
Edward Kienholz (1927/1994) è stato uno dei più importanti (e probabilmente meno conosciuti) installation artist americani.
Insieme alla moglie Nancy Kienholz è stato uno dei più feroci critici degli aspetti più aberranti della società moderna, incentrando le sue installazioni, molto spesso brutali e irrispettose, su temi di interesse comune come l’aborto o l’erotismo, creando sconcerto nella critica per la brutalità letterale con cui le sue installazioni sbattevano in faccia la verità a un pubblico forse ancora non pronto per una tale schiettezza.
Opere grottesche e allegoriche, barocche nella loro semplice complicanza e terribilmente decadenti, degni set di film horror di terza categoria.
Abbiamo fatto un salto a Berlino, più precisamente alla Berlinische Gallery, a dare un’occhiata ad una delle sue installazioni più famose, “The Art Show”.
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‘Issimi!
Tra biscotti di gommapiuma e torroni di grafite la Crew di Officina continua a lavorare per il vostro diletto zuccheroso.
State sintonizzati perché presto, sulle pagine del nostro forum, torna l’iniziativa “Incontro il Creativo” dove potrete partecipare a una chiacchierata con un’ospite coi fiocchi…!
Intanto stiamo impacchettando idee e pensieri in rgb e buoni propositi in cmyk, con l’augurio che queste feste siano per voi le più creative di sempre.
Auguri!
La Crew di Officina Creativa
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dicembre 8th, 2008 , by Letizia Tasselli

Gipi, nome d’arte di Gianni Pacinotti (link), è uno dei più importanti artisti della scena fumettistica internazionale e i suoi lavori hanno ricevuto alcuni tra i più importanti premi del settore, riscuotendo successo in tutto il mondo.
Molti lo conosceranno per le strisce pubblicate settimanalmente su Internazionale, altri per i suoi romanzi a fumetti che spuntano dagli scaffali delle librerie.
Officina gli ha rubato un po’ di tempo per farsi raccontare com’è nata la sua voglia di raccontarsi nelle tavole dei suoi fumetti, tra acquarelli poetici e parole, belle parole, che ti rimangono addosso anche dopo aver chiuso i suoi libri.
Tra le sue opere “Esterno Notte”, “Appunti per una Storia di Guerra”, “Gli Innocenti”, “Questa è la Stanza”, “Hanno ritrovato la Macchina”, “S.” e “LMVDM – La mia vita disegnata male”, pubblicato recentemente da Coconino Press e, con un numero di copie limitato, da Internazionale (Fusi Orari).
Buona Lettura!
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dicembre 1st, 2008 , by Letizia Tasselli

Silvia Mazzoli o Silvia’s Think (link) è una di quelle creative che riesce a trasformare qualsiasi materiale abbia per le mani in qualcosa di assolutamente inedito e delizioso, riadattando la sua funzionalità originale e facendolo rinascere dal dimenticatoio.
Tra borse fatte con i tappetini di gomma e nani curiosi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei, facendoci raccontare com’è nata la sua passione per la moda e l’artigianato.
Buona lettura!
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http://www.dailymotion.com/videox75yv6
Hiromi Ozaki ci presenta Biorebel Kit: un progetto che sta sviluppando al suo primo anno al Royal College of Arts di Londra.
Con questo progetto Hiromi – con lo spirito e l’energia che la contraddistingono – mette in discusisone fattori biologici che condizionano ogni giorno l’essere umano e che un “bio ribelle” potrebbero combattere per seguire le proprie idee ed esigenze.
Ecco la descrizione di Biorebel Kit da parte della stessa Hiromi – traduzione a seguire.
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«The Biorebel kit is a kit to help ‘biorebels’ rebel against biology for their own personal ideology.
In the kit there are things to help you:
1) Not Sleep – software and eyemasks to help you do ‘polyphasic sleeping‘ (a technique where you sleep 6 times a day, 30 minutes each…Da Vinci and Thomas Edison used to do it)
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Al centenario dalla nascita dell’artista milanese il museo dell’Ara Pacis di Roma dedica a Bruno Munari una retrospettiva antologica, affiancata da un ciclo di laboratori e incontri didattici per bambini “al fine di esplorare, concretamente, le sperimentazioni che sottendono ogni realizzazione artistica”.
((polemica premessa:
il museo è un’istituzione strana. Di solito puzza di polvere, la luce è bianca e fa un po’ male agli occhi ed è abbastanza noioso. Le Grandi Opere d’Arte sono in alto, ben protette dentro teche di vetro e ovviamente non si possono toccare. A proposito ‘Grandi Opere’ Munari diceva:
Un esempio di “good design”? L’arancia: “un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione e consumo”. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca «materica» della superficie dell’imballaggio trattata a «buccia d’arancia». Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata come in questo caso, dobbiamo ammetterla.
(“Good design” , 1963)
Ecco, Munari al museo è un po’ come un arancia in vetrina (Duchamp ne sarebbe orgoglioso).
Tanto più se la mostra inizia arrampicata su una parete di 2 metri d’altezza (sconsigliato ai bassi e ai bambini, e ai bambini bassi), e prosegue tra i poderosi divieti “non toccare!” (cartellino appeso, accanto alle tavole tattili).
Ah, i paradossi dell’arte. Ma comunque.))
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All’interno del Festival della Creatività si è svolto “Arsenale Festival – Armi di Creazioni di Massa”, una sezione interamente dedicata al design grafico e audiovisuale.
Oltre a workshop e convegni, la quattro giorni ha offerto una serie di mostre temporanee interamente dedicate all’illustrazione e al graphic design, creando una carrellata di spunti interessanti e trasformando i creativi in guerriglieri della comunicazione, che si sfidano a suon di guerrilla advertising, bombing e battles.
Arsenale si è dimostrato subito una delle iniziative più interessanti di un festival decisamente sottotono e dispersivo, dove innovazione e creatività non ha certo fatto da padrone.
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Firenze, 21/10/2008
Per la prima volta in Italia, l’artista Néle Azevedo presenta Monumento minimo: 1200 statuette di ghiaccio poste sugli scalini dell’Istituto degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata, si sciolgono malinconicamente formando una distesa d’acqua.
Shirin Amini ci racconta dell’installazione e dei suoi preparativi che ha vissuto in prima persona mentre studenti e professori erano riuniti in piazza a protestare contro contro il decreto Gelmini:
«Sono le 13 circa in piazza Santissima Annunziata e improvvisamente, tra la concitazione della folla presente, vediamo arrivare una strana camionetta. E’ ambigua perchè da lì scendono quattro persone, sembrano piccoli operai indaffaratissimi. Cominciano a scaricare strane casse dal furgone. Non sono casse di cibo (come qualche passante presume), sono piccoli frigoriferi! ..
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ottobre 20th, 2008 , by Letizia Tasselli
Elisa Gavazzi non è una stilista e nemmeno una sarta: è una creatrice di abiti nostalgici, che vorresti cucirti addosso per non dovergli mai togliere. Dopo molti anni è riuscita a realizzare il suo sogno, aprendo “Quel Chic!”, il suo laboratorio stilistico sartoriale, dove siamo andati a trovarla per farci raccontare la sua storia.
Buona lettura!
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Nick Veasey è un fotografo diverso da quelli che siamo abituati a conoscere. Perché non si limita a catturare l’immagine ma entra dentro di essa, mostrandocene l’intimità.
E’ così che nascono le foto a raggi x di Nick, scavando nell’essenza degli oggetti che, seppur a volte banali, riescono a mostrare un volto nuovo. O, più semplicemente, rivelano quello che a volte ci sfugge: l’intimità.
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