aprile 13th, 2009 , by Letizia Tasselli

Questa volta siamo andati a curiosare tra le creazioni de l’Attaccabottone (link), un progetto di Clara Porta.
Clara, classe 1978, è una visual designer prestata alla sartoria che, in una noiosa domenica pomeriggio, ha deciso di iniziare a usare la vecchia macchina da cucire di sua madre, scatenando un vero e proprio attacco di bottone.
Le creazioni de l’Attaccabottone spaziano dalle borse alle collane, riutilizzando vecchi bottoni spaiati e cravatte, stampe intercambiabili e stoffe di barocca memoria. Una miscela di ricordi da portarsi sempre a tracolla per non dimenticarsi mai che, a volte, è proprio dalle cose semplici che abbandoniamo con noncuranza che possono prendere vita nuovi oggetti del tutto inediti.
Clara ha scambiato quattro chiacchiere con noi proprio per spiegarci com’è nato il progetto.
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aprile 6th, 2009 , by Letizia Tasselli
Una volta era il feuilleton. Spesso scritto dalle donne per le donne, questo tipo di romanzo era improntato su trame estremamente intricate ed incentrate su storie amorose quasi sempre dipinte a tinte fosche. Successivamente, la formula della serialità di questi romanzetti d’appendice è stata assorbita dapprima dai radiodrammi, per poi sbarcare in televisione, con il dilagare di soap opera, telenovele, sitcom e fiction. Colpi di scena, capovolgimenti imprevisti, indizi premonitori, rivelazioni clamorose. Fondamentale è il meccanismo a puntate, con tanto di effetto cliff-hanging.
Ebbene – dopo decenni di Dallas, Beautiful, Sentieri, Santa Barbara e Tempesta d’Amore – da qualche settimana è online Ma mica mi ami Soap. Il format è un classico, mentre la partecipazione è libera e interattiva, e la narrazione è convergente. La transmedialità comporta una profondità nell’esperienza di fruizione, aumentando la motivazione al consumo. Con FaceBook è possibile discutere gli script; con Twitter ci si tiene aggiornati sulle nuove pubblicazioni ed appuntamenti per i casting; su YouTube si possono guardare tutte le puntate. Nodo centrale del progetto sono i casting online.
La soap vuole ripetere da una parte il successo di Sogni D’Amore – la celebre telenovela piemontese della prima metà anni ‘90 su Rete3 Manila – e dall’altra parte il mito della soap americana So you love me, dalla quale prende il nome.
Ecco una delle puntate della prima serie:
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Continua il nostro viaggio alla scoperta della stencil art romana e in particolare dei ragazzi di Off the street (link), spazio espositivo-atelier della capitale dedicato alla street art. Dopo aver incontrato lucamaleonte (link) questa settimana abbiamo scambiato quattro chiacchiere con sten e lex!
Buona Lettura!
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Off the street (link) è il primo spazio espositivo-atelier della capitale dedicato alla street art. Nato dalla passione di tre giovani artisti, lo studio si propone come “occhio sul mondo” dell’arte urbana, oltre che officina e laboratorio. Siamo andati ad incontrare sten, lex e lucamaleonte, ideatori e curatori del progetto, nonché notevoli esponenti del movimento stenciler nostrano.
Partiamo la nostra review proprio con lucamaleonte (link)!
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Booklight - Emiliano Brinci
Emiliano Brinci ha 31 anni, è romano, ed è approdato al design industriale quasi per caso. Dopo gli studi in allestimento di interni e giardini ha proseguito la carriera lavorativa nel campo degli allestimenti fieristici, occupandosi di esibizioni, stand, scenografie.
Dal 2008 si avvicina al design di prodotto con la lampada booklight, esempio di design utile e snello, come Emiliano ama definirla.
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Se c’é una cosa che mi fa ridere di Stoccloma sono i cartelli della tunnel bana – la nostra metro o tube che dir si voglia.
Questo è un cartello di pericolo che si trova declinato in varie forme sulle porte degli ascensori della metropolitana di Stoccolma. Nel caso ve lo stavate chiedendo quelli sono i vari modi che avete di infortunarvi – o morire a quando pare – usando quei puzzolenti ascensori senza porte interne. Si può dire che sia abbastanza raccapricciante, una brutta fine per l’uomo-stecchino di turno. Il titolo è “Rischio di stritolamento”, e la traduzione è pressoché: “È pericoloso trasportare merci sugli ascensori che non hanno una porta interna o una fotocellula”.
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febbraio 23rd, 2009 , by Letizia Tasselli

A un primo sguardo cartadazucchero (link) può sembrare un webshop come tanti, ma dopo un minuto di navigazione ci si rende subito conto della sua unicità. E’ una vera è propria fucina di giovani creative, che mettono a disposizione il loro talento e la loro fantasia, per creare borse, t-shirt e orecchini fiabeschi e romantici.
Un vero e proprio laboratorio dove l’oggetto comune diventa opera d’arte, scrollandosi di dosso le banalità e l’idea che le cose belle, quelle fashion, debbano per forza essere solo una lunga serie di complicanze inutili.
cartadazucchero nasce grazie a Roberta Antonioni che ha accolto la nostra richiesta di scambiare quattro chiacchiere a proposito di questo progetto.
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In occasione della presentazione del loro nuovo sito, ho incontrato Mario Ballario dello studio torinese di multimedia magicsocket, che da almeno tre anni ci delizia con progetti interattivi di alta qualitá. Una chiacchierata piacevole che vi consiglio di leggere fino in fondo per scoprire qualcosa in più su uno degli studi più interessanti d’Italia.
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Un vecchio compagno delle scuole elementari ci ha contattato negli ultimi mesi per organizzare una rimpatriata, e da allora ogni giorno vediamo le foto della sua ragazza, le sue cadute sugli sci e il suo status – che parla di persone e fatti a noi estranei. Se anche voi siete in questa situazione, o in una simile, probabilmente state sperimentando il fenomeno più virale degli ultimi tempi, Facebook.
La diffusione delle reti sociali è legata, in prima istanza, a pulsioni estremamente umane, come quella di apparire e di soddisfare una (mal)sana curiosità, che ci porta a intrufolarci tra i ricordi altrui (non solo delle persone che conosciamo, ma anche degli amici degli amici).
Il cambio di paradigma collegato alla diffusione di Facebook ha portato questa piattaforma ad essere per molti il punto di accesso principale alla Rete, se non l’unico. Prima di guardare la mail, la mattina, si accede a Facebook per vedere come si sono svegliati i nostri contatti.
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Brodo di Giuggiole è un piccolo studio artigianale in quel di Roma, nato dall’amicizia tra Flavia e Sara, che giurava che non avrebbe mai fatto la sarta come sua madre. Ma che aveva una voglia irrefrenabile di dare una forma alle proprie idee.
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gennaio 26th, 2009 , by Letizia Tasselli

La tela di Senso, esposta al MotorShow di Bologna
Qualche mese fa si è svolta a Roma “Scala Mercalli – Il terremoto creativo della street art italiana”, la prima grande mostra italiana dedicata alla street art.
Fiat, main sponsor della rassegna, ha dato il via proprio in quest’occasione a quella che sarebbe diventata “Fiat Street Art”, un’iniziativa culminata lo scorso MotorShow di Bologna.
Il primo passo è stata la personalizzazione di una Grande Punto a opera di TVBoy. Una tela alternativa dove l’artista si è sbizzarrito mixando le sue creature e i suoi colori, fino a rendere l’automobile praticamente irriconoscibile.
L’esibizione live di TVBoy ha richiamato l’attenzione dei visitatori, ipnotizzati dalla velocità con cui, tra bombolette e pennarelli, l’auto cambiava pelle, diventando un’opera d’arte motorizzata.
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