotto – le vendite continuano a crescere. L’azienda Pandora Design quest’anno al Salone del Mobile ha proposto un&#8217;operazione davvero ironica presentando la nuova collezione all&#8217;Hotel de Milan: il catering stavolta era servito con brutte copie del Moscardino&#8230; una beffa più efficace di mille annose cause legali.</p>
<h4>In che direzione va il design (le nuove leve): c&#8217;è uno studio di giovani/un progetto che ti ha particolarmente colpito ultimamente?</h4>
<p>Premesso che per me un giovane designer non deve avere più di 30 anni anche nel paese dei &quot;bamboccioni&quot;, ci sono dei giovani talenti che stanno uscendo dal mio studio e ai quali sto insegnando a muovere i primi passi in questo mondo. Ho un&#8217;idea un pò romantica di quello che deve essere uno studio di design, una sorta di bottega rinascimentale dove si cresce sia come professionisti che come persone. Potrei fare il nome di Chiara Moreschi, 28 anni, che chiamo scherzando la Urquilola di Albisola e che ho visto crescere incredibilmente in questi due anni. Tra due mesi aprirà il suo studio&#8230; ora è il suo momento, sta cominciando a fare i suoi primi progetti in autonomia, lievi e misurati, mai urlati come credo debbano essere tutti i buoni progetti. Forse tra un paio di anni sarò io a doverle chiedere di passarmi dei lavori!!! </p>
<h4>Un tuo parere sul consiglio italiano del design?</h4>
<p>Diciamo che non è in cima ai miei pensieri quando mi sveglio la mattina…<br />
Poi, sinceramente, non ne ho più sentito parlare…<br />
Forse è una fortuna perché credo che il grande successo del nostro design derivi proprio dalla capacità tipicamente italiana di essere imprenditori, rischiare sulla propria pelle ed avere successo sulla base delle proprie capacità. D&#8217;altro canto mia nonna diceva sempre: “Vuoi una cosa? Fattela”!</p>
<h4>Dove lavori di solito, prediligi l&#8217;ufficio o&#8230;?</h4>
<p>Mi piace molto lavorare in studio insieme ai miei collaboratori: mi sento come in famiglia. Purtroppo non è sempre possibile.  Spesso sono fuori città per lavoro, così mi basta una connessione a skype per sentirmi vicino a tutti. Il bello del nostro lavoro è che non abbiamo bisogno di grandi sovrastrutture&#8230; il nostro ufficio è la nostra testa&#8230;. e fortunatamente è sempre con noi! Dicono che le idee migliori vengano sotto la doccia o a letto mentre si fa l&#8217;amore&#8230; io credo più nel dormiveglia&#8230; quando stai per addormentarti e tutte le idee della giornata ti ronzano per la testa e nel sogno sembrano semplificarsi: facili e perfette. </p>
<div style="text-align: center; "><img alt="Leti_Matteo_ragni" src="http://www.officina-creativa.net/officinashare/media/Matteo_Ragni/ragni_08.jpg" /></div>
<h4>Come ti descriveresti?</h4>
<p>Il design per me è un virus buono, quindi mi definirei un portatore sano di design (e di sano design).</p>
<h4>Il tuo &quot;libro-sul-comodino&quot;?</h4>
<p>&quot;Fantasia&quot; di Bruno Munari e da qualche tempo &quot;La Fabbrica del design&quot;, di Giulio Castelli, Paola Antonelli e Francesca Picchi.</p>
<h4>Ho visto che hai avuto varie esperienze di insegnamento. Come ti rapporti ai tuoi giovani (o meno giovani) discepoli? Che consigli daresti a chi si sta avvicinando alla &quot;professione